25 dicembre 2012

nella Balkof (valcava) e a malga Plètzn

Quando il glorioso sindaco di Palù del Fersina istituì il parcheggio a pagamento a Frotten (punto di partenza per diverse escursioni nella testata della valle dei Mòcheni) chiedendo ben 6 euro a sosta, mi andai a leggere l'intervista * che rilasciò alla stampa locale per porre fine alle polemiche suscitate da questa scelta. Scoprii un campione di savoir faire dotato di grandi capacità di accoglienza nei confronti dei visitatori, che mi lasciò senza parole.

Soprattutto laddove dice: " (...) Le persone che amano camminare in montagna e che intendono dirigersi nelle località alle quali si accede dal parcheggio Frotten, possono allungare di poco il percorso lasciando il loro mezzo nelle aree su cui è consentita la sosta gratita e percorre quindi a piedi un tratto più lungo dal quale ammirare le bellezze naturali di Palù del Fersina (...)"

Il parcheggio libero è a un km di distanza, e non mi pare che in caso di neve venga tenuto pulito e accessibile; poi un km per un escursionista può significare molto, soprattutto a fine giornata.

21 dicembre 2012

associazioni a delinquere di stampo capsico

Habanero & Cipolla =
Mix di Superhot & Cipolla  (traduzione: si salvi chi può)

Questo per dire come alla fine ho ridotto i peppers avuti in dono qualche mesetto fa: qualcuno seccato nel forno ventilato, ridotto in polvere col pestello, poi unito a scaglie di cipolla disidratata (che serve a stemperare il retrogusto amarognolo tipico di alcuni superhot).






Certo, con un essiccatore e un macinino appositi - e da usare solo per i peppers - l'operazione sarebbe stata più facile, ma tutto sommato non mi lamento del mio primo esperimento di essiccazione artigianale. Classificazione: molto cattiva.

Un altro uso è questo, preso dalla sezione ricette del forum pepperfriends:


La ricetta originale prevede habanero a scelta e cipolla rossa, il maritozzo ci ha messo un mix di tutto, compresi i cattivissimi. E' una sberla solo per stomaci forti e abituati, o le conseguenze potrebbero essere abbastanza spiacevoli. Buona, va via come il pane. Classificazione: assassina.

L'inverno è per me la stagione migliore per sperimentazioni culinarie di questo genere: il freddo, preso a dosi non estreme, ha una funzione protettrice sulle mie pareti gastriche e finché dura ci posso buttare dentro (quasi) di tutto.

[ No, la selvaggina quella no. E nemmeno il ragù. E il baccalà se lo mangerà sòreta. E la trota anche. Per non parlare della minestra di trippe. E con l'orzetto ci concimo i vasi. ....]


18 dicembre 2012

in val fossernica

La val Fossernica deve probabilmente il suo nome al lemma "fosso", inteso non come buco nel terreno, bensì come rio.
La si raggiunge dal rifugio Refavaie (1116m), in val Cia nel Vanoi, inoltrandosi tra i masi col sentiero 335. E' forse il principale accesso per la vicina cima dei Paradisi (2206m), ed è qui che mi ha portata l'uxoricida per una passeggiata snellente al gelo (adesso le chiama così, con nomi evocativi, le uscite invernali con temperature polari, ma secondo me sta cercando di farmi fuori).



15 dicembre 2012

sbirciando il cielo in Alto Adige

Passeggiata sui monti Sarentini, sino al rifugio Chiusa, dopo l'ennesima chiacchierata con l'ennesimo sudtirolese ciarliero che mi ha pure simpaticamente sfottuta per il mio abbigliamento da spedizione in Himalaya ( a -10° lui viaggiava senza guanti, con un semplice giaccone e un cappello da cowboy, mentre io di scoperto avevo solo le pupille ).
Partiti da Latzfons, il sentiero attraversa un bel boschetto, poi con abbordabile pendenza porta al balcone naturale in cui è situato il rifugio. Per proseguire alla vicina Latzfonser Kreuz necessarie ciaspole.

in vista del rifugio Chiusa


9 dicembre 2012

al lago di santa Maria ( o di Tret)

Situato proprio sulla linea di confine tra Alto Adige e Trentino, ho scoperto che gli uni lo chiamano lago di santa Maria, e gli altri lago di Tret. Ma è un'area protetta situata interamente in territorio altoatesino, a 1600m ca.
In passato era uno stagno, poi trasformato in diga che periodicamente viene sottoposta a sfoltimento della flora acquatica per evitare che ne sia soffocata.
Lo si può raggiungere da san Felice (Alto Adige) col tracciato n. 9, o da Tret - frazione di Fondo -  in alta val di Non (Trentino).
Ci eravamo già stati un bel po' di anni fa in estate, ed allora non avevo gradito l'affollamento di bagnanti sulle sue rive; poi un'altra volta in inverno, in una giornata troppo nuvolosa per poter apprezzare le vedute.
Ci riproviamo per la terza volta; la nostra comoda passeggiata è cominciata a Tret, imboccando il sentiero 512 e con 10° sotto zero alla partenza, urca. Lo raggiungiamo col turbo in 40 minuti e finalmente lo troviamo così come piace a noi: deserto e sotto il sole; ammantato di neve poi dà il meglio di sé, decisamente.




8 dicembre 2012

il bivacco della malga tolvà

Lunedì 3, partiti dal campeggio della val Malene col sentiero 338, a circa 1100m, avevamo intenzione di arrivare almeno al laghetto degli asini per una comoda passeggiata sulla neve.
Ma il sentiero non era battuto, e la neve alta unita al gelido e forte vento in quota ci han fatto desistere, stoppandoci alla malga Tolvà. Anzi, alla ex malga Tolvà, visto che ora è stata riconvertita a rifugio con annesso bivacco.


il rifugio (1560m ca), alle sue spalle il monte Tolvà - 2340m ca


30 novembre 2012

cose di casa da pazzi

Mentre io per una settimana me ne andavo a zonzo per cime pensavo incupita che la montagna più temuta e difficile da scalare ce l'avevo a casa: la roba da stirare, che aumentava a vista d'occhio giorno dopo giorno.
E' stato così che mi son ricordata di quello che mi aveva suggerito tra il serio e il faceto l'amico giapponese durante il nostro ultimo incontro: " mai sentito parlare di extreme ironing? è uno sport diffuso anche in Giappone: c'è gente che va a stirare in montagna.... ".
Più incuriosito di me stavolta è stato il maritozzo, che subito si è informato (chissà perché).
E non sono le solite cose da folli nipponici, no; la pazzia stavolta è tutta british.

Dal sito ufficiale  :
" (...)When mild mannered Phil returned home after a long day in the knitwear factory, the last thing he wanted to do was start on a pile of ironing. The sun was shining and Phil preferred the idea of an evening out pursuing his (somewhat unsuccessful) hobby of rock climbing. Then it occurred to him to combine these activities into an extreme sport - the result: extreme ironing. (...)"
[ traduzione molto casareccia: quando il mite Phil tornò a casa dopo una lunga giornata in fabbrica, l'ultima cosa che voleva fare era mettersi a stirare. Il sole splendeva e Phil preferiva l'idea di una serata fuori casa per cimentarsi (a volte senza successo) nel suo hobby: l'arrampicata. Così gli venne in mente di combinare queste 2 attività in un unico sport estremo - risultato: stiratura spericolata ]

Ci sono anche molte foto a certificare come ormai la parte più tecnologicamente evoluta dell'umanità abbia imboccato la strada del delirio totale. Una tra centinaia:


foto tratta da : http://www.extremeironing.com/modules.php?op=modload&name=FAQ&file=index&myfaq=yes&id_cat=7&categories=History&parent_id=0&POSTNUKESID=4e1708c4faadb011c4f9b8970e858dc4

Non ho capito dove attaccano la spina del ferro, e se oltre a portarsi sul groppone zaino, sci, asse e ferro da stiro, si portino anche una sorta di generatore. Boh.
Ma va a ciapà i ratt !!!

[ EDIT: il sito ufficiale www.extremeironing.com risulta irrangiungibile da ieri sera (!). Allora altre info - in english - qui ]


28 novembre 2012

su cima parì

L'avevo scrutata-valutata-fotografata venerdì 16 dalla cima del monte Altissimo di Nago; " muy bien " mi ero detta " non c'è neve, finalmente uno di questi giorni possiamo salirci e ammirare il tanto decantato panorama da lassù ..."
Così ci prepariamo, con calma, sabato 24. La salita dovrebbe essere facile, il dislivello più che abbordabile. Partenza da Trento, arrivo in val Concei, direzione malga Trat, parcheggio a 1500m, sento un freddo strano nelle ossa, prime imprecazioni contro l'inverno imminente, vabbé, saliamo.



23 novembre 2012

in val martello

Esplorazione nella sconosciuta val Martello, domenica 18 chiudiamo alla grande una settimana extra di vacanza.


il comitato di accoglienza :)

22 novembre 2012

Stoanerne Mandlen (Col degli Ometti)

Non racconterò della passeggiata sull'Altissimo di Nago fatta venerdì 16, non perché non sia stata piacevole o perché il posto sia orribile, ma perché francamente non mi ha ispirato nessun particolare pensiero. D'altronde c'ero stata ben 14 anni fa, e già allora non avevo trovato niente da dire. E' una facile cima con vari punti di accesso tutti più o meno abbordabili senza particolari doti atletiche, offre un punto d'osservazione molto panoramico, bella vista sul Garda e sulle alpi bresciane ... insomma, le solite cose che si possono leggere un po' ovunque.

Non starò neanche a spiegare cosa sono gli arcinoti Stoanerne Mandlen: lo fanno benissimo altri, qui.
Dico solo che le due parole richiamano immediatamente i sostantivi inglesi "stone" e "man", già di origine germanica; chi conosce un minimo di inglese non faticherà a capirne il significato.

Non c'eravamo mai stati prima ma sappiamo che il giro è facile e poco impegnativo, e - vista la smagliante forma fisica  - sabato 17 torniamo in Val Sarentino.
Assonnati come 2 ghiri che si son persi il letargo, parcheggiata l'auto poco lontano dalla baita Sarner Skihütte (1618 m), deambuliamo sonnecchiosi lungo il sentiero n.2, schivando non si sa in virtù di quale dote paranormale i lunghi e insidiosi tratti ghiacciati.



21 novembre 2012

sul Portule (2308 m)

Giovedì 15 sulla cima che non era in programma.
Giunti in val d'Assa da Lavarone - e temendo di navigare per il terzo giorno consecutivo in mezzo alle nebbie umide - raggiungiamo il rifugio Larici (1650 m) pensando di salire al massimo alla vicina cima Larici (2033 m).
Al parcheggio ci sono 2 bei signori veneti che si accingono alla loro passeggiata, il loro saluto cordiale e caloroso ci mette di buon umore; e poi la giornata si annuncia serena, ma soprattutto sgombra da nuvolaglie.
Col sentiero 825 arrivare a cima Larici è una barzelletta troppo facile.

a ovest il Caré Alto comincia a fare capolino


20 novembre 2012

laghetto del pisorno o d'arzon

Mercoledì 14, ovvero il giorno in cui ho creduto che ci sarebbero spuntate le branchie per la definitiva trasformazione da esseri  - ehm - umani a anfibi.
Dopo 5 anni torniamo dalle parti della val Lozen, precisamente al lago di Calaita (1600m ca); col sentiero 347 ci incamminiamo verso cima d'Arzon (2300 m ca).
Terreno totalmente fradicio da inizio a fine passeggiata, vuoi per la pioggia non assorbita, vuoi per le nevi in via di scioglimento: un acquitrino completo, nel quale ci siamo impantanati a più riprese, e che alla fine abbiamo subito tutto con rassegnazione. Acqua di sotto, di sopra, e tutto intorno.
Per la maggior parte della salita siamo stati avvolti dalle nebbie e abbiamo così ammirato una fantasiosa beata mazza; qui un brevissimo sprazzo di sereno:



19 novembre 2012

toccata e fuga al lago d'ezze

Reduci da una settimanella di passeggiate in montagna più o meno lunghe, che oltre a sinistri scricchiolii al fondoschiena e alle giunture ci ha regalato anche bei panorami e belle persone lungo il cammino. Buona occasione per il rodaggio dei nuovi scarponcini invernali, i Lowa Renegade, che si sono rivelati davvero ottimi per morbidezza, impermeabilità, comodità, insomma, quasi quasi ne accatto un altro paio e li tengo di riserva.
Comunque, visti i recenti mal di schiena, abbiamo cominciato di martedì 13 (numero sfigato?) con una passeggiata breve e semplice, interrotta bruscamente da un piovasco che ci ha costretti ad una umiliante ritirata.
Partiti a piedi da poco sotto la malga sette selle, sopra l'abitato di Torcegno in Valsugana, l'intenzione era di toccare il lago d'Ezze, scendere verso la malga d'Ezze, risalire la forcella Mendana e da lì proseguire per affacciarsi dal monte Ciste. Belle intenzioni frustrate dal maltempo.


verso il Sasso Rotto con il sentiero 312



9 novembre 2012

lo scarabocchio della salute

Non è il salutismo che mi ha fatto arrivare alla mia veneranda età in buona - ehm - salute, senza aver mai sperimentato l'influenza, l'eroina, o un ricovero ospedaliero . E' il ribrezzo degli aghi, delle iniezioni, dei prelievi venosi.
Quindi faccio di tutto (leggasi mania per l'igiene spinta alla paranoia),  pur di non correre neanche il minimo rischio di essere sforacchiata per mia colpa.
Naturalmente mi son trovata un medico di famiglia che, per carità, è bravissimo e scrupoloso, ma un tantinello apprensivo: le poche volte che riesce ad acciuffarmi mi appioppa spesso un mini check-up, ossia un papiro di analisi e controlli da fare che, poi, mi terranno lontana dal suo studio per almeno 3 anni - il tempo minimo necessario affinché io superi il trauma da siringa. Perché quando succede lo so, lo svenimento è lì che mi aspetta.


5 novembre 2012

Knuttental (valle dei dossi) - Klammlsee (lago di gola) - Klammljoch (passo di gola) )

In una bigia mattina, contro ogni previsione meteo, siamo andati a sbirciare dalle parti della Valle Aurina, in Alto Adige. Tanto per cambiare.
Dopo Brunico cerchiamo le indicazione per la valle di Riva, percorsa la quale raggiungiamo l'abitato di Riva di Tures/Rein in Taufers, a quasi 1600m di altitudine.
Sinistri cartelli della segnaletica avvisano che "non si sparge sale"; per la serie, o vi attrezzate voi o vi storpiate a vostra discrezione, vedete un po'.
C'è niente che suggerisca calore e ospitalità, è freddo, il cielo a tratti è plumbeo, le strade quasi ghiacciate.
Parcheggiato in localita Pichlerhof scegliamo di percorrere il sentiero n.9, quello che attraversa la Knuttental/valle dei Dossi e porta sino al Klammljoch/passo di Gola, a 2290m ca.
Si va con i ramponcini, perché il ghiaccio la fa da padrone sino a mezzogiorno.



30 ottobre 2012

a piè leggero

Passata l'estate con scarpe da trekking leggere e morbide risulta fisiologicamente impossibile rientrare nei vecchi scarponi invernali: sembra che durante il periodo di inutilizzo si siano ulteriormente induriti, regalandomi lividi sopra le caviglie, gonfiori, arrossamenti, vesciche, indolenzimenti lungo tutta la gamba, peste corna e cavallette.
Dopo l'ultimo strazio che mi han inflitto avrei proprio voluto abbandonarli in autostrada. Detto questo, ecco cosa ho trovato in giro per le mie onorevoli estremità:










aggiudicate

26 ottobre 2012

sulle cime della marzola

Giretto proprio dietro casa, forse l'ultimo a piede semilibero. Partiti dal parcheggio Castelet a quota 860m - lungo la strada che dal passo del Cimirlo porta al rifugio Maranza - col sentiero 413 che porta allo Stoi del Chegul, poi col 411 per la cima nord della Marzola. Il bosco è variopinto al punto giusto, proprio come me l'aspettavo.

a pochi minuti dallo Stoi del Chegul, 1330m ca


25 ottobre 2012

prove d'inverno

Volevamo salire sulla Kassianspitze - 2580m ca. (cima san Cassiano ) nelle alpi sarentine. Da Latzfons (frazione di Velturno), fino al parcheggio Kasereck, 1950m. Poi si sale, moderatamente, lungo una sterrata che poi diventa traccia, ma sempre ben visibile o intuibile.



22 ottobre 2012

sul monte croce - 2490m

Meta scelta durante una pizza casereccia sfornata e irrorata con fettine di un buon habanero rosso crudo, che mi ha poeticamente ispirata: "rosso rosso delle mie brame, vuoi vedere che il bosco è color rame..."
Partiti dalla m.ga Valtrighetta, in val Calamento, a 1445m.

superata la m.ga Cagnon di sotto, sullo sfondo già il monte Croce


10 ottobre 2012

estica...psicum

Naturalmente non li ho coltivati io, non ne ho la capacità e tantomeno lo spazio.
Niente, è successo che domenica, dopo una piacevole passeggiata e un buon pranzo sui monti Lessini, siamo stati invitati a casa del re della conoscenza e coltivazione dei peperoncini, il presidente dell'associazione Pepperfriends.
Non mi aspettavo tanta grazia, invece ecco qua più di mezzo chilo di bellezza pura:



9 ottobre 2012

speckfest - s.magdalena










un salto nell'altro mondo, sabato 6 ottobre












A s. Maddalena, in val di Funes, da 10 anni si tiene questa festicciola dedicata allo speck. Il sabato l'ingresso è libero, la domenica si sganciano 6 €.


4 ottobre 2012

al lago scarpacò

Veloce (si fa per dire...) arrancatina autunnale al lago di Scarpacò, sempre visto sulla carta e mai de visu. Partenza tra le nuvole dal rifugio Cornisello (chiusissimo), passando ancora una volta dai 2 laghi Cornisello, col sentiero 216.

il lago superiore di Cornisello visto dal 216


24 settembre 2012

lago vedretta - lago nero

Primo sabato d'autunno, con la nebbia che rimbambisce le valli partiamo tardino, sicuri però che in alto il sole splende. Pigri e acciaccati come non mai, decidiamo per una meta facile, già fatta e strafatta tante volte: il lago della vedretta, in val Nambrone. E' uno di quei posti che ho contrassegnato con l'asterisco, da vedere almeno una volta ogni tot d'anni: è stato il primo lago del Trentino a sbalordirmi, ben 10 anni fa  .
La nebbia sembra manovrata da uno spiritello burlone, si alza all'improvviso e altrettanto all'improvviso riavvolge tutto; anche le marmotte sono rintronate, immobili non sanno se fischiare o se aspettare che la coltre le nasconda ancora. Per un attimo le becco:




19 settembre 2012

Gedrummspitze - Plankenhorn - Gedrummsee

Siamo arrivati a San Martino in val Sarentina (Reinswald) con tutt'altre intenzioni, e cioè dare giusto un'altra occhiata in giro. Poi, visto il tempo bello, ci siamo avventurati un po' più su, intuendo che su quelle cimette sovrastanti ci si potesse gratificare con un bel panorama.
Arrivati al parcheggio della cabinovia Reinswald, a 1570m, e constatato che è ancora funzionante, decidiamo di approfittarne, vista anche l'ora un po' tardina. 10 € a cranio, andata e ritorno, per compiere un salto di 550m di dislivello senza fatica; 550 m di dislivello ripidi, tra l'altro, almeno un'ora e mezza di bestemmie risparmiate da parte mia.
Scaricati alla stazione a monte di Pichlberg, a 2130m, per smaltire la vergogna abbiamo preso il sentiero 9b, direzione Gedrummspitze (o Getrumspitz, a seconda delle carte).
Si attraversa una bella dorsale erbosa, piena di sole e molto panoramica. Tre vecchierelli tirolesi molto ciarlieri ci tallonano, cercheremo inutilmente di distanziarli per non sentire il loro cicaleccio.



16 settembre 2012

Grünbachsee (lago rio verde) - Putzenhöhe (cima pozzo)

Poco dopo l'abitato di Terento (val Pusteria), all'altezza della frazione Corti, cerchiamo l'indicazione per la Moarhofalm. Breve tratto di stradina asfaltata, poi si parcheggia a 1580m ca.
Il sentiero per la Moarhofalm, che ci porterà poi al Grünbachsee e alla Putzenhöhe, è il numero 65, noto anche come Murmeltierweg (sentiero delle marmotte).
Di marmotte, dato il freddo becco alimentato anche da vento gelido, non ne vedremo nemmeno una. Solo un flebile fischio verso mezzogiorno, l'ora più calda. Mica fesse.



14 settembre 2012

visita al monte zugna

Non è detto che per vivere un attimo di emozione occorra fare chissà quanti km o chissà quanto dislivello. Basta - ehm - fortuna (per non dire altro).
Così, mentre si saliva canterellando da Rovereto verso il rifugio Coni-Zugna (1600m ca), un incosciente ci ha attraversato la strada rischiando di finire sul cofano come i peggiori motociclisti da strapazzo




13 settembre 2012

curiosando in val sarentino

Un po' angusta la strada per arrivarci da Bolzano, si percorrono gallerie buie e strette; ma ne vale la pena, almeno dal punto di vista paesaggistico.
Una zona dell'Alto Adige i cui abitanti - ma solo quelli -  mi hanno ricordato i nònesi: diffidenti e abbastanza freddi.

una bella casina tipica all'inizio dell'abitato di Valdurna


1 settembre 2012

non aprite quella bocca

[consigli per misantropi]

Se in un momento di distrazione rispondi al "buongiorno" dei vicini è finita. Il passo immediatamente successivo è "salve", poi "ciao", poi "come va?" e via via sempre più confidenziale.
Ma si, deponi quella pellaccia d'orso una volta tanto e rilassati, godi di quella bella cosa che sono i contatti sociali, così finalmente vedrai come sono...





...rasserenanti...









  ...morbidi...








...avvolgenti...




...e vedrai come alla fine ti ritrovi ad accudire per una settimana 3 banditi pelosi e a setacciare i loro stronzetti nella sabbia, come Paperone alla ricerca di pepite nello Yukon.

(belli micioni, ma quasi quasi ne adotto un paio anch'io )

29 agosto 2012

lago di Campofosso (Kompfoss See) - cima Terento (Eidechsspitze)

Partiti dal parcheggio in val di Vena (subito dopo Terento, in val Pusteria), a circa 1400m, col sentiero 23 alla volta del rifugio Lago Pausa - Tiefrastenhütte. Con  4° fa freschino, e il primo pensiero va al mio tendine: lo imploro di non tradirmi.

si parte


21 agosto 2012

restaurant chez moi

È da una settimanella che assisto a questo quadretto quotidiano: mamma passera porta il suo piccolo a sfamarsi sul balcone, dove ha imparato che non mancano mai briciole, pezzetti di frutta, acqua, e pure qualche luridissima zanza.
La piccola zavorra sa volare, ma evidentemente non è ancora capace di procurarsi il cibo da solo, e squilla per essere imbeccato.
Ormai li riconosco a orecchio, e zitt zitt mimetizzata dietro tende e tendine varie, li ho beccati io.







embé???






che carini  :)