4 aprile 2011

trivena

Un bel valangone ha sommerso una parte della strada sterrata che dal ponte pianone (1232m) in val Breguzzo porta ai 1650 del rifugio trivena. In altre epoche l'idea di passarci sopra mi avrebbe senz'altro paralizzata, ieri pensavo solo a superarlo il più velocemente possibile. Poi ho capito cos'è che mi inquieta: è il timore di vedere affiorare qualcosa di morto, che si tratti di animale o umano; la stessa identica paura che mi prende quando il mare mosso mi impedisce di scrutare il fondale. E' sempre l'acqua che mi turba e attira allo stesso tempo, in tutte le sue forme: ipotetico ricordo ancestrale di quando ero pesce.


avalanche








Prima volta che vedo 'sto rifugio in veste invernale, esteticamente più affascinante in questa versione che in quella estiva. Il Drago sempre più spesso parla di prendere sci e salire un po' più in alto di quanto facciamo normalmente in inverno, e temo che prima o poi mi toccherà fare la rompiballe anch'io. Ma io schifo le serpentine sulla neve, le trovo visivamente orrende, e la tentazione che sempre ho di fare lo sgambetto a qualche sci-munito (che battuta, azz...) è dura da riconvertire in sentimenti più nobili.



le famose cime agosta (dx) e quadra (centro), tanto apprezzate e ambite dagli scialpinisti



Uno di questi esemplari scendeva dal canalone al centro della foto, noto come creper vac. Ma non aveva per nulla la faccia contenta di chi si è cimentato con soddisfazione in una discesa libera. Tanta fatica e nemmeno un sorriso appagato, che sfiga (ben gli sta, ha suggerito invece la carogna che è in me).



corno del fus

Giornata caldissima per il periodo, già a mezzogiorno una schifosa foschia ha ingrigito tutto e addio panorami decenti. Stiamo proprio esagerando.

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