29 novembre 2010

storie di nomi: erdemolo, lemperperch

Mi sono accorta con grande scuorno che non ho una foto decente del lago di Erdemolo, pur essendoci stata almeno 3 o 4 volte. L'ultima risale al luglio del 2004, in una giornata che fu resa memorabile dall'incontro con un gruppetto di 3 ermellini. Quella che fino ad allora pensavo fosse solo criptozoologia era lì ai miei piedi che saltellava impazzita e correva a nascondersi tra le rocce per poi ritornare subito all'attacco come in un agguato. Incredibili, meravigliosi e anche un po' incoscienti, perché se fossimo stati bracconieri gliela avremo fatta noi la festa, e io a quest'ora avrei una bella stola da cafona appesa nell'armadio. Ricordo benissimo che, da vera rognosa qual sono, mi guardai bene dal comunicare la loro presenza ad altri escursionisti che salivano dietro di noi: erano una mia personalissima emozione e non volevo banalizzarla condividendola con persone che magari avrebbero potuto rivelarsi indegne.
Abbiamo provato a risalirci qualche giorno fa, per soddisfare la curiosità di vedere imbiancato il lago e le cime intorno e, perché no "forse la fortuna ci assiste di nuovo e vediamo ancora qualche ermellino magari in veste invernale". Fino a quota 1700 ca ok, ma dopo la neve ha cominciato ad essere altina, e io - che con la verticalità ho la stessa familiarità che ne ha Brunetta - sono sprofondata fino alle orecchie. La nostra ostinazione ad avventurarci sulla neve senza attrezzatura comincia ad assumere sfumature patologiche.

I nomi dei monti, fa osservare Aldo Gorfer nel suo libro "la valle dei mòcheni", indicano spesso i luoghi di sfruttamento di boschi e pascoli o luoghi battuti per la caccia; come Lemperperch, (che deriverebbe da lampl= agnello; perg = forse da Berg/Birge, per intendere monte degli agnelli) o Oscivart ( da Hosenwart: hosen = lepre; wart = guardia, intesa come punto alto di osservazione. Traduzione: cima delle lepri).
Il nome mòcheno del rigugio Erdemolo è hitt van sea - rifugio del lago. Erdemolo, il cui nome locale è sèa wa Palài (che significa lago di Palù) o anche Hardimblsea, deriva da nardèmol, che è diminutivo di arda (= pascolo).
Franco de Battaglia invece traduce ard/arza con "piccolo orlo, roccia scoscesa sopra una conca". Quel "piccolo orlo" mi incuriosisce, chissà se si tratta di un refuso e nelle intenzioni di de Battaglia si intendeva "piccolo orto".
Peccato davvero che di queste storie non ne senta parlare molto in giro, perché se non è cultura locale questa mi chiedo cos'altro potrebbe fregiarsi del titolo.

2 commenti:

  1. Davvero interessantissimo! Io ho sempre trovato difficoltà, pur lavorando bene di fantasia, a trovare un origine ai nomi che si trovano in montagna, tra laghi, passi forre ecc.. E devo dire che sapere da cosa deriva un nome è una bella soddisfazione ^^
    Ciao!!

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  2. E' bello si !! poi io nel regno delle parole ci sguazzo a meraviglia. E concordo che sia una bella soddisfazione :)
    a proposito di monti, ho appena comprato una carta escursionistica della CASA EDITRICE LAGIRALPINA che ha sede dalle tue parti, in quel di Udine. E' proprio bella e ben fatta, me la sto mangiando con gli occhi.
    Ciao :)

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