4 ottobre 2010

aspettando un altro Masaniello

L'errore quasi criminale dei napoletani è stato sottovalutare la portata della camorra e sopravalutare la propria capacità di contenerla. E' una supponenza che per altri aspetti infetta anche i trentini, probabilmente il genere umano intero; si pensa sempre di essere più intelligenti e furbi degli altri, e si va avanti a suon di "a me non capiterà mai, io so come fare" ecc ecc.
(Come se le cronache locali anche qui in regione non ci avessero raccontato gli affari di alcuni trentinissimi uomini- cerniera. E cosa sono gli uomini- cerniera, come lavorano, a cosa lavorano? Qualcuno glielo spieghi, io non ne ho più voglia dopo essermi sentita ripetere troppe volte "guarda che qui non siamo a Napoli". Peggio per loro e per i loro discendenti).

Con le mafie non si convive, o le si combatte o prima o poi ci si sottomette, non è che ci voglia molto per capirlo. Credo che ora, da sotto le variopinte colline di spazzatura, qualcuno anche a Napoli finalmente ci sia arrivato. Alcuni sono usciti fuori di testa, perché, come direbbe il nostro, antropologicamente diversi dal resto degli italiani. Non c'è quasi più nessuno (tra chi lo fa) che non ammetta di fare ricorso a sostegni psicologici perché non ce la fa più a sopportare le condizioni allucinanti che li inchiodano come zavorra ad una vita di serie d.
I napoletani sono superstiziosi; anche i camorristi. Siccome questi ultimi sono armati fino ai denti e noi no, non ci resta altro da fare che stramaledirli in tutti i modi pittoreschi che la tradizione locale offre. Con la speranza che, come in una profezia che si autoavvera, quella gentaglia che ha snervato uno dei popoli più allegri e bonari della terra si autodistrugga con le proprie mani e si avvii alla malora, per la nostra soddisfazione.
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L'husband lo sa che ogni viaggio nel napoletano per me equivale ad un mese di vita in meno. Perciò ogni volta cerca di alleviarmi questa tortura portandomi nei posti dove si respira un'aria quanto più prossima alla normalità. Una di questi luoghi quasi normali è il bar-pasticceria-gelateria De Vivo di Pompei, per fare colazione. La cosa migliore di questo posto è che i loro prodotti non sono mai troppo zuccherosi, e poi il pasticcere che lavora dietro le quinte ha 3 doti per me significative:
1) è sempre serio ma cortese
2) ha faccia, mani e aspetto pulito (che non è poco, né scontato)
3) non è chiatto



delizia al limone


Poi si va a ingozzarsi di pizza, of course.
Qualche sera fa mi ha riportata in un ristorante in cui andavamo all'inizio della nostra avventura: da Zì Ferdinando, in quel di Gragnano. E' un locale che a vederlo da fuori e da dentro non si distingue da qualsiasi altro. Anche il menù sulla carta pare anonimo e banale. Sottolineo "pare".
Comunque ci siamo entrati con l'intenzione di mangiare la pizza. Con scosse telluriche da scala richter nel pancino abbiamo pensato bene di ingannare l'attesa ordinando un antipasto misto. Pensavamo ci portassero 2 fettine trasparenti di prosciutto, e invece....


prosciutto crudo e fiordilatte


melanzane grigliate e alici marinate


involtini di melanzane con provola affumicata, peperoni arrostiti, bruschette con olive e pomodoro (GNAMMI)


melanzane a funghetto
(datemi melanzane cucinate in tutti i modi e vi amerò per sempre)


friarielli (cime di rapa)


frittelline di alghe

Appena finito di straffogarci con questa roba l'husband si è alzato e ha bloccato l'ordine: "dietrofront, scusate, non vogliamo più la pizza, vogliamo il bis di antipasti, è possibile???".
Non si sono affatto scomposti, anzi, parevano proprio compiaciuti.
A parte la prelibatezza sublime di queste pietanze, mi hanno colpito le parole finali del figlio del titolare. "E' da un po' che non vi si vedeva o sbaglio? " Per la precisione era da 8 anni che non ci andavamo, e inoltre mai avevamo dato confidenza ad alcuno, eppure si sono ricordati di noi. "O è perché siamo stati particolarmente rompicoglioni, o è perché NON siamo MAI stati rompicoglioni" ho ipotizzato.
Di certo però, se ci avessero ricordati come degli emeriti rompiballe non ci avrebbero trattati così gentilmente. Resta per me un mistero la sua mirandolesca memoria, io che a malapena ricordo chi e dove sono.
(Psss, costo totale del gozzovigliamento: 29 euro totali, comprensivi di 2 birre, cestino di pane e servizio).

POSITANO
La sua particolarità sono le non-strade. Per raggiungere le abitazioni occorre salire e scendere scalini, scalini, scalini......(chissà il postino che ne pensa).













Per scendere alla spiaggia ne abbiamo fatti ben 360, altrettanti per risalire al parcheggio, tutta una tirata senza schiattare. Poi che fare escursioni sui monti non torna utile.

panoramino su Positano


tipico negozio da costiera amalfitana


vicolo e negozietto del centro


La spiaggia per me vale zero: troppo piccola, sabbia scura, troppe imbarcazioni, inevitabilmente zeppa come un uovo. Ma gli inglesi e i turisti in genere ne vanno pazzi.


sullo sfondo l'arcipelago de Li Galli, ex dimora del defunto Rudolf Nureyev


Positano vista dalla spiaggina


Positano

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