17 aprile 2012

all'agritur erta (Sabbionara d'Avio)

Se l'alternativa a siccità e incendi boschivi è la neve in quota ad aprile, pazienza, anche se questo significa che la prossima escursione a piede libero sarà in luglio: mi sacrifico volentieri.
Quindi castelli, o musei, o monumenti. Io mi sarei accontentata umilmente di fissare l'affresco del soffitto della camera da letto in tenuta letargica per tutta la domenica, con qualche breve escursione al frigorifero e alla dispensa; invece ho sposato un mostro che insieme ad altri 2 esauriti mi ha trascinata fuori casa sotto la pioggia.
Castello di Sabbionara d'Avio, abbastanza carino. Per entrarci occorre scucire 6 € a cranio; se poi si gradisce fare delle foto occorre chiedere il permesso e pagare un supplemento di 3 € (!). Non fate come quella losca figura che approfittando dell'assenza di controlli e del fatto che non c'era nessun altro visitatore (oltre a lei e ai suoi complici) ha scattato foto a manetta anche alle lumachine che si godevano la pioggia.




Dopo il misfatto la gozzoviglia. L'ultima volta che ho visto servire portate così numerose, ma soprattutto così abbondanti, è stato 10 anni fa in quel di Napoli.
Ma all'agritur Erta si difendono bene. Spiace solo essermi dimenticata di fotografare tutti, ma proprio tutti, gli schiaffi alla fame che ci hanno portato. Erano troppi, e io indaffarata a - ehm - assaggiare.

il tagliere di salumi


i sottaceti della casa


confesso, le lasagne al ragù mi fanno stomacare, tranne queste che erano divine


gnocchi di ricotta (un po' dolci)


gnocchi di patate - gnammi


carne salada (astenuta)

E poi il cestino del pane che non finiva mai, il vassoio traboccante di carne di capretto, quello di carne salada cotta (esiste pure questa versione), il formaggio alla piastra (gnammi), l'insalata con pomodori buoni come non li mangiavo da secoli, il vino rosso della casa la cui caraffa veniva riempita regolarmente, i dolci, i liquori, i caffé.
E io ho pure digerito tutto senza incubi notturni.
Bell'ambientino rilassato, ci torniamo.

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