13 febbraio 2012

parallel universe

Persona cara esige regalo pensato. Le poche ore a disposizione precludono la consueta emigrazione fuori provincia per essere sicuri di avere almeno un'ampia possibilità di scelta. Tocca accontentarsi dei negozi del centro, e giù calmanti.
La destinataria del regalo è persona semplice ma sensibilissima, capace di accorgersi se il pensiero è fatto con sentimento o solo per adempiere una convenzione sociale.
Io regali non ne so fare, e nei negozi del centro ci son molti commercianti che non sanno né conquistare né mantenere i clienti (e quindi nemmeno parlare, vendere, vivere, e qui mi fermo che è meglio).
Il mix è quindi perfetto per ritrovarsi a fine giro con in mano 'na cagata galattica per una figura di merda cosmica completely made in Trento.
Varchiamo la soglia di un negozio definito "storico", in cui nessuno, ma proprio nessuno dei 4 proprietari/commessi risponde al nostro saluto. Cominciamo bene. Pensi che non si sono accorti della vostra presenza, ma vieni subito smentita dal fatto che vi marcano stretti come se in fronte aveste scritto volpinamente "olà, siamo ladri". Ovunque avvisi con su intimato in varie lingue "NON TOCCARE". Chiedi se almeno potete guardare e ti bofonchiano un "prego" che sa tanto di "porcodio, proprio qui dovevano entrare, ma perché non mollano i soldi sul bancone e si tirano fora di ball, dioporco….". Eh si, a torto o a ragione (ma più per esasperazione) è questa la sensazione che ormai accomuna siciliani, lombardi, toscani, laziali, piemontesi, abruzzesi, campani, veneti, pugliesi, emiliani, giapponesitedeschiamericanibrasilianicinesi e marziani: se volete far contenti i commercianti, gli esercenti e gli albergatori locali, dategli i soldi ma non fatevi vedere, non fate domande e non pretendete servizi in cambio; e se proprio insistete nel farvi vedere, vedete anche di levare il disturbo precipitevolissimevolmente in 2 secondi.
Tornando al covo dei suddetti campioni di savoir faire, ok, non tocco alcun oggetto, ma all'ennesima marcatura ho una voglia irrefrenabile di toccare la faccia della cagna da guardia di turno, quindi il Drago mi trascina saggiamente lontano.

Ma basta attraversare la strada, entrare in un negozio che sta quasi dirimpetto, e si apre un varco spazio-temporale che ti immette in un universo parallelo:
1) rispondono con garbo al saluto (e che deve saper fare un bravo commerciante?)
2) parlano una lingua arcana ma ancora piuttosto conosciuta in Italia (l'italiano)
3) intercettano al volo i tuoi desideri (e che deve saper fare un bravo commerciante?)
4) serenamente ti assistono per lunghi minuti nella scelta, mostrandoti tutta la merce a loro disposizione (e che deve saper fare un bravo commerciante?)
5) ti consigliano un oggetto che non è nemmeno tra i più cari
6) sconto finale

Io non so se l'oggetto vale davvero i soldi spesi, non so se è davvero originario del paese da cui mi è stato detto che proviene, so solo che l'abbiamo comprato con sollievo e convinzione, e cosa ancora più importante, la destinataria l'ha accolto con gioia.

Ecco, il benedetto giorno che i molti indigeni capaci di fare il loro mestiere decideranno di mostrare che sono maggioranza, e scenderanno in piazza a protestare contro questi loro abominevoli conterranei che son solo capaci di rovinare loro la piazza, ecco, quel giorno lì io mi sentirò a casa.

4 commenti:

  1. E vogliamo mettere il fatto che se gli chiedi lo scontrino fiscale la smorfia di dolore fa pensare ad un'apparir di stigmate piuttosto che un foglietto di misera carta termica?

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  2. :D
    a dire il vero io faccio rarissimamente acquisti, tantomeno di lusso, quindi sul rilascio dello scontrino non posso dire granché, tranne che finora, nel mio piccolo, qui in Trentino l'ho sempre ricevuto (almeno quello!).
    So per sentito dire che gli artigiani reagiscono alla richiesta del suddetto scontrino come dracula davanti ad una testa d'aglio, ma io di quelli per fortuna ancora non ho esperienza. In futuro chissà...
    ciao :)

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  3. Anonimo11:33

    d'accordo su tutto, ma l'oggetto in questione è quella cosa color – ehm – cioccolata in calzamaglia gialla?
    ciao neh : )
    madda

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  4. uelà, ciao : D

    l'oggetto era un cofanetto contenente diverse varietà di tè e infusi provenienti dal sud-est asiatico, o almeno così ce l'hanno raccontata :)
    beata la primavera/estate/autunno, quando posso regalare prodotti alimentari che mi porto dietro dalla Sardegna, o liquori e salse a base di ortaggi che confezioniamo noi: con quelli vado a occhi chiusi.

    P.S.: come va?

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