6 febbraio 2012

alla spericolata conquista del carone

Ché a noi la barba di Messner ci fa un baffo, ci fa....
Che vergogna. Vabbé, la dico. 
La meta è stata scelta di sabato sera, con criterio scientifico, dopo attenta valutazione delle condizioni meteo-nivogeologiche, ma soprattutto dopo aver finito una bottiglia di rosso in 2. 
Vada per il Carone. Questo modesto cocuzzolo di 1620 m, sul confine tra Trentino e Lombardia, che dovrebbe offrire un bel panorama sui laghi di Garda e Ledro, cosa vuoi che sia? E poi da quelle parti il clima sarà pure più mite, ci crescono i limoni e le fantastiche olive gardesane, il luogo ideale per svernare in questa giornata ultragelida, giusto, no?
Partenza da Trento, temperatura -5°. Destinazione val di Ledro, dove ci accoglie calorosamente una temperatura di -10°. Eh, il microclima mediterraneo del Garda, quando è mite è mite.... 
Superato l'abitato di Biacesa ci inoltriamo in quello di Pré per cercare la frazione di Leano da cui dovrebbe partire il sentiero 421 per il monte Carone. Siccome non c'è neanche l'ombra di un segnale stradale chiediamo lumi ad un vecchierello che barcolla nell'aria immobile e gelida: 
- "scu-scu-scusi, da dove si passa per andare a Leano?" 
- "eeeeh??? a Leano??? ma con questa macchina??? ahahahaha!!! ma almeno è un 4x4? eeeeh??? come no??? ahahahaha …. vabbé, girate qua a dx, e se ci riuscite buona passeggiata, ahahahahah!!!." 
Ohibò.

Sarà l'unico traguardo meritevole raggiunto in giornata: far ridere a crepapelle un pensionato di montagna, di questi tempi grami  poi….non so perché ma ho la sensazione che siamo subito diventati la barzelletta più divertente degli ultimi giorni da spendere nel bar-sport in quel di Pré.

Comunque ci è bastato dare una sbirciata alla stradella ripida e ghiacciata che conduce a Leano per fare dietro front. Ma abbiamo detto Carone, e che Carone sia, quindi tentiamo di aggirare l'ostacolo partendo dalla frazione di Legos (Molina di Ledro). Ci inoltriamo in una stradina che reca l'indicazione "Bocca dei Fortini" (che io so non essere distante dal monte Carone) e parcheggiamo nell'ultimo slargo disponibile e libero da neve e ghiaccio; temperatura: -11°, sempre più mite.



"psss pssss, guarda che fessi, tsé tsé"



gliel'ho letto dietro la frangetta, dicevano: "saremo asini noi, ma pure loro non scherzano"


L'idea è di arrivare almeno alla Bocca dei Fortini, e poi vedere se è possibile salire al Carone col sentiero 105. 
Naturalmente ci siamo persi. Dopo aver camminato tranquilli su per una stradina sterrata ci siamo ritrovati in mezzo ad un boschetto senza alcuna indicazione. 





lago di Ledro


Freddo siderale, temperatura non pervenuta, le batterie della macchina fotografica mi mollano e vanno in coma. Per brevissimi sprazzi di tempo si rianimano, e riesco a immortalare cima Parì e cima Sclapa. Scorgo evidenti segni di almeno una valanga sul versante sud-occidentale di cima Sclapa.

cima Parì e Sclapa



cima d'oro


Alla fine ritroviamo la sterrata e una specie di casina, dove cerchiamo riparo. Nessuna indicazione intorno. Quando vediamo arrivare un gippone con 2 agenti del gruppo di unità cinofile di vattelapesca non ci sembra vero di poter finalmente chiedere a qualcuno in quale buco del mondo siamo finiti. "Qui siamo in val Cadrione" ci rispondono molto gentilmente; ma per quanto ci sforziamo di raccontare loro l'ipotetico tragitto che ci ha condotti fin lì non riescono proprio a capirci. Nella fattispecie non riescono a capire come 2 persone dotate di mappa, e apparentemente sane di mente, possano aver smarrito una comoda e visibile strada forestale; io invece il loro sbalordimento lo capisco, eccome. 
Ci danno tutte le indicazioni possibili e immaginabili, e pure qualcosa di più. Ci danno dritte su altri bei giri da fare in zona, ci raccontano del fronte austriaco che passava proprio di lì, ci indicano con orgoglio le cime vicine ("son nostre, eh..."). Ma la salita al Carone ce la sconsigliano, perché dalla Bocca dei Fortini alla cima il sentiero non è agevole, e con tutto quel ghiaccio anche coi ramponi è pericoloso. Ci fidiamo a occhi chiusi e orecchie basse; con la gente del posto che conosce ogni sasso io non discuto, a priori. Ritenteremo un'altra volta, saremo più fortunati.
Fine della giornata? quasi, ma prima devo fare il pieno quotidiano di blu, altrimenti non funziono.

alla fine della strada del Ponale



getting blue



La mappa della perdizione (e questa si ingrandisce cliccandoci su): 



4 commenti:

  1. Che bella cosa perdersi in mezzo al gelido nulla ^^ Esperianza che tende a portare il buonumore persino negli animi più uggiosi, nevvero? :)
    Belle foto!!

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  2. mai visto un montanaro ridere così di gusto ... bé, almeno abbiamo fatto la nostra buona azione quotidiana :)

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  3. bravi, seguo sempre con gusto le vostre avventure sui monti!

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  4. @ mz ehilà, chi si rivede :)))

    gusta pure tutto quello che vuoi, questa avventura poi ha il sapore di un ghiacciolo al limone ...
    [ ehm, per la serie, aggiungiamo freddura a freddura :D ]
    ciao :)

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