1 ottobre 2011

tacchi miei (4 ) - [forse]

Il bello poi è che anche quando uno decide di pagarsi un ciclo di laserterapia di sana tasca, e senza alcuna prescrizione medica, non è detto che gli ospedali pubblici lo accettino; anzi, non ce n'è uno. Chissà per opera e virtù di quale spirito santo, occorre rivolgersi a uno di quegli ospedali semi-privati, di quelli dove abbondano le classiche suore coi mustacchi, che presidiano spesso e volentieri la cassa. E già questo è uno stimolante incentivo a non ripetere l'errore in futuro (sempre la solita storia di aver camminato ore e ore su un tendine infiammato bla bla ecc ecc...). Perché certo che di disastri ne fai tanti, ma sovvenzionare a causa della tua incoscienza gente travestita di bianco che se la tira pure da buona samaritana, tu, proprio tu, che all'asilo ti sei divertita a bombardarle con le uova fino a farti espellere, bé, questo è proprio uno sproposito sesquipedale. Da redimere possibilmente con un nuovo, liberatorio e purificante lancio di uova, marce stavolta; che non sia mai che io mi porti quest'onta nella tomba. Azz.
Poi ti accorgi che più della laserterapia, più degli antinfiammatori, più dei tacchetti, più del tuo anticlericalismo, poté infine la rottura di zebedei; e non quella causata dall'essere costretta alla quasi sedentarietà, nonono. Quello che davvero ti ha fatto recuperare a tempo di record la posizione eretta e l'uso del tendine, è l'ansia provocata da chi ti ha minacciata circa 3 volte al giorno per un mese intero, con sms e/o a voce, di salire su a vedere come stai, o di chi ti telefonava raccontandoti i mille cacchi suoi pensando di distrarti e di farti un piacere (ignorando quanto invece tu desiderassi immensamente di annoiarti con piedi e cervello per aria).
Alla fine il vero miracolo l'hai fatto tu, insieme al tendine, che una mattina ti ha parlato, ha detto basta, anzi ti ha detto "alzati e cammina! corri se puoi, via di qui; andiamo in biblioteca, l'unico luogo al mondo dove è anche legittimo tenere il cellulare spento. E che la pace e il silenzio siano con noi".
La capacità di autoguarigione del mio organismo, in barba a tutte le diagnosi e prognosi mediche, non smette mai di sorprendermi.

I love me

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4 commenti:

  1. Anonimo18:28

    e quindi come stai? :))
    ciao
    madda

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  2. benone, grazie!!!
    :D :D
    non mi azzardo ancora a fare dislivelli in montagna, più per paura che per reale pericolo. Ma le mie passeggiate tranquille, anche di 3 / 4 ore, ho ricominciato a farle da circa 4 giorni.
    Quando si dice che la paura mette le ali ai piedi, eh? :D

    E tu ti sei rimessa in moto? :)

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  3. Anonimo19:36

    ieri torbiere di iseo, due orette in piano; il piede finché è stretto nelle scarpe funziona, poi mette su arie e diventa una mongolfiera. certo che giornate così belle sono rare in questa stagione :)

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  4. ma per far rientrare il gonfiore non c'è uno stratagemma?
    il calo delle temperature previsto per il fine settimana potrebbe rivelarsi d'aiuto nel tuo caso, credo.
    Ci vuole tempo, io per riassorbire una sottile sacca di liquido infiammatorio alla base del tendine ci ho messo un mese (e me ne avevano pronosticato almeno 2....)
    certo che ci vorrebbe anche un pazientificio :)

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