30 gennaio 2011

monte creino

Siamo partiti con l'idea di salire sul monte Stivo, ma causa spaventoso numero di bipedi che ci si sono riversati da S. Barbara abbiamo fatto dietrofront a razzo verso il lato opposto, ossia il monte Creino. Mai sentito parlarne? Neppure noi, fino a ieri.
Più che un monte è una montagnolina di 1290m, che offre però un discreto panorama dalla sua cimetta - si vedono il Pasubio, il Carega, i Lessini, il Baldo, e poi a ovest l'Adamello, la Presanella e il Brenta. Non male, per un cocuzzolo.

19 gennaio 2011

malga di brez o di monte ori

Cosa se li fa confezionare a fare, una fotofobica, costosi occhiali da vista con lenti scure antiriflesso + eccellente filtro solare? Ma per dimenticarli a casa quando va sulla neve sotto un sole abbacinante, of course. Grazie al sempre più galoppante e beato rimbambimento sono rientrata a casa letteralmente allucinata e accecata più di una talpa, ma comunque soddisfatta, perché era da tanto che aspettavamo di farci una camminatina in santa pace.
Tranne uno sproposito di rompicojones trattore-munito che ci ha inquinato le vie respiratorie durante i primi 20 minuti di salita, manco un'anima intorno. Caldo, decisamente troppo, un'esagerazione.


15 gennaio 2011

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

cosa vuoi che sia
la narcolessia
se poi c'è amnesia
è solo un'avaria
della terapia
                             antiletargia

                           poesia
                          frutto di pazzia
                           (troppa tecnologia
                              mi manda fuorivia)


thanks for the image to mr. Meningite and www.impazzito.it

7 gennaio 2011

oli esausti (per tacere della sottoscritta)

C'era una volta a Trento un sistema di conferimento degli oli esausti molto apprezzato e funzionante: un bel furgoncino con gentile operatore annesso, che una volta al mese piantava le tende per un'ora in ogni quartiere e presso il quale ogni cittadino coscienzioso e voglioso di fare la propria parte poteva lasciare (oltre ad altre varie cosucce) la propria bottiglina di olio usato; si, proprio quell'olio che in anni precedenti finiva nel cesso o nel lavandino della cucina. Ma che bella cosa, e che civiltà, mi dissi, finalmente qualcuno che si occupa anche di questa tipologia di rifiuto, che non so mai come sbarazzarmene e mi provoca fastidiosi sensi di colpa.
Poi, quando si è capito che la cosa era troppo comoda e facile, si è provveduto immediatamente. Sul sito del comune è apparso questo allegro annuncio.

A partire dal 15 febbraio 2009 viene modificato su tutto il territorio comunale il Servizio di raccolta dei rifiuti urbani pericolosi (R.U.P.) attuato finora, con cadenza mensile, attraverso furgoncino appositamente attrezzato.

Ora io mi immagino tutte quelle persone anziane, magari non automunite, che dopo aver cucinato un innocente ovetto fritto o scolato una scatoletta di tonno mandano sonoramente affanculo amministrazione comunale e dolomiti energia, e ne hanno ben donde: il centro di raccolta zonale di Trento si trova in Lung’Adige San Nicolò, presso il cantiere dell’Igiene Urbana di Dolomiti Energia S.p.A. Autobus che transitano nella zona? zero. Facilità di accesso a piedi o in bicicletta? zero (la tangenziale è vietata a bici e pedoni). Incremento di gastriti in chi si serviva soddisfatto del suddetto furgoncino? all'ennesima esponenza.
Vabbé, almeno chi può ci si rechi, in 'sto benedetto crz.
Attenzione, causa traffico spaventoso da parte di persone che si mettono in coda per portarci i rifiuti speciali, è stato piantato un semaforo con relativa sbarra che regola l'accesso alla struttura. In realtà il traffico è pari a zero, e il semaforo sospetto che serva solo a far perdere ulteriormente la pazienza a quei pochi che ancora si degnano di avere un po' di senso civico.