31 ottobre 2011

laghetti di mezzana

Da Marilleva 1400 col sentiero 202. Più che un'escursione una passeggiata, azzoppata per giunta dall'inaspettata presenza di neve che ci ha inibito la salita alla Croce della Pace (2500m ca). Sarebbe stata forse un pochino noiosa se non si fosse aggregato subito codesto soggetto:

Black, questo il suo nome (ma l'abbiamo saputo solo a fine passeggiata), era in compagnia di 2 o 3 boscaioli che sistemavano legname, e tra i quali c'era niente popò di meno che il suo proprietario. Da vero cagnetto fedele , non si è fatto scrupoli nel mollarli alla grande per venirci dietro fino ai laghetti. Allegro, affettuoso, RUMOROSO, al milionesimo bau l'avrei strozzato, ma poi, come mi ha fatto giustamente notare il Drago, ho pensato al lato positivo della faccenda: noi avremo pure fatto rientro a casa con le orecchie rintronatissime, ma vuoi mettere la soddisfazione di sapere che grazie ai suoi bau tutta la fauna nel raggio di 10 km q se l'è data a zampe lasciando i cacciatori a bocca asciutta? E in effetti non abbiamo incontrato nemmeno un ragnetto, un passero, un verme, nada de nada. Tutti fuggiti a razzo verso altri lidi più silenziosi (beati loro).



Malghetto copai, 1986m; qui c'era un'auto di cacciatori, aperta. Black ci si è fatto impunito un giretto dentro, e spero anche un bisognone degno della sua stazza



primo laghetto a 2000m ca



secondo laghetto a 2020m ca, pure un po' ghiacciato



neve sulle cime



fingendosi debole e deperito elemosinava un pezzo del mio panino, e io fessa gliel'ho pure dato



così ringalluzzito s'è fatto una pattinatina sulle sponde ghiacciate


Lungo la strada sterrata, al rientro, ci viene incontro un pick-up: è il padrone di Black, e lo sta cercando da un pezzo in lungo e in largo. Ohibò, Black dapprima finge di non vederlo, ostenta indifferenza, poi dissimula, infine si arrende; sa che l'ha fatta grossa e l'hanno scoperto, quindi assume le sembianze tipiche della vittima che tenta di inibire l'aggressività del più forte: subisce i rimproveri e gli schiaffoni con sguardo e orecchie basse, coda tra le zampe. Se avesse potuto parlare son sicura che si sarebbe inventato tante, ma tante di quelle scuse, da scriverci un manuale. Poco ma sicuro che pur di salvarsi il portacoda avrebbe accusato noi di averlo rapito, di averlo trascinato con la forza fino ai laghi, " e meno male che c'era neve altrimenti 'sti farabutti mi avrebbero costretto pure a salire fino alla Croce della Pace, mentre io volevo restare con il mio adorato padrone ... eh ... che brutta gente c'è in giro, non si può più uscire di casa che subito ti aggrediscono, che brutti tempi anche per noi cani fedeli ... "
Black, ruffiano, mavalà, che la prossima volta ti denuncio io per molestie e disturbo della pubblica quiete ...


questi cosi ormai pullulano dapertutto: non so perché, ma ho il presentimento che presto istituiranno il reato di oltraggio a pubblico speed check

21 ottobre 2011

incontro con Danilo Mainardi, signore

Questo signore di 78 anni, allegro e sereno più d'un bambino, ci ha dato lezioni di stile per più di un'ora e mezza. Tema: la mente e l'intelligenza del cane. Divagazioni: tante.
Di tutte le interessantissime cose che ha detto una mi ha acceso maggiormente la curiosità: la teoria secondo cui l'irrazionale sarebbe una componente non solo tipica ma addirittura indispensabile degli esseri sociali. Poiché questi si organizzano in società è necessario, affinché tale società resti in piedi, che alcuni dei suoi individui siano disposti a credere e a delegare ad altri individui che incarnano il principio dell'autorità. Da questa tendenza derivererebbe anche il credere alle cose più inverosimili. Argomento purtroppo solo accennato, pure di sfuggita, ma che devo approfondire alla grande.
Sarebbe illuminante assistere ad un confronto sul tema dell'irrazionalita tra 2 fuoriclasse come Danilo Mainardi e Giorgio Vallortigara. E viste le loro eccellenti doti di divulgatori sarebbe anche una gran bella cosa se scrivessero un libro sull'argomento, da iniziare a distribuire in fretta già agli scolari delle elementari.
Urka, che utopia.



durante la presentazione di Mauro Bondi, presidente dell'associazione laici trentini







ci diverte cimentandosi nei suoi mitici disegni

17 ottobre 2011

laghi dei lasteati e laghetti alti delle buse todesche

Prove tecniche di dislivello dopo 48 giorni di semi-pianura forzosa. Non mi sono mancate affatto le salite in montagna, però una bella passeggiata intorno a qualche laghetto è sempre una bella passeggiata.
Per ricominciare ho scelto un itinerario che in estate ho sempre scartato perché ritenuto troppo facile, destinandolo casomai alle brevi giornate autunnali. Et voilà, ecco il momento di andare a spiare questi laghetti dei lasteati, mai esplorati finora. Il ponte conseria e l'itinerario fino al passo 5 croci lo conosco come le mie tasche (vuote). Quello che non conosco è il sentiero 326 che dal passo 5 croci porta a forcella magna transitando per il passo dei lasteati. Fin troppo facile, i laghetti li raggiungiamo davvero in fretta: sono 4, avvistati dopo ca 600 m di dislivello e nemmeno 2 ore di marcia cautissima.


passo 5 croci visitato e devastato dai barbari



loro può



castel aie a sx e cauriol a dx



primo lago dei lasteati



primo lago dei lasteati



secondo lago dei lasteati



terzo lago dei lasteati



quarto lago dei lasteati



ancora il secondo lago dei lasteati, stavolta ammirato da un'altra postazione



primo lago dei lasteati, altra postazione



Il tendine tace, tutto il resto pure. È così che poi a una le vien voglia di strafare, quindi convinco un titubante drago a proseguire lungo una debole traccia che porta alle falde del Cengello, là dove secondo la mia mappa dovrebbero esserci altri 2 laghetti. Et voilà.


laghetto del cengello tra larici ingialliti e abeti



laghetto alto delle buse todesche (primo): siamo sotto il cornuto cengello



laghetto alto delle buse todesche (secondo)



sua rognosità il cengello


Le comiche iniziano quando cerchiamo la traccia che dai laghetti dovrebbe scendere fino a ricongiungersi col sentiero delle buse todesche (quello che collega il laghetto del cengello al 326 e lo interseca dalle parti del passo 5 croci).
Chi l'ha vista??? Noi no di sicuro. Il sentiero delle buse todesche l'abbiamo si trovato, ma a naso e a culo, nel senso che ci siamo fiondati in mezzo alla boscaglia in perfetto stile vietcong; roba che se ci avesse beccato una guardia forestale ci avrebbe multati per deforestazione non autorizzata e scempio ambientale. Il drago eccitato come un caprone avanza l'ipotesi di perpetrare ancora la solenne furbata: "perché non ritorniamo a ponte conseria tagliando per il boschetto, invece di passare dalla solita malga e scendere dal solito sentiero?" Mentre mi spolvero il fondoschiena e mi libero la chioma dai rimasugli della selva appena attraversata mi esce un laconico ed elegante "mavaffanculo" invece del solito bell'assortimento di improperi ben assestati . Così, giusto per variare qualcosa.


da lontano è molto meglio



ops, chi si vede

11 ottobre 2011

Stuard - XIV mostra mercato del peperoncino

Ci sono forum i cui utenti si preoccupano principalmente di dimostrare agli altri utenti che loro ce l'hanno più lungo (se uomini) o più grosse (se donne). Che il forum cresca e arricchisca tutti grazie ai più svariati contributi non gliene frega un bel nulla, l'importante per questi idioti è che abbiano trovato un palcoscenico per esprimere da dietro un nick la loro essenza, non avendo evidentemente trovato altri modi e luoghi per dire al mondo intero (o forse a se stessi) "esisto anch'io".
Poi ci sono i forumisti di pepperfriends, che non saranno tutti campioni di savoir faire, ma nella stragrande maggioranza hanno eletto a minimo comune denominatore la passione per il peperoncino e per tutto ciò che lo riguarda, e sanno intelligentemente sorvolare su tutto quello che potrebbe disturbare la pacifica convivenza tra tante persone molto diverse per storia, cultura, educazione. Dalla val d'Aosta alla Sicilia, dagli Stati Uniti all'Australia, transitando per Brasile, Danimarca e Russia, una così bella accozzaglia di appassionati non l'avevo mai incontrata. E poi, udite udite, non si irritano se nel forum compare qualcuno che pare saperne più di loro, o qualcuno che può dare anche solo l'impressione di essere più intelligente e/o simpatico, anzi, pare proprio che non aspettino altro.
Alcuni, con cui ho dialogato solo virtualmente per circa un anno, si sono materializzati alla XIV mostra mercato del peperoncino che si è tenuta presso l'azienda agraria Stuard di Parma, dove ci siamo finalmente guardati in faccia facendo a gara a chi rideva/sorrideva di più. Una 40ina in tutto, abbiamo trascorso una piacevolissima giornata, scandita dall'incontro in mattinata presso l'azienda, il pranzo di mezzogiorno allestito dallo staff del dott. Dadomo per tutti noi nella cascina aziendale, la visita pomeridiana in campo e la conferenza finale del presidente dell'Aispes sulla storia dei peperoncini wild.
Vedere questo mosaico di Italia così ben amalgamato mi ha fatto bene ai neuroni, ringalluzzendo la mia moribonda speranza che finché ci saranno in circolazione persone così, forse ci possiamo salvare ancora, nonostante tutto e tutti.

il benvenuto all'entrata



il banchetto dei prodotti del geniale Mich



qualcuno ha portato un extra di peperoncini, per la serie "facciamo vedere a questi dilettanti come si coltiva"



gli spacciatori di capsaicina la smerciano in tutte le forme



una roba strana, messa in giro da un altrettanto strano individuo :)))



i pazzi si aggirano nel campo dell'azienda, tutti armati delle peggiori intenzioni ladronesche :)))



io ho fatto il pieno, si, ma di colori



ce n'è per tutti i gusti e per tutti gli occhi



colori



forme e colori



colori



colori



colori



colori

10 ottobre 2011

provincia d'itaglia

Dedicato a tutti quelli che (e sono abbastanza) «trentino is nicht italien, qui certe cose non si fanno-siam mica come i terroni o gli extracomunitari, qui sono educati-siam mica come i terronieccecc, qui rispettano le leggi-siam mica come i terronieccecc, qui rispettano la cosa pubblica-siam mica come i terronieccecc, siamo migliori, più bravi, più intelligenti, più civili, i più del più del meglio the very best»

Nuova pista ciclabile, fatta a tappe forzate contro il parere negativo di residenti e commercianti che lì ci passano buona parte del loro tempo e sanno di cosa parlano.

Larga la pista, stretta la via, immaginate che bordello sia.
Lo spettacolo è imperdibile: le auto dei clienti del mini mercatino che prima si parcheggiavano sulla carreggiata ora stazionano sulla pista: nella loro candida ingenuità i civilissimi la devono aver scambiata per una nuova tipologia di area di sosta.
Quello che non è nuovo è il linguaggio e il fraseggio tipico del troglodita, che quando viene beccato in castagna si difende come può, poverino, e cioè con strilli-grugniti del tipo: "lei non sa chi sono io, io son giudice, mia figlia è avvocato, cancelli immediatamente quelle foto, ci vediamo in tribunale, mi dia il suo nome e cognome, è lei che sta commettendo un reato, me ne strafrego di tutti voi, e chiami le nostre meravigliose forze dell'ordine argh argh argh ..." (tra l'altro facendo vergognare immensamente tutti gli altri, che esausti da anni di troglodismo ostentato a più non posso, non hanno neanche più speranza e voce per tentare di contrastarli).

Naturalmente foto non ne ho cancellate, anzi, le ho doppiate e sono in viaggio verso il comando municipale, ufficio del sindaco e qualche redazione; poi le mie generalità le declino solo a chi è titolato a richiedermele, il millantato credito prima mi fa vomitare e poi mi fa ridere, e la prossima volta mi porto pure un registratore, affinché si sentano bene tono, accento e dialetto dei moderni trogloditi, che tanto solo questi li distinguono dal resto dei trogloditi che scorrazzano a nord e a sud.

Ci siamo chiesti, insieme ad un altro paio di residenti, come mai i vigili così affamati di soldi da rigirare al sindaco non pattuglino questa porzione di strada il sabato mattina. Ma chiediamoglielo direttamente, no? ma ecco che i vigili interpellati hanno stranamente altro da fare e cercano di passare la patata bollente ai colleghi della benemerita o della stradale.

Secondo me hanno paura di prenderle dagli automobilisti, dai commercianti e dai residenti infuriati, che sospettano, 'sti malfidati, che la pista sia solo un'altra opera a vantaggio esclusivo della bella faccia di questa illuminata amministrazione, il cui solo scopo nel portare a termine questo capolavoro è quello di vantare in giro tot km di piste ciclabili per sentirsi dire quanto sono belli, quanto sono bravi, quanto sono ecologisti, mica come i altri tagliani terronieccecc...














8 ottobre 2011

pleasure, little treasure

Ormai nei boschi ci trovo di tutto: ogni tanto spazzatura, a volte qualche animaluccio insolito, spesso tipi scampati ingiustamente alla galera. Un portafoglio di cacciatore pieno di euroni invece mai.
Vabbé, degli animali abbandonati non mi meraviglio più, ma i peluchetti, dico io ..... e non è neanche il primo.
Ma chi è il romanticone/a che ha pensato di rilasciare questo coso nel bosco? nuovo nuovo per giunta, con solo una vistosa scucitura dietro una zampetta.


Orsacchiotto perso da qualche sbadato infante? o mollato da qualche azienda per la promozione turistica in vena di fare una sorpresa ai giovanissimi turisti? boh, in ogni caso grazie tante, la sottoscritta ha gradito. Perché io un peluchino con questa faccia un po' così e quell'espressione un po' così non lo lascio in un bosco umido ad ammuffire; anch'io ogni tanto ci ho il mio minutino di soave istinto materno, eccheddiamine.



preso, adottato e battezzato, bagnetto e asciugatura, punti di sutura alla zampina squarciata, di corsa a fare compagnia a quell'altra faccia da schiaffi. La cricca degli orsi si allarga.