11 novembre 2010

storie di nomi: lagorai

Come sa bene chiunque usi la montagna per sanare anima e corpo, nei giorni di pioggia novembrina capita spesso di andare in astinenza. Riguardare le foto estive no, ho trovato di meglio: 2 bei libroni carichi di foto e curiosità.
Il primo è di Renzo Caramaschi, ed è uno dei più bei gesti d'amore per la montagna che abbia mai visto; a parte la commovente dedica allo stupendo samoiedo di nome Vickie che già di per sé lo qualifica, è pieno di tantissime foto così belle e ben fatte da dare la sensazione a chi le guarda di essere proprio lì, sotto un cielo perbene a guardare paesaggi da cardiopalmo. Il che non è male, visto il meteo da suicidio di questi giorni.




Il secondo, di Franco de Battaglia, non ha tantissime foto particolarmente belle (è del 1989, altra epoca), ma in compenso ha qualche paginetta in cui ho trovato finalmente quello che cercavo da tempo: un piccolo dizionario dei nomi delle montagne, in questo caso di alcune cime e luoghi del Lagorai. Franco de Battaglia precisa: molte ipotesi e poche certezze, ma molti spunti e suggerimenti.


Amanti dell'etimologia, godete.
Innanzitutto il nome Lagorai: viene dall'indoeuropeo e prelatino -aur che significa spazio erboso intorno all'acqua. Lo stesso comune di Ora (Auer) è così chiamato perché sino al secolo scorso era circondato dalle paludi formate dal fiume Adige. Dalla valle dell'Adige il nome è probabilmente arrivato in val di Fiemme grazie ai cacciatori e ai pastori preistorici, che anche su questi monti trovarono tanta acqua (laghi) e tanti spiazzi erbosi intorno.
De Battaglia continua il suo studio ipotizzando nel Lagorai l'esistenza in epoche passate di gruppi linguistici diversi, che hanno dato ciascuno la loro impronta peculiare ai nomi dei monti e delle località. I suffissi in -egno (roncegno torcegno) e in -en [persen(pergine), fersen(fersina)] documentano il passaggio di popoli retici, mentre quelli in -anum -acum (albiano sevignano segonzano) indicano la presenza dei latini romani. Infatti su una roccia del monte Pèrgol (poggiolo) in val cadino, non lontano dal lago delle buse, è scolpita un'iscrizione romana che segna il confine che separava il territorio di Trento da quello di Feltre.
(continuo-forse-domani............................................................)

Oddio, è resuscitata la secchiona che era in me.

2 commenti:

  1. Molto interessante! Ci ha risollevato il morale...anche da noi ogni finesettimana è brutto tempo, e Moreno sta scalpitando d'impazienza perchè non vede l'ora di tornare assieme sui monti! :)
    Giulia

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  2. Si, dietro ogni nome ci deve essere una storia interessante. Credo che mi procurerò un dizionario toponomastico del Trentino :), peccato che mi manchino solo le foto per illustrare meglio quello che vorrei scrivere.
    Ciao ;))

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