14 maggio 2011

no ordinary people

Piacevole seratina quella di mercoledì scorso in compagnia di Vittorio Napoli, che nell'aula magna del museo tridentino di scienze naturali ha raccontato ad un pubblico curioso e invidioso la sua esperienza di acquatrekking lungo la costa sarda che da Cagliari porta alla spiaggina di Cala Luna (Nuoro).
Sul sito http://www.beepworld.it/members/vittorionapoli/acquatrekking.htm è lo stesso Vittorio a raccontatre efficacemente in cosa consiste questa passione:

« L’acquatrekking è la tecnica di viaggio via terra e via mare che ho elaborato nel corso degli anni.
Consiste nel camminare lungo i litorali marini, ovvero lungo quella linea ideale dove gli elementi “terra, acqua e aria” si incontrano.
Quando il passaggio lungo questa linea viene ostacolato da barriere naturali e/o artificiali,
allora lo zaino impermeabile (che contiene tutto il necessario per il trekking, il bivacco, l’autosufficienza alimentare e idrica) viene posto in mare e spinto con l’aiuto delle pinne.
Il trekking a piedi si trasforma in “acquatrekking” con le pinne, superando con traversate via mare tratti di costa inaccessibili a piedi »

33 giorni per 170 km di costa, km più, km meno; piantando una minuscola tenda e dormendo di volta in volta là dove era possibile trovare un anfratto accogliente, senza lasciare rifiuti (cosa che apprezzo più di tutto) e mangiando dove era possibile trovare un appoggio logistico costituito da qualche insediamento umano. E dove scarseggiavano siti turistici dotati di punti di ristoro supplivano gli abitanti del posto, che in un paio di occasioni lo hanno gratuitamente e generosamente rifocillato fornendogli acqua e viveri. Incredibile e confortante sapere che in questo porco mondo c'è ancora gente che fa qualcosa gratis.
Conoscendo molto bene questa zona mi ero chiesta come sarebbe stato possibile riuscire a dormire soli e sereni in certi tratti di costa disabitati per km e km. La risposta che mi son data è che chi sta bene con sé stesso e vive un rapporto paritario con la natura e l'ambiente circostante non può avere paura, perché in questa simbiosi con la natura è insita anche l'accettazione di un qualsiasi tipo di incidente. Anche la paura della morte probabilmente svanisce, perché la stessa idea di morte ri-entra prepotentemenrte nell'ordine naturale delle cose, anche se i nostri modi di vivere cercano di scacciarla via invano con tutti i mezzi ridicoli di cui siamo capaci.
Bello il racconto di come è arrivato a fare quello che fa: durante i primi viaggi esotici a bordo di fuoristrada è stato fatale l'incontro con persone speciali che avevano un' altra idea del viaggio. Gente che pedalava o che camminava, senza troppe presunzioni e senza cronometri mentali, lo hanno portato al dubbio che lui, andando comodamente in jeep, forse si stava perdendo qualcosa.
Incontrare queste persone - che sono il miglior manifesto contro l'omologazione dei gusti e dei desideri- è certo un buon metodo per avere idee su come evitare di ammuffire all'interno dei modelli preconfezionati che qualcuno ha programmato per noi. So, long life to no ordinary people.

EDIT aggiornamento del 17/05/11
Vittorio ci tiene a sottolineare che gli incontri "solidali" sono stati più di un semplice paio, e comprendono anche una pattuglia dei carabinieri e un gruppo di operatori forestali. Lo accontento volentieri :)
Sul numero di km costieri esatti che corrono da Cagliari a Cala Luna la cifra di 170 km è probabilmente non precisa; lui stesso non sa dirmi con esattezza. Diciamo che è un numero molto approssimativo.

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