7 dicembre 2010

malga di fondo (magari) e un nome: macaion

Fallita per l'ennesimo problema al tendine a meno di venti minuti dalla malga, comunque una bella passeggiata leggera e solitaria: manco l'ombra di un bipede per tutta la mattina. Mentre immaginavo folle domenicali di umani ammucchiati lungo piste da sci o sentieri un po' più alla moda, mi congratulavo malignamente con me stessa per la scelta del percorso che manco un orso s'è degnato di fare.
Ci passano 8 km dal lago smeraldo (1000 m) e scarsi 500 m di dislivello. Tanta bella neve, condizioni climatiche migliori del previsto, temperatura costantemente sotto zero dall'inizio alla fine.



ombrellone

Ho apprezzato così tanto quella beata solitudine che 1) ho dimenticato di frignare per il freddo e per il dolore alla gamba 2) mi son scordata di accendere il telefono per tutto il giorno.
E' in situazioni come queste che poi mi sento sempre un po' in colpa per la mia misantropia. Oscillo eternamente tra il desiderio di socialità e condivisione e il desiderio di deserto intorno, con una precisione e regolarità da pendolo svizzero. "E' la sindrome di Gollum che ti porti dietro dalla nascita" - parole del Drago, che riesce sempre in poche parole a spettinarmi i pensieri.
Una montagna dal nome curioso che sta in questi paraggi è il Macaion; secondo Giulia Mastrelli Anzilotti forse deriva dal dialetto alto nòneso "mòc" che significa "senza corna" nel senso di monte spuntato. Che fantasia 'sti nònesi.

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