24 settembre 2012

lago vedretta - lago nero

Primo sabato d'autunno, con la nebbia che rimbambisce le valli partiamo tardino, sicuri però che in alto il sole splende. Pigri e acciaccati come non mai, decidiamo per una meta facile, già fatta e strafatta tante volte: il lago della vedretta, in val Nambrone. E' uno di quei posti che ho contrassegnato con l'asterisco, da vedere almeno una volta ogni tot d'anni: è stato il primo lago del Trentino a sbalordirmi, ben 10 anni fa  .
La nebbia sembra manovrata da uno spiritello burlone, si alza all'improvviso e altrettanto all'improvviso riavvolge tutto; anche le marmotte sono rintronate, immobili non sanno se fischiare o se aspettare che la coltre le nasconda ancora. Per un attimo le becco:








Il sentiero 239 parte dal lato ovest del lago superiore di Cornisello, a quota 2100 ca, ed è subito ripido. Qui incontriamo 2 cacciatori di ritorno dalla loro spedizione; uno dei due ha lo zaino carico, ci do un'occhiata e vedo spuntare la testa ciondolante di un piccolo camoscio con gli occhi ancora aperti. Il maritozzo visibilmente sprezzante non risponde al loro saluto, si rischia l'incidente diplomatico, ma poi ognuno tira dritto per la propria strada.



Il sentiero si inoltra per una valletta vagamente claustrofobica, penso che, se la nebbia ci raggiungesse in questo preciso tratto, un ruzzolone megagalattico chiappe all'aria non ce lo risparmierebbe nessuno. Invece superiamo indenni il tetto di nebbia, quando il sole comincia a picchiare forte.
Il gruppo del Brenta spunta a est.





A ovest è tutta un'altra luce; la piramide di cima Cornisello regna.


Dopo un breve tratto più o meno tranquillo si inizia a salire decisamente, senza tregua. Per respirare dobbiamo scavalcare questa costa e superare un dislivello di circa 400 m.








Il sentiero da ripido diventa verticale




vietato inciampare o distrarsi ...




... perché se batti la testa su uno di questi massi potresti pure rinsavire.




Intanto niente di nuovo sul fronte orientale




Finito il tratto verticale si continua a salire tra i pietroni




e in breve si arriva sulle sponde del lago della vedretta, a quota 2612m, da dove molto elegantemente salutiamo le nebbie col gesto dell'ombrello.





lago della vedretta


Mentre faccio il giro ispettivo del lago vedo una piccola pozza verde smeraldo sotto le creste aguzze di cima Laghetto e Castel del Laghetto




e il fratellino minore del monolito di cima del Frate (quella del gruppo Rava)

fraticello



il celeste lattiginoso del lago della vedretta



sullo sfondo cima Giner



le guglie di cima Denza



intanto a oriente le nebbie si dissolvono, lasciando intravedere il lago Nero



sullo sfondo del lago inferiore di Cornisello, a sx, la Pala di Farculotta



cima Giner domina il lago superiore di Cornisello



mentre scendiamo verso il lago Nero, un ultimo sguardo alle nostre spalle



lago Nero, 2230m



lago Nero, sa già d'autunno


La bellissima conca dei 2 laghi di Cornisello




abbruttita dalla presenza del piccolo grande uomo: cantierino con scavatori, tubi, ferraglia. Si lavora anche in quota.




Ancora una piccola sosta contemplativa con foto originalissima:

zoom su cima Tosa, Brenta

19 settembre 2012

Gedrummspitze - Plankenhorn - Gedrummsee

Siamo arrivati a San Martino in val Sarentina (Reinswald) con tutt'altre intenzioni, e cioè dare giusto un'altra occhiata in giro. Poi, visto il tempo bello, ci siamo avventurati un po' più su, intuendo che su quelle cimette sovrastanti ci si potesse gratificare con un bel panorama.
Arrivati al parcheggio della cabinovia Reinswald, a 1570m, e constatato che è ancora funzionante, decidiamo di approfittarne, vista anche l'ora un po' tardina. 10 € a cranio, andata e ritorno, per compiere un salto di 550m di dislivello senza fatica; 550 m di dislivello ripidi, tra l'altro, almeno un'ora e mezza di bestemmie risparmiate da parte mia.
Scaricati alla stazione a monte di Pichlberg, a 2130m, per smaltire la vergogna abbiamo preso il sentiero 9b, direzione Gedrummspitze (o Getrumspitz, a seconda delle carte).
Si attraversa una bella dorsale erbosa, piena di sole e molto panoramica. Tre vecchierelli tirolesi molto ciarlieri ci tallonano, cercheremo inutilmente di distanziarli per non sentire il loro cicaleccio.







sguardo sul monte Villandro


le caprette ci fanno embéééééé?


Arriviamo a Sattele (2460m), dove c'è la stazione d'arrivo di una seggiovia e un punto molto panoramico attrezzato di almeno 3 pannelli con su tutti i nomi delle cime intorno. I 3 vecchierelli arrivano insiene a noi, chiedo qualche informazione ma sono spiazzati.

qui a destra la Jakobspitz (2742m ca), normalmente raggiungibile da Valdurna


qui a sx la Gedrummspitze (2590m ca) e a dx la Plankenhorn (2570m ca)


Da Sattele, attraverso il Plattenjoch, proseguiamo verso le 2 cime. Alla mia dx intravedo il Plattensee, tristissima pozza d'acqua che mi ha messo addosso la dannata malinconia di fine estate.

Plattensee


al centro il cocuzzolo di Sattele, da cui proveniamo


ultimi metri prima della Plankenhorn


la Gedrummspitze, raggiunta dalla Plankenhorn in 15 minuti


Kassianspitz, 2580m


Son sola, il maritozzo è rimasto a consolare la sua schiena più in basso, e io vado a cercare quello che sulla carta è contrassegnato come Gedrummsee. Devo scendere per una 10ina di minuti prima di trovarlo.

Gedrummsee: non mi entusiasma particolarmente, decido di scrutarlo solo da lontano

Poi faccio il pieno di cime:

Sass Putia, 2874m ca


a sx Sass rigais 3025m, e a dx gruppo Fermeda 2873m


Sassolungo e Sassopiatto, foschia a vendere


profilo del Catinaccio


Alpe di Villandro


Da ovest arrivano veloci i nuvoloni.

Punta Cervina (Hirzer) 2781m


Guardia Alta (Hochwart) 2746m


ehm...vergessen


le 3 cime del Tribulaun, che vanno dai 2780m del Tribulaun di Obernberg ai 3097m del Tribulaun di Fleres, passando per i 2.946 m del Tribulaun di Gschnitze: roba per alpinisti seri


Mentre scendo incontro i 3 vecchierelli diretti alla cima; uno fa il galante e mi dice in un buon italiano che io son "più brava del marito". L'hanno incontrato più giù che si beava sotto il sole nel dolce far niente.

A completare la passeggiata un bell'incontro: forse l'ultima per quest'anno

marmottina di vedetta