29 marzo 2012

programmini per l'estate

Dalle parti della val Venosta, alla ricerca di spunti per itinerari estivi su altre montagne, pensando a camosci e stambecchi da ammirare, a linci e orsi da evitare, lo sguardo mi cade in un cortile privato e tutto ad un tratto, chissà come e perché, mi è venuto in mente il Kenya, il Kilimangiaro, la savana ....


urgh



aiut, il discendente sgraziato di un pterodattilo



quando si dice sguardo magnetico ...



e che piedini sexy! solo per feticisti particolarmente esigenti

Vabbé, torniamo in Italia. Anzi no.

castel Coira - Sluderno



castel Coira - Sluderno


Le Alpi che segnano il confine tra Alto Adige e Sfizzera ci ispirano ...

mumble mumble ......



mumble mumble ......


....e comunque la dannata foschia non ci ha impedito di immaginare che roba dev'essere il panorama da lassù: fenomenale.


Ai confini con l'Austria invece ....

mumble mumble ......



Vernagt-Stausee 1690m (lago di Vernago - val Senales): mumble mumble ......



mumble mumble ......


 A fine esplorazione era inevitabile che finissimo qui: posticino adocchiato già altre volte in passato; affamati in modo osceno decidiamo di fermarci per fare      MERENDA!







stinco di porcosauro con una marea di patatonzole fritte



una delusione di zuppa di gulasch per niente piccante: pusillanimi e dilettanti!




Meno male che non è stata ancora creata una scala che definisce la "guida in stato di maialezza", perchè con tutta la roba che abbiamo ingurgitato avremo sfondato tutti gli strumenti per la sua misurazione.
Bel posticino da gozzoviglia estrema, per bocche buone foderate a tutto.

25 marzo 2012

al cacciatore - val ambiez

Veloce giro esplorativo in val d'ambiez, interrotto da piovasco improvviso che ci ha costretti ad una rapida - ehm - ritirata strategica. Abbiamo però fatto in tempo a vedere che la zona è abbastanza selvaggia, più adatta a rocciatori e arrampicatori che a camminatori quali noi siamo.
Per  essere di sabato pochissima gente, giusto altri 3 bipedi.
Zero orsi, una saetta travestita da capriolo, e poi ...


un povero minuscolo cucciolino di talpa stecchito


il sentiero 325 si addentra in una gola attraversata dal rio ambiez


malga senasa, 1590m ca


rifugio cacciatore


rifugio cacciatore, 1820m ca


i prati di malga ... prato!


il corno di senaso


la cappelletta, sullo sfondo la val daum e cima ghez avvolta dalla nuvolaglia


l'interno della cappelletta


23 marzo 2012

su cima palon (pasubio)

Da Pian delle Fugazze (1160m ca) col sentiero 179 sino alla galleria d'Havet, poi col sentiero 399 sino al rifugio Achille Papa (193m ca) e per finire col 105 attraversando la Zona Sacra (teatro di duri combattimenti tra italiani e austriaci) sino alla cima Palon (2230m ca). Bellissima escursione molto panoramica, in zona abbastanza selvaggia ma non desolante nonostante tutti i cippi commemorativi che punteggiano i percorsi nella memoria della guerra. Ricca di storia e cimeli, da esplorare ancora per bene in futuro.


Carega



ex malga val di fieno




all'entrata della galleria d'Havet



all'uscita della galleria già si intravede il rifugio Achille Papa











camoscio imboscato nel cespuglio



aggressivo, mi ha soffiato contro come un gatto selvatico



alle Porte del Pasubio, l'inizio della strada degli Scarubbi (ancora sotto la neve) che porta al passo Xomo



malga pasubio di sopra



camosci a iosa, ne abbiamo incontrati 4 branchi di almeno 20 elementi ciascuno


I camosci sono stati i responsabili della nostra ascesa (non preventivata) alla cima Palon; seguendoli, passo dopo passo ci hanno guidati in cima quasi senza accorgercene. Per nulla spaventati, probabilmente perché in branchi numerosi, si lasciavano avvicinare a distanza abbastanza ravvicinata. Incredibili e piacevolissimi compagni di viaggio.


ex rifugio militare sul Cogolo Alto



dalla cima Palon: piccolo Roite 2154m ca (sx) sullo sfondo il Col Santo



Dente Italiano 2222m ca



corno del Pasubio 2143m ca; alle falde la chiesetta di s. Maria



cima Palon 2233m ca, sullo sfondo il Carega


19 marzo 2012

memoria visiva vs linguaggio?

Mentre pensavo alle difficoltà linguistiche che azzoppano tante persone, mi è tornata in mente un'idea avanzata da Giorgio Vallortigara, e che spiega molto bene in questa intervista.
Ossia l'ipotesi che l'eccezionale sviluppo del linguaggio nella specie umana sia andato a discapito di altre capacità (memoria visiva in primis, ma non solo).
Lo fa citando come esempio lo scimpanzé del video qua postato (in inglese, sorry), il quale ricorda bene l'ubicazione seriale dei numeri anche dopo che questi vengono celati, impresa che per l'uomo è assai più ostica.
Il video in sé è convincente, solo che io - malignamente - nelle persone incapaci di esprimersi proprio non riesco a intravedere altre doti/abilità che possano compensare questo handicap.
Per esempio, un leghista che doti alternative avrebbe?




12 marzo 2012

sul col santo

Prima escursioncella post-crac, con evidenti problemi di equilibrio e di deambulazione, e fotofobia ai massimi storici.
Da Giazzera, quasi 1000 m di dislivello accompagnati da vento molto forte, che ormai è una costante di questo bizzarro inverno. Insieme a branchi di camosci che scorrazzavano tutt'intorno, ma di cui ho solo intravisto le sagome e intuito i movimenti, a dire il vero.
Ancora molto fiacca, guidata dal Drago, sostenuta dal vento, sbatacchiata in quota, ho fatto una fatica boia che almeno a fine giornata mi ha piombata in un sonno profondo e senza sogni dal quale son riemersa dopo 10 ore con grande sorpresa. Non lo davo mica per scontato il risveglio, nonono.
In cima, mentre pensavo che non mi sarei rialzata mai più, son riuscita a rimettermi in piedi grazie ad un gruppo di benedetti escursionisti chiassoni che mi ha costretta ad una precipitosa fuga strategica. Mai avrei immaginato che anche questa gente sarebbe potuta tornarmi utile un giorno.



intanto ne approfitto per sbirciare verso il pasubio



col santino



carega



rifugio lancia









Fortuna e neuroni permettendo, direi che la traversata estiva sino al Rifugio Papa è fattibilissima.

10 marzo 2012

l'uomo è un animale sociale ...

...  che anela a condividere coi suoi simili spazi e sapere, che ama la vicinanza del prossimo suo più di ogni altra cosa e pur di goderne sa domare i suoi egoismi, e per questo si è saputo dare regole precise di convivenza affinché liti e guerre non intralcino troppo il meraviglioso percorso evolutivo che tutti, ma proprio tutti, ci accomuna ...




( geniale Bruno Bozzetto)

5 marzo 2012

a un tiro di schioppo

embé, così vicino non ero mai riuscita a rubargli una foto :)

 

Alle falde del Pasubio, sotto una pioggerella intermittente, pascolava sereno in compagnia di altri caproni come lui. Solo che mentre gli altri si sono allontanati e nascosti in mezzo alla boscaglia, questo è rimasto immobile ben 5 minuti ad osservarmi, nonostante mi sia avvicinata esageratamente.

Ma, dico io, con tutti i troglo-bracco-caccia che ci sono in giro, almeno falli correre un po', vendi cara la pelle, pirla!

3 marzo 2012

amico picchio

Pensa e ripensa, alla fine ho pensato di chiedere l'ennesimo aiuto ai ragazzi del Museo delle Scienze di Trento a proposito del nido di formiche che ci si è presentato domenica scorsa con questo bel tunnel. La risposta, come al solito, è arrivata velocissima, puntuale, precisa e gentile.
Allora, no, non esistono formichieri in Trentino, almeno sino a prova contraria. Troppo fantasiosa l'idea che esistano formiche giganti, e che qualche animale ci si sia scavato una tana. 
Si tratta invece verosimilmente di un picchio che è calato dall'albero per nutrirsi di larve, uova e insetti adulti di questa simpatica genia.



Me lo immagino:
- "cara, scendo al bar a fare colazione, vuoi che ti porti su qualcosa?"
- "mmmm, uova strapazzate, crema di larve e qualche stuzzichino, grazie "

Non perché la formicona rufa mi sta sulle balle (ma più spesso attaccata alle chiappe), però io faccio il tifo per il picchio.