9 agosto 2012

Wildersee (lago selvaggio)

L'antefatto: sulla Freccia Argento Trento-Roma, non molti giorni fa, mi trovo seduta davanti ad una gran bella coppia di tirolesi della val Pusteria, ultra ottantenni. Per più di 4 ore chiacchieriamo piacevolmente di tutto, spesso coinvolgendo anche gli altri viaggiatori di passaggio tra una stazione e l'altra. Ma l'argomento Alto Adige-montagne-laghi è roba solo nostra, perché da subito ci capiamo al volo.
Mi raccontano tante belle storie delle loro terre, poi mi parlano di questo lago, il Wildersee, che a volte rumoreggia in modo curioso, forse perché infestato dalle anime cattive di gente che - si dice - veniva confinata lassù per punizione. Me lo consigliano caldamente, e io prometto che alla prima occasione ci volo.
Allora eccoci, partenza dal villaggio di Malga Fane (1700m ca), in una fredda mattina di agosto. La sera precedente temporalone, tuoni e fulmini, sicché il terreno è fradicio, ma chissenefrega.




la musica più bella: lo scrosciare dell'acqua di un torrente in piena



Labeseben Alm (2140m), pediluvio di una muccherella



un deposito di deiezioni vaccine (sondato personalmente dalla sottoscritta fino alle caviglie) invade il tracciato



superata Labeseben Alm proseguiamo in leggera salita



 una pettegolona spia i nostri passi



 vallate così verdi in quota credo di non averne mai visto prima



il Wildersee 2530m ca, sullo sfondo la Wilde Kreuzspitz, 3130m ca



colori caraibici



c'è il sole, il verde, il blu, il cobalto, lo smeraldo, e pure la luna



solo in Alto Adige: meraviglia delle meraviglie.
Alle spalle del lago la Kalkgrupenspitz, 2730m ca



proviamo a proseguire verso la Rauhtaljoch



il sentiero è un po' disagevole, ma nulla di preoccupante



Rauhtaljoch, 2800m ca



il sentiero scende poi per la Rauhtal, verso la Brixnerhütte


Un pensierino alla Wilde Kreuzspitz lo facciamo, sarebbero altri 330 m di dislivello da fare in un'oretta. La traccia però mi spaventa, e approfittando del fatto che la cima è avvolta dalla nuvolaglia decidiamo di svignarcela come ladri, riservandola per un'altra volta. Penso così di essermi risparmiata un paio d'ore su terreno accidentato, invece....


la discesa in Rauhtal è un'infamia: ho affrontato questo pezzo ripido, franoso e sconnesso, con scioltezza e velocità da bradipo col freno a mano tiratissimo



la Rauhtal, verdissima



la Brixnerhütte, 2300m ca



uno sguardo indietro, verso la piana della Rauhtal appena attraversata



arrivo alla Brixnerhütte, tormentati dalla famissima



uno sguardo al sentiero che scende all'alpe di Fane, e che ci riporterà all'auto



ma prima il meritato ristoro: a ognuno il suo beveraggio preferito



il maritozzo non si smentisce mai



si, il maritozzo non si smentisce mai; avessero avuto uno stinco di porco l'avrebbe ordinato senza vergogna



io ci vado più leggera, però un canederlo in più potevano anche darmelo; buono comunque



mentre scendiamo continuo a fermarmi e a guardarmi alle spalle: non mi stanco di bearmi di quei panorami e sinceramente me ne vado malvolentieri



i ruderi di una vecchia malga



il sentiero scende costante verso la Fane Alm



tornati al punto di partenza, purtroppo

Con quest'ultima escursione qualcosa mi dice che mi sono convertita definitivamente anima e corpo all'Alto Adige, lasciando monti e luoghi del Trentino ai ritagli di tempo, quando proprio non possiamo muoverci altrove.
Troppe brutture quaggiù, troppe scortesie gratuite nelle strutture di accoglienza (accoglienza si fa per dire), e infine troppa cialtroneria nel gestire quello che poteva essere un patrimonio ambientale di prima classe, giorno dopo giorno hanno tarpato la nostra voglia di esplorarlo. Senza rimpianti eh.

0 dite le vostre, di baggianate:

Posta un commento