7 gennaio 2011

oli esausti (per tacere della sottoscritta)

C'era una volta a Trento un sistema di conferimento degli oli esausti molto apprezzato e funzionante: un bel furgoncino con gentile operatore annesso, che una volta al mese piantava le tende per un'ora in ogni quartiere e presso il quale ogni cittadino coscienzioso e voglioso di fare la propria parte poteva lasciare (oltre ad altre varie cosucce) la propria bottiglina di olio usato; si, proprio quell'olio che in anni precedenti finiva nel cesso o nel lavandino della cucina. Ma che bella cosa, e che civiltà, mi dissi, finalmente qualcuno che si occupa anche di questa tipologia di rifiuto, che non so mai come sbarazzarmene e mi provoca fastidiosi sensi di colpa.
Poi, quando si è capito che la cosa era troppo comoda e facile, si è provveduto immediatamente. Sul sito del comune è apparso questo allegro annuncio.

A partire dal 15 febbraio 2009 viene modificato su tutto il territorio comunale il Servizio di raccolta dei rifiuti urbani pericolosi (R.U.P.) attuato finora, con cadenza mensile, attraverso furgoncino appositamente attrezzato.
Ora io mi immagino tutte quelle persone anziane, magari non automunite, che dopo aver cucinato un innocente ovetto fritto o scolato una scatoletta di tonno mandano sonoramente affanculo amministrazione comunale e dolomiti energia, e ne hanno ben donde: il centro di raccolta zonale di Trento si trova in Lung’Adige San Nicolò, presso il cantiere dell’Igiene Urbana di Dolomiti Energia S.p.A. Autobus che transitano nella zona? zero. Facilità di accesso a piedi o in bicicletta? zero (la tangenziale è vietata a bici e pedoni). Incremento di gastriti in chi si serviva soddisfatto del suddetto furgoncino? all'ennesima esponenza.
Vabbé, almeno chi può ci si rechi, in 'sto benedetto crz.
Attenzione, causa traffico spaventoso da parte di persone che si mettono in coda per portarci i rifiuti speciali, è stato piantato un semaforo con relativa sbarra che regola l'accesso alla struttura. In realtà il traffico è pari a zero, e il semaforo sospetto che serva solo a far perdere ulteriormente la pazienza a quei pochi che ancora si degnano di avere un po' di senso civico.
Adesso però è stata introdotta un'ulteriore facilitazione: mentre prima si depositavano le proprie bottiglie d'olio dentro un apposito cassonetto situato all'esterno, ora bisogna sversarne il contenuto dentro delle specie di untuosissimi bidoni muniti di imbuto, che a loro volta si trovano depositati dentro dei lerci cassoni in ferro, chiusi in un magazzino dentro al quale si può accedere solo dopo averne avuto l'autorizzazione dall'addetto, se presente nei paraggi, ovviamente.
E se con questo freddo il mio olio tenuto fuori sul balcone si fosse malauguratamente congelato, come faccio a sversarlo nel bidone? Ah boh (traduci = cavoli tuoi).
Ricapitoliamo:
- ho voglia di farmi un bel fritto, non spesso per fortuna, ma che sia sano. Quindi uso una friggitrice e circa un litro d'olio, che riutilizzo per 3, massimo 4 volte.
- poi lo metto in una bottiglia di plastica e lo porto al crz.
- aspetto che il semaforo diventi verde per accedere alla zona predisposta.
- qui comincia la caccia all'addetto che mi apra le arcane porte del magazzino in cui si trova il cassone metallico con dentro il bidone munito di imbuto. Se sono fortunata mi faccio solo un giro per stanarlo, altrimenti resto ad aspettare al freddo che si liberi da qualche altra incombenza.
- sverso il mio olio (se non è congelato) nel bidone, cercando di stare attenta a non lordarmi.
E la bottiglia di plastica, azz, dove la butto? boh, apro il primo cassonetto che trovo e ce lo infilo.
- ancora il semaforo.
- via, in fuga verso sereni orizzonti.

Il motto di questa gente dev'essere "molti nemici, molto onore", perché lo scopo di tutto questo iter può essere solo quello di farsi schifare anche da quelli come me che al riciclo ci hanno sempre creduto.
Ma tutto 'sto casino, non fanno prima a dirmi di ricominciare a buttarlo nel cesso, il mio olio?
Questo è chiudere il ciclo dei rifiuti.

5 commenti:

  1. ti ho trovato l'alternativa : )))
    http://www.terranauta.it/a1079/vita_in_campagna/dall_olio_di_frittura_al_sapone_ecco_la_ricetta.html

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  2. Urka, la soda caustica!!
    me la devo studiare bene, grazie della segnalazione.
    (magari poi il sapone me lo rivendo...:D )

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  3. Anonimo09:11

    Carissima, io a dire il vero il crm lo trovo comodo, però sulle vecchiette hai ragione. A dirla tutta ho notato che alcuni lasciano accanto ai bidoni le bottiglie dell'olio usato, in alcuni posti le ritirano , in altri no. Credo, ma posso dire una fesseria, che la cara vecchietta prenda accordi con quelli della nettezza urbana se sola ed impossibilitata ad andare al crm.

    Baci :)
    Sara

    p.s. ma dove lo tieni l'olio usato che ti si congela? Io lo piazzo in poggiolo in attesa di sversamento, ma non mi è mai successo. E' anche vero che io di fritture ne faccio veramente poche
    :)

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  4. Si, il crm potrebbe essere comodo, ma mi pare un controsenso dover prendere l'auto per fare un po' di "pulizie" ambientali. E se le persone non automunite non trovano qualche bella anima che fa loro il piacere gratis finiscono col disinteressarsi. Capisco che ci vuole un minimo di impegno da parte di tutti, però la trafila che dovrebbe evitarci di buttare l'olio negli scarichi domestici mi pare esagerata, considerando che gli oli inquinano non poco terreni e falde. Ma quello dello smaltimento dei rifiuti è un mondo per me misterioso; sarà che ho visto troppe porcate altrove, ma non mi fido molto, soprattutto quando vedo che invece di agevolarla si rende la raccolta differenziata più fastidiosa.

    L'olio che avevo sul balcone fino a pochi giorni fa era semisolido, e non è stato facile sversarlo nel bidone. Mah!
    (anche il bucato a dire il vero si congela :D)

    Ciao :)

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  5. Anonimo08:53

    C'è anche un problema di costi da non sottovalutare, sicuramente per afre la differenziata si chiede un impegno in primis del cittadino, penso alle vecchiette, sai quante ne ho viste in serie difficoltà davanti ad un barattolo?
    Per dirti, mia nonna buttava nell'umido anche il sacchetto di plastica che usava per evitare di macchiare il pavimento, mesi in cui le è stato ripetuto che era un errore e lei ostinata ci ricascava... Adesso spero che non lo faccia più, ma non ci giurerei ;)

    Un abbraccio
    Sara

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