18 agosto 2012

laghi di Covolo - Gran Ladro

Kofelraster Seen und Hoher Dieb, auf Deutsch.

Partiamo presto da Steinrast (1800m) col sentiero 4B, sperando di non incappare nella caldazza di questi giorni. Subito un incontro ravvicinato, benché furtivo e fugace, mi dice che il venerdì 17 non porta poi così sfiga.



Temperatura fresca, l'ideale per salire, anche se l'ora mattutina non è il massimo per fare foto.





a quota 2200, poco prima della Kofelrast Alm



Kofelrast Alm, 2300m ca




Il Gran ladro, che qualcuno/a ha spiritosamente ribattezzato cima berlusconi; lo trovo molto offensivo e fuori luogo. Non si può dare codesto nome ad un povero monte che non può nemmeno protestare. Il nome più si addice ad una montagna di letame, o meglio ancora ad una collina di spazzatura di una discarica abusiva. Insomma, diamo a Cesare quel che è di Cesare, e alla monnezza quel che è della monnezza.

La temperatura ancora umana e il cielo limpido mi intimano che non ci sono scuse per non salire alla cima, quindi si prosegue senza soste.

salendo al Gran Ladro vista su un ghiacciaio in val Senales (suppongo...)



laghi di Covolo, o meglio Kofelraster Seen, 2400m ca, ammirati durante l'ascesa al Gran Ladro



la croce del Gran Ladro



la diga artificiale di Quaira ai piedi della Hasenohr (orecchia di lepre, 3260m ca)



Hoher Dieb - Gran Ladro, 2730m



bel panoramino dalla cima, con vista su fondoschiena coniugale



dalla cima ammiro il primo lago; con l'aumentare della luce il colore cambia e diventa spettacolare



penso ad un tuffo e a una nuotatina



scendiamo al secondo lago di Covolo



secondo lago di Covolo visto dalla sponda opposta



e questo è il primo, visto anch'esso dall'altra sponda





Il caldo è infernale, la voglia di galleggiare mi assale; le sue acque sono molto meno fredde di quanto mi aspettassi, ma c'è troppa gente intorno perché io possa tuffarmi in versione adamitica. Mannaggia. 
E' stata comunque una scelta saggia salire alla cima di buon'ora: ho visto persone - anche di una certa età - arrancare e sudare come bestie mentre salivano, quando noi già scendevamo ancora belli freschi. Non ho mai capito se è ignoranza, quella che porta una persona a compiere un'ascesa con certe temperature, o se è un desiderio inconscio di schiattare, o se semplice supponenza. Bah.



Col caldo e il sole che picchia duro cominciano i soliti problemi: mal di testa e pressione ai minimi. Cappello e occhiali scuri non bastano a salvarmi, urge trovare ombra, che quassù non c'è.



Vabbé, per oggi faccio uno strappo e resto ancora; per fortuna c'è un leggero venticello che aiuta a respirare. Così però salta la prevista incursione alla Rinerbergl Alm, che dista dai laghi un'oretta circa. Non è male però lasciare cose incompiute in zone che ci son piaciute particolarmente: si ha un motivo in più per tornarci volentieri.

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