16 ottobre 2010

Nati per credere - incontro con Giorgio Vallortigara

Nella incredibile Sala degli affreschi della biblioteca comunale di Trento si è tenuta giovedì una delle più belle lezioni di scienza cui abbia mai avuto il privilegio di assistere, fatta con garbo, con pazienza, in un italiano semplice, lineare e mai pomposo. "Una carezza per i tuoi neuroni eh?" mi ha detto l'husband, e per quel che ne so io, perfetta.
(Grazie al tecnico Alessandro per averci spontaneamente raccontato, durante l'attesa, la storia degli affreschi e del loro recente restauro).
Non dovrei osare farne un resoconto visto che sono argomenti, quelli scientifici, troppo lontani ohibò dalla mia formazione scolastica, ma è stata troppo interessante per me perché io non provi a fissare in memoria almeno il cuore dell'argomento, sintetizzando in modo brutale e indegno quasi 2 ore di altissima classe.

Giorgio Vallortigara, che ha scritto questo libro insieme a Telmo Pievani e Vittorio Girotto, cerca di spiegare come il nostro atavico patrimonio genetico possa giustificare e agevolare il pensiero irrazionale, e di conseguenza le credenze nel soprannaturale. Secondo i moderni neuroscienziati la causa della tendenza a credere nel magico altro non è che un adattamento biologico, un meccanismo antico che può essere riassunto così: abbiamo un sistema deputato alla rilevazione di agenti causali (e potenzialmente pericolosi per la nostra sopravvivenza) che è ipersviluppato perché è stato importante ai fini evoluzionistici. Una sorta di prudenza estrema, dettata dalla paura e dall'ansia, che privilegia l'essere sospettosi (ma vivi ad ogni costo), piuttosto che l'essere morti. [Se scommetti che qualcosa è un agente e non lo è ci perdi poco. Ma se scommetti che qualcosa non è un agente e invece lo è, nel frattempo potresti essere diventato il suo pranzo].
Essere sospettosi, e di conseguenza superstiziosi e talvolta irrazionali, ci è convenuto. Non sono caratteristiche da eliminare, anche perché innate, ma da conoscere per poterle poi contenere o quantomeno indirizzare solo laddove occorrono veramente. E per fare questo bisogna intervenire subito con l'educazione, perché già i bambini piccoli possiedono questo modello innato che spesso conduce a valutazioni errate.
Mi fermo qui per rispetto.

Conclusione numero 1: avessi avuto un insegnanti come Giorgio Vallortigara, di matematica come Odifreddi, di scienze come Mainardi, di chimica come Garlaschelli, di fisica come Bagnasco, il mio percorso di studi avrebbe preso tutt'altra direzione e oggi forse non avrei il cervello in pappetta.
Conclusione numero 2 (e qui mi ripeto): "Siamo l'unica specie vivente a essere consapevole del proprio destino; per questo il bisogno umano di consolazione è inestinguibile”
(citazione di P. Skrabanek e J. McCormick dal loro libro "follie e inganni della medicina")

4 commenti:

  1. Anonimo08:53

    Cosa mi sono persa... e dirmelo che lo segnalavo anche agli altri?
    Invidia!!

    Baci :)
    Sara

    p.s. a parte gli scherzi, se hai manifestazioni da segnalare fammi un fischio o scrivilo sul forum ;)

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  2. Quel forum mi snobba, non mi consente di collaborare, ngheee!!!!
    no, davvero, ho provato ultimamente a scrivere qualcosa (compreso segnalare questo incontro) ma poi non lo pubblica (???)
    Devo armarmi di santa pazienza e riprovare.

    Sulla lezione del buon Giorgio Vallortigara ho temuto di scrivere baggianate esagerate, ma i complimenti non glieli lesino: se ne merita molti e anche di più.

    Però anche tu ti sei massaggiata i neuroni a Novi Ligure con gli stati generali del cicap ;))
    E io qui a subire pioggia e neve :(

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  3. Anonimo16:22

    E' vero, unica del taa purtroppo... ti sta bene, così impari a non farmi compagnia! :P

    saluti carissima a te ed al maritino, a presto
    Sara

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