5 dicembre 2011

all'agriturismo Fenil Grande (Bs)

Il posto dev'essere senz'altro più ameno di quello che la nebbia ha solo lasciato intuire; per farsene un'idea appropriata molto meglio spulciare nella photogallery del sito ufficiale.
E la sfortuna ha voluto che noi ci arrivassimo proprio in una di quelle giornate opache da suicidio, quando la nebbia sequestra ettari su ettari di pianura padana e li tiene in ostaggio impunita per giorni o mesi interi.
La nebbia in taluni soggetti a rischio provoca gli stessi identici effetti di una paralisi ipnagogica, quando il corpo risulta imprigionato in preda alle allucinazioni senza potersi muovere, né scuotersi, tanto meno fuggire.
Solo la compagnia solare di cui ho avuto il privilegio di avvalermi ha evitato la crisi isterica.

aiut



pomeriggio inoltrato, qualcosa si intravede, ma mica tanto






la cosa più simile al sole l'ho trovata nella sala ristorante



beviamoci su: bbbono



specie di gnocco fritto, più pesante di quelli mangiati abitualmente in Emilia, ma godibile



antipasto che poteva benissimo sostituire un primo



bollito con salsa verde, non assaggiato



risotto al radicchio e robiola: un minutino in più di cottura e mantecatura e sarebbe stato perfetto



le tagliatelle invece la perfezione l'hanno raggiunta alla grande: forse la cosa più buona dell'intero pranzo



anche i miei gnocchi di zucca non scherzavano



stracotto d'asino, solo per cannibali



questo stinco di maiale lo speravo più cotto e morbido


Non male comunque: buono il pane e i grissini, buone le verdure di contorno, i liquori e i dolci, che non ho fotografato e nemmeno assaggiato causa saturazione estrema.
Buono e paziente il personale che ha accudito una tavolata di 9 elementi distratti e casinisti; si sono vendicati al momento del conto però: quasi 50 Є a cranio, che per quello che abbiamo mangiato, e soprattutto bevuto, forse ci stavano tutti, a parer mio.

Appunti extra. Nelle mie sempre più frequenti scorribande in pianura padana, 5 minuti di amorevoli pensieri li dedico sempre ai vertici della lega: per ben 10 anni ho evitato questi luoghi e queste persone pensando che fossero tutti zotici/buzzurri/marrani/'gnoranti, in una parola trogloditi tali e quali a loro. Scopro invece, ogni santa volta, persone normali e incazzate nere, non verso l'immaginario nemico extracomunitario o terrone o laico o comunista, ma verso il politico bugiardo, ladro e corrotto di qualsiasi schieramento. Aumentando le fila di quelli che si sentono in dovere di precisare (anche quando non interpellati in proposito) che loro non sono razzisti e anti-italiani; un po' come tanti trentini che mi càpita di incontrare che subito specificano di avere lontani avi siciliani o meridionali; un po' come me che alla domanda "sei cagliaritana" rispondo "si, ma mio nonno era mezzo ligure"; e magari in Liguria ci sarà qualcuno che si sentirà in dovere di avvisare che una cara bisnonna era francese. Potenza degli stereotipi.
Io però comunque, fossi uno di quei politicazzi mangiapane ad ufo, non abuserei della pazienza di queste persone e del loro saper essere civili. Perché se solo scendessero dal piedistallo e ne tastassero il polso sentirebbero che tira un'aria affatto accomodante ....

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