7 gennaio 2012

al pizzo di levico

Detto anche cima Vezzena, 1900m ca, sede dei ruderi di quello che una volta fu il forte Spiz Verle. Per raggiungerlo siamo partiti dal passo Vezzena 1400m ca, con un vento potente e incessante che ci ha scortati per tutto il tragitto. 
Troppo a lungo inebetita nella stagnante valle dell'adige, da tempo speravo di respirare un movimento d'aria così vivificante. È talmente forte da tagliarci i vestiti addosso meglio di un sarto, e di incidere la pelle là dove riesce a scavare tra gli indumenti; è capace di cancellare le impronte sulla neve subito dopo il nostro passaggio, come una tempesta di sabbia nel deserto, che tanto mi ha ricordato le giornate in spiaggia spazzate dal maestrale. L'urlo è identico e mi mancava, così l'ho salutato come un vecchio amico che non sentivo da tempo: "ehilà, ci si ritrova finalmente, maledetto, anche tu da queste parti; invece di farmi il peeling a secco con la sabbia mi infarini con polvere di neve, ma non ti temo mica, sai, ti conosco troppo bene".

Non sappiamo com'è il sentiero 205, e vista l'inaspettata presenza di neve restiamo sulla stradella contrassegnata con la sigla TF, (Trekking dei Forti), più lunga ma comoda.







opere eoliche












quasi in cima




i laghi di caldonazzo e levico così non li avevo mai visti



il Portule









Dopo aver lottato inutilmente col maledetto mi arrendo, tanto vince sempre. Pur essendo ben zavorrata non mi consente di stare in posizione eretta (e io solo so con quanta fatica l'avevo conquistata). Alla fine non riuscirò a fare tutte le foto che avrei voluto perché mi strappa tutto dalle mani e viste le rocce intorno non mi pare il caso di scassarmi qualcosa o prendere il volo. 
Non riuscirò nemmeno a mangiare, ma questo non è mai un male.

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