13 novembre 2010

storie di nomi: fravort, oscivart, gronlait

POST AGGIORNATO
La prima volta che ho letto questi nomi su una mappa escursionistica confesso che ho sghignazzato: Fravort, Oscivart e Gronlait, tre cime del Lagorai sud-occidentale che separano la valle dei mocheni dalla valsugana. "Che diamine significheranno mai questi segni gotici?" qualcosa di gotico, per l'appunto. E si che ho studiato tedesco.
Per la gioia dei ficcanaso come me, Franco de Battaglia spiega nel suo bel libro: sono nomi di origine germanica, come se ne trovano tanti nell'isola linguistica della valle dei mocheni.
Fravort e Oscivart hanno in comune il suffisso -vort/vart che richiama il termine Ward, a sua volta mutuato dal tedesco Wache col significato di guardia; mentre il prefisso -fra è probabilmente un riferimento al termine Frau (donna, signora) e -osc potrebbe derivare da Haus (casa) o Hoch (alto). Fravort e Oscivart formano una coppia che richiama elemento maschile e femminile, essendo l'uno a forma di piramide (l'Oscivart) e l'altro più tondeggiante (il Fravort). Chi ha dato questi nomi a queste 2 montagne forse le immaginava romanticamente come una coppia di guardiani della valle.
De Battaglia fa anche notare come questa umanissima tendenza ad attribuire un genere maschile o femminile alle montagne ricorra anche in altri luoghi, come nelle alpi bernesi in Svizzera, dove si trovano il Mönch (frate) e la Jungfrau (giovane donna- tradotto vergine), o nel gruppo del Brenta, con il Crozzon e la Tosa.
Invece Ernesto Lorenzi nel suo dizionario toponomastico suggerisce che Oscivart sia un nome dato dai cacciatori e sarebbe derivato da Hasenspitze e Hosenwart (cima delle lepri), quindi Oscivart per assonanza.

Nomi che comunque sottintendevano rispetto, quasi a volerle umanizzare per esorcizzarle, penso io. Man mano che l'uomo diventerà sempre più arrogante e convinto di comandare su tutti gli elementi, chissà se e quali nomi infami si tirerà fuori dal cranio. Come facevano i nazisti, che pensavano di umiliare gli ebrei cambiando i loro nomi con altri degradanti, come ein Stein per esempio.

Anche il Gronlait vicino è composto da 2 termini: gron, che richiama il termine crona/corona ( Krone in tedesco) e che de Battaglia interpreta curiosamente col significato di luogo scosceso e dirupato; lait deriverebbe dal termine laita/leita (forse dal tedesco Seite = lato, fianco?) col significato di costa. Traduzione letterale: costacorona. Uhmmm, scrat scrat, boh. Trattasi probabilmente di parole che vanno interpretate in base al registro lessicale dei montanari.
In ogni caso, a guardarlo il Gronlait presenta in effetti un lato con una bella pendenza.

Gronlait in una foto ignobile, ma non ci tengo altro

(continuo-forse..............................................................................................)

6 commenti:

  1. Anonimo23:33

    brava! grazie per i due post sull'origine dei nomi delle montagne: apprezzo molto!

    mz

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  2. E io apprezzo le tue visite sempre discrete :)
    ciao, alla prossima :)

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  3. Con tutte le volte che ci passo su ste tre cime non capivo mai perche si chiamassero cosi.. ma ora lo sò!

    grazieeeee

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  4. Bellissime considerazioni. Se mi permetti, però, avrei un' alternativa per Gronlait: in quel "gron" ci vedrei più un'assonanza con il "gruen", cioè "verde" e quindi sarebbe più un "costaverde". Questo anche per la forma: tutte le strutture che hanno a spartire con il termine "corona" (o "kraun") sono su o vicino a falesie rocciose (Madonna della Corona, Mezzo Corona, Malga Kraun, il paesino di Kraun sopra Caldaro ecc.) ed il Gronlait quella forma non la possiede. Ritengo che la forma nella definizione dei nomi sia importante (vedi anche "Ipotesi sulle radici preindoeuropee dei toponimi alpini" di Priuli e Verlucca). Scusa l'intromissione e grazie ancora degli spunti. Stefano

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  5. Ma grazie a te per il suggerimento, anche il libro dev'essere interessante.
    La forma è importante, e tante altre cose concorrono a definire i nomi (episodi di cronaca reale o leggende, condizioni climatiche ricorrenti, lo stesso uso che si fa della terra ai fini lavorativi, e largo alla fantasia !)
    Argomento che sempre mi incuriosisce, soprattutto quando mi ritrovo a programmare un'escursione sulla carta e devo memorizzare nomi di cime e località vicine.
    Ciao :)

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