11 marzo 2011

censura o iattura?

Da l'Adigeonline di ieri
http://www.ladige.it/news/2008_lay_homepage_01.php?id_cat=4

questo sponsor-omaggio, diventato routine per tale quotidiano, al vescovo

Bressan: «Basta gioco
e uso dei telefonini»
10/03/2011 07:53

TRENTO - Quaresima, tempo di digiuno e di rinnovamento. Digiuno dal cibo, ma anche dalle altre dipendenze, per raggiungere la libertà vera. È l'invito fatto da monsignor Luigi Bressan durante l'omelia pronunciata durante la messa per le Ceneri. Il vescovo, per avviare il cammino che porterà alla Pasqua, è partito dall'esperienza quotidiana e dalle catene che, spesso, rendono schiavi gli uomini. «Le dipendenze - ha detto - assumono molteplici forme, come quelle da continue chiamate telefoniche, da uno standard di vita che la televisione ci presenta e la pubblicità diffonde, ma che non necessariamente porta a una qualità di vita migliore e non corrisponde al senso cristiano ed alla natura stessa della umanità. Tra queste dipendenze si sta diffondendo quella del lotto e del gioco d'azzardo, nelle varie tipologie, sempre più legalizzate e pubblicizzate anche nei piccoli bar e nei paesi, con enormi guadagni per l'amministrazione dello Stato, ma tanti danni per la libertà personale e per il bilancio famigliare, con il pericolo ben denunciato dagli psicologi di lasciarsi andare a un vortice che trascina persone e famiglie in un baratro». Da qui l'invito a cogliere questo tempo di quaresima come occasione per intraprendere un viaggio verso la libertà vera. Cammino spirituale che porta all'incontro con Cristo. «Si tratterà dunque di spegnere talora televisione e musica, telefonini e ipod per scoprire la ricchezza della sacra scrittura e quanto Dio ci vuole svelare anche nelle relazioni con le persone, nel colloquio famigliare e in quello comunitario».


Seguivano poi vari commenti, pro e contro, ma ne è venuto a mancare uno, questo:

“ Ci son cattolici di alto loco, ma non solo, che con un emisfero cerebrale condannano materialismo e consumismo, con l'altro emisfero appoggiano anche politicamente chi ha fatto di quei comportamenti uno stile di vita. Non sono un'esperta ma credo che ci siano dei metodi efficaci per riconciliare questi 2 separati in casa (sempre che non si tratti di malafede, eh…) ”

Ripensando a quali termini usati potrebbero aver fatto scattare il divieto, ne ho dedotto che le parole che han fatto arricciare i peli del naso al moderatore di turno devono essere queste: emisfero cerebrale.
Trattasi, ma esso forse lo ignora, di parti organiche solitamente simmetriche del corpo umano; un po' come quelle cose che esso dovrebbe avere tra le gambe e che dovrebbero servirgli almeno per spiegare i criteri della sua censura. Sempre che non si tratti di iattura, eh…

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