28 settembre 2011

tacchi miei (3)

Essere fresconi ha i suoi bei vantaggi: molto è ancora da scoprire, dunque in teoria non ci si dovrebbe annoiare mai.
Io quasi ogni giorno faccio delle scoperte sensazionali: il sole che sorge, l'America, oppure che le calzature da donna munite di tacco si dividono in 2 categorie: quelle da zoccola e quelle da suora.
[Le uniche vie di mezzo sono quelle calzature che un tempo si chiamavano "ortopediche" per indicare una scarpa creata appositamente per chi ha gravi problemi fisici - che non è il mio caso, almeno finora]
Eh, si.
Il principio inossidabile che la donna o è troia o è santa, è confermato continuamente da chi si occupa di moda e abbigliamento femminile; un principio talmente permeante che ormai le stesse donne lo danno per normale, adeguandovisi senza più tante storie.
Dunque una scarpa normale, che non sembri una freccia appuntita per giochi sadomaso e nemmeno un'opera astratta disegnata da un alcolizzato, possibilmente un numero 36, con un tacchetto di 3/4 cm, è così difficile da trovare che si fa prima a farsele fare su misura.
Così, chi è allergica al suddetto principio si armi di santissima pazienza e metta in conto di dover vagare errante da un capo all'altro della pianura padano-veneta, con il portafoglio ben fornito, alla ricerca del buon gusto perduto.
A me però, con una botta di fondoschiena eccezionale, la mirabile visione si è concretizzata davanti agli occhi in un negozietto all'estrema periferia sud della città, sotto forma di un sandalo semichiuso - quindi adatto al periodo - senza tacco (olé) ma con una suola rialzata progressiva di 3 cm circa, numero 36 (riolé), bel colore, bella forma, bello prezzo (40 Є, ultimissimo numero e pure prezzo scontato del 50%). La botta di fondoschiena si è rimanifestata nel giro di pochi giorni, questa volta all'estrema periferia nord della città, sotto forma di una scarpa similginnica, senza tacco (olé), ma con suola rialzata progressiva, comoda, morbida, bello prezzo (49 Є)

Dunque, a futura memoria, aggiorno quanto mi è costato finora camminare incoscientemente su un tendine infiammato:
35 Є per un'ecografia
16 Є di cavigliera
28 Є per un paio di talloniere rialzate e ammortizzanti
20 Є 60 per visita ortopedica
24 Є 80 per un farmaco che si chiama eutend (3 scatole)
12 Є 80 per un antinfiammatorio che si chiama dolaut
100 Є per un ciclo di laserterapia (10 sedute)
89 Є di calzature apposite
4 Є 40 di calzine fini e corte stile ballerina (vergognissima)
=
380 Є e rotti



E ancora non so se dovrò farmi vedere da uno psicologo per lenire il trauma causato dalla prospettiva dei tacchi forzati. Mavalà.

episodi precedenti

l'inizio

seconda puntata

e poi ... il lieto fine

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