1 settembre 2011

non rispondo, ergo sum

Devo essere proprio aliena, se le regole della buona educazione che mi sono state impartite dai genitori e dalla scuola sono arabo per parecchi di quelli che mi vivono intorno.
Per esempio rispondere alle domande, cortesemente se possibile, o anche erroneamente, però rispondere. "Solo gli asini non rispondono", mi dicevano da bimbina, dal che ne deduco che sto vivendo a mia insaputa nella donkeyland per eccellenza.
Qualche esempio:
- mando una mail all'ufficio dei vigili urbani per avere delucidazioni circa un'ordinanza che non mi è chiara, e aspetto, certa che mi risponderanno (forse nella prossima vita). Risposta? zero

Qualche paragone col vicino Alto Adige, non con la Toscana, eh:
1) mando una mail alla trentino trasporti per avere chiarimenti su una qualche linea extraurbana, e aspetto, certa che mi risponderanno (forse nella prossima vita). Risposta? zero.
- mando una mail alla SAD (il trasporto locale dell'Alto Adige) e mi rispondono in italiano nell'arco di 24 ore.
2) mando una mail a vari gestori di rifugi del trentino per chiedere informazioni, e aspetto, certa che mi risponderanno (forse nella prossima vita). Risposta? zero
- mando una mail ad un rifugio dell'Alto Adige che sta sul confine con l'Austria, e mi rispondono in italiano nell'arco di 24 ore.
3) mando una mail a qualche ufficio turistico del trentino per chiedere informazioni, e aspetto, certa che mi risponderanno (forse nella prossima vita). Risposta? zero
- mando una mail a qualche ufficio turistico dell'Alto Adige e mi rispondono in italiano nell'arco di 24 ore, inviandomi pure svariato materiale informativo qualora loro non fossero stati abbastanza chiari.

Belli i siti internet di cui si dotano uffici pubblici e servizi privati in trentino, servono soprattutto a mostrare al mondo intero che loro sono sempre molto bravi e che sanno stare al passo coi tempi; peccato che poi non siano capaci né di usarli né di farli fruttare.

Spiace dirlo per quegli indigeni che sono invece persone normalmente socievoli, e alle quali va tutta la mia solidarietà, ma qui c'è un grasso-grosso-brutto problema nel relazionarsi, dovuto credo ad una ipertrofia dell'ego che porta parecchi locali a credere di essere i migliori di tutti, e di poter vivere egregiamente facendo a meno degli altri ( a patto che non manchi loro una scatola di antidepressivi).
Guai a dirglielo però: se ne risentono. E guai a fanculizzarli poi: sono anche capaci di restarci male.


Quello della cattiva educazione, o delle pessime maniere che dir si voglia, è il motivo numero 1 che ci sta portando con frequenza sempre maggiore a pensare di sloggiare; non lontano però, solo una 60ina di km più in là.
Perché io ci voglio pure provare a capire l'origine antropologica di tali modi di fare, ma non troppo; se il detto francese "tout comprendre c'est tout pardonner" è vero, beh, allora io son stufa di giustificare e dopo 14 anni penso che non ci sia proprio niente da capire. Questa cafonaggine è solo banalità.


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