30 dicembre 2011

pay me my money down

Per non concludere quest'anno di m***a con una serie di volgarità del caxxo e in preda al nichilismo (troppo facile!) chiedo aiuto a LUI; che non è un'entità eterea, bensì carne ossa e VOCE. L'unico cantante di cui dispongo un cospicuo numero di album (48, urca!) per un tot di 639 pezzi (ariurca!), l'unico per cui mi prenderei un coma etilico colossale solo per esserne degna, e l'unico che alberga stanzialmente nel mio catalogo musicale da più di 20 anni.
Lo amo irrazionalmente e non corrisposta dal 1985, quando in tv lo vidi per la prima volta cantare e ballare gioiosamente dancing in the dark.
Per amore gli ho perdonato tutto, anche The ghost of Tom Joad e Magic.
Shall we overcome con una bella birrozza e una buona compagnia ...



28 dicembre 2011

sovu practice

Pensiamo alle ballerine smutandate, allampanate e rigide, che ammorbano la nostra gloriosa tv nazional popolare;  quelle col mito del corpo e del fitness che cercano di convincerci che la leggerezza sia solo una questione di peso e la bellezza questione di proporzioni, che confondono la freschezza con la nudità, la vitalità con un dimenarsi nevrotico, la gioia col sorriso di plastica. Anzi no, meglio non pensarci.
Molto meglio respirare con queste immagini e con questi ritmi.



Son bellissime!!!!

27 dicembre 2011

lo sconforto è servito

Lungo il sentiero 511 che dal lago Smeraldo, in quel di Fondo (alta val di Non) porta alla malga omonima, ieri mattina: cominciamo bene con il buon umore. I cannoni sparaneve situati dietro quella costruzione che è il palasmeraldo producono neve artificiale destinata a ricoprire fasullamente il percorso della ciaspolada. La ciaspolada è diventata come le feste comandate: organizzata dall'associazione podistica Novella si terrà anche questa stagione, il 6 gennaio, e che ci sia neve o meno fa lo stesso. Vorrei vederli in faccia uno per uno, gli aspiranti partecipanti che si cimenteranno in questa ridicola corsa su percorso imbiancato artificialmente, circondati da prati e pendii che bianchi non sono. Indagherei sul loro livello di soddisfazione, di autocompiacimento, per motivi puramente di analisi antropologica, sia ben chiaro.
Leggo su nonsolofole che per portare la neve dalla sede di produzione alla meta finale serviranno 950 viaggi compiuti da 11 camion. Non male per il Trentino che distribuisce urbi et orbi lezioni di ecologia e ambientalismo.








22 dicembre 2011

portrait

Dopo oculata scelta, ho cambiato avatar.
Il Drago, per la prima volta in tanti anni di convivenza, ha detto che codesta mia immagine la vuole stampare su carta fotografica, infilarla in una cornice e mettersela sulla scrivania dell'ufficio (per avermi sempre vicina?); così potrà dire orgoglioso ai curiosi: "questa? è mia moglie!"
In effetti mi somiglia: lo scolapasta in testa ce l'ho, il coltellaccio in borsa ce l'ho, l'umore maligno ce l'ho, l'insulto pronto uso ce l'ho, nera sono nerissima.


19 dicembre 2011

facciamo finta che tutto va ben

Io ci voglio credere che Giorgio Iacobone sia un buon Questore, umano e intelligente quasi quanto lo fu Giacomo Deiana; sicuramente migliore del penultimo che ha occupato la sua poltrona. Poi leggo interviste così e vacillo. Parla delle liti, della litigiosità (e di cos'altro vuoi parlare, in una città come Trento?). Dice e spiega:

"una media di poco più di un intervento al giorno per sedare le liti" 
"chiave di lettura (...) positiva, ossia la gente si fida della giustizia e quindi denuncia tutti i fatti (...) ci sarebbe quindi una tendenza maggiore a rivolgersi alla giustizia per risolvere i problemi" 
"abbiamo predisposto la figura del mediatore (...) un intervento (...) che avviene solo con l'espressa volontà delle parti coinvolte"
"per noi si tratta di uno strumento di prevenzione sul quale puntiamo molto per evitare (...) degenerazioni pericolose".

Per la serie vogliamo vedere a tutti i costi il bicchiere (di bianchetto ...) mezzo pieno. E per vederlo mezzo pieno occorre fingere di non vedere che poco più di un intervento certificato al giorno in una città di 100.000 abitanti - tra cui un consistente numero di anziani - non è pochino, a parer mio. A me fanno vomitare soprattutto le risse non certificate, quelle a cui assisto quotidianamente io per la strada, sugli autobus, addirittura nei supermarket.
Si pensa di risolvere il problema costringendo un povero agente di polizia a fare il mediatore, ossia improvvisare improbabili lezioni di psicologia; roba di cui probabilmente non sa una cippa, perché è stato addestrato per catturare delinquenti, non per lenire le turbe psichiatriche di gente sempre più esaurita che perde le staffe con sempre maggiore frequenza.
E sorvoliamo per pietà sul fatto che, visto l'andazzo del sistema giudiziario italiano, ad aver bisogno di cure psichiatriche spesso son proprio gli agenti, che non capiscono più una beata mazza di quello che devono/possono e non devono/possono fare.

E poi ecco quella che io ritengo una perla:

"(...)spesso diamo fiducia a persone che in realtà non conosciamo affatto, scambiando foto anche intime o rivelando loro particolari della nostra vita. Una maggiore prudenza, insomma, assieme al ritorno ad una sana diffidenza" 

E perché, quando mai c'è stato un allontanamento da quella "sana diffidenza" che da tempo costituisce il tratto saliente del carattere di parecchie persone indigene? Forse si dovrebbe lavorare semmai sul lato opposto, e cioè spiegare a queste persone che la diffidenza può anche andare bene, ok, ma quando è portata a certi livelli è più paranoia che sano scetticismo. E la paranoia si che crea rogne, perché se si pensa male si finisce anche col vivere male. Eccheccazz.

fonte http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/12/18/news/liti-il-vero-male-dei-trentini-video-5427866

12 dicembre 2011

incursione al bivacco argentino

Ancora val Campelle, ancora escursioni autunnali che si prolungano causa assenza di neve importante. Col sentiero 333 "giusto per fare 2 passi", perché non abbiamo meta né cronometri mentali.


partenza


9 dicembre 2011

lago erdemolo

Da Palù del Fersina, ultimo avamposto della valle dei Mòcheni, col sentiero 325 andiamo a placare corpo e mente.
Due cose saltano immediatamente agli occhi:
1) la mancanza quasi totale di neve; per trovarne giusto uno sputo bisogna arrivare fino ai 2000 metri del rifugio e del lago Erdemolo
2) un ponticello sul torrente, dall'architettura un po' anomala: un unico parapetto lo divide longitudinalmente, come a voler fare 2 corsie di marcia. Mancano invece completamente i 2 parapetti laterali, quelli che dovrebbero evitare pericolosi scivolamenti nell'acqua.
L'avranno studiato così apposta in preda a estro creativo post libagioni?



bah


7 dicembre 2011

ratzinguzzinger

Anche quest'uomo è un genio MITICO !!!!

6 dicembre 2011

tales of kilimanjaro

3' e 30 di vitalità sublime, con le congas che scacciano l'inverno.

5 dicembre 2011

all'agriturismo Fenil Grande (Bs)

Il posto dev'essere senz'altro più ameno di quello che la nebbia ha solo lasciato intuire; per farsene un'idea appropriata molto meglio spulciare nella photogallery del sito ufficiale.
E la sfortuna ha voluto che noi ci arrivassimo proprio in una di quelle giornate opache da suicidio, quando la nebbia sequestra ettari su ettari di pianura padana e li tiene in ostaggio impunita per giorni o mesi interi.
La nebbia in taluni soggetti a rischio provoca gli stessi identici effetti di una paralisi ipnagogica, quando il corpo risulta imprigionato in preda alle allucinazioni senza potersi muovere, né scuotersi, tanto meno fuggire.
Solo la compagnia solare di cui ho avuto il privilegio di avvalermi ha evitato la crisi isterica.


aiut


2 dicembre 2011

teorie sull'irrazionalità

Un bel libro, non facilissimo da assimilare per i non addetti al settore anche nonostante le eccellenti doti divulgative dell'autore. Utile comunque per chi è curioso di capire com'è che tante persone credono fermamente in riti e dogmi slegati dalle leggi della fisica, relazioni di causa-effetto che non lo sono, superstizioni; cose irrazionali, insomma. Compreso l'autoinganno.
Danilo Mainardi racconta bene come anche gli animali agiscono in preda alla superstizione, che altro non è che il pensare che a un dato avvenimento ne conseguirà un altro.
Per la specie umana il problema però è fondamentalmente un altro: alla base di buona parte delle credenze, per quanto ho capito, c'è la consapevolezza della propria morte, e questo è frutto dell'uso enorme che facciamo del raziocinio. Un eccesso di razionalità come quello che ha caratterizzato il nostro percorso evolutivo necessita di autolimitarsi con una buona dose di irrazionalità, a fini puramente di sopravvivenza mentale.