31 ottobre 2010

volevo solo correre un po'

27 ottobre 2010

Villnoessertal (val di Funes)

In val di Funes Sua Leggiadrìa la neve è calata come si spetta.









Geislergruppe


Geislergruppe


Peitlerkofel


Wuerzjoch

25 ottobre 2010

chocolate

Questo invece si che è un peperoncino serio.

non è dipinto a mano, il chocolate è spettacolare per natura


habanero chocolate giunto a maturazione completa.

Il colore è proprio quello giusto, la dimensione anche (non è lui che sembra grande, è la mia mano che è piccola). Non so se riuscirò a ucciderlo per mangiarmelo. Ma dovrò trovargli un modo dignitoso di morire. Secondo me la degustazione migliore è quella con il classico spaghetto abbinato ad un buon olio e un po' della mia cremina d'aglio. Ma anche con 2 bei calamari credo che ci faccia la sua bella figura. Dunque ecco il prossimo menù: spaghetti aglio-olio-chocolate, e calamari alla diavola. Aggiudicato.

Ne ho ben 15 sopra un'unica pianta cresciuta in vaso, e che ultimamente, a causa delle rigide temperature notturne, mi contende lo spazio (si fa per dire) della cucina. Glielo concedo volentieri.
Ce ne sono altri 4 che come questo si stanno avviando alla maturazione. La colorazione tipica comincia alla base del picciolo. Gli altri 10 ancora totalmente verdi seguiranno presto.

eppur matura

23 ottobre 2010

prik kee noo /bird's eye

Non ditemi mai, consigliandomi un normale peperoncino, "questo è davvero piccante" se non sapete cosa è il naga (forse il peperoncino più piccante al mondo) e che io me lo mangio anche con una certa frequenza. Vi depennerò impietosamente dalla ben misera lista di persone che ritengo affidabili.
Sono entrata nella solita bottega di alimenti etnico-esotici, quella in cui faccio regolarmente incetta di aromi e spezie di tutti i tipi, dal curry al masala, rimbalzando tra il coriandolo e il cumino, lo zenzero e il sesamo.
"Questi sono piccantissimi, vengono dalla Thailandia; e stai attenta, perché quelli verdi son più micidiali dei rossi" mi ha detto l'EX mio consigliere preferito, mostrandomeli orgoglioso e con fare misterioso.


prik kee noo, detti anche bird's eye

"Più dell'habanero???"
"Sisisisisi"
"Ma daaaaiiii???"
"Sisisisisi"
Lui è (anzi, era...) il mio esperto preferito di queste cose e conosce la mia insana passione per i peppers, dunque mi è venuto naturale prenderlo sul serio. Glieli ho accattati al volo e ne ho messo subito uno sminuzzato su 2 spaghetti, paventando chissà quale combustione oro-gastro-uro-ano ecc ecc. Non ho sentito una beata mazza. Piccante lo è, va bene, ma ho sperimentato e sono abituata a ben altro.
Vatti a fidare, scema. Così imparo a credere che gli altri ne sappiano sempre più di me.
Mavalà.

20 ottobre 2010

incontro con Gherardo Colombo, Marco Dallari, Giovanni Ladiana

Dopo la lezione di scienza con Giorgio Vallortigara ho voluto mantenere alto il livello aulico regalandomi quest'altra bella lezione di educazione civica.
Titolo del dibattito "vuoti da prendere - il ruolo della partecipazione nella produzione di legalità".
Location: aula Kessler della facoltà di Sociologia di Trento.
Oratori: Gherardo Colombo, il pedagogista Marco Dallari (che non conoscevo ma che ho apprezzato subito dopo le prime 10 parole che ha pronunciato) e Giovanni Ladiana (frate che a Reggio Calabria si occupa di mobilitazione contro la 'ndrangheta).
A moderare il tutto una delle donne più intelligenti e piacevoli, secondo me, di questi tempi bui: l'ex difensore civico Donata Borgonovo Re.
Tantissima carne al fuoco anche in quest'occasione, difficilissimo riassumere.

16 ottobre 2010

Nati per credere - incontro con Giorgio Vallortigara

Nella incredibile Sala degli affreschi della biblioteca comunale di Trento si è tenuta giovedì una delle più belle lezioni di scienza cui abbia mai avuto il privilegio di assistere, fatta con garbo, con pazienza, in un italiano semplice, lineare e mai pomposo. "Una carezza per i tuoi neuroni eh?" mi ha detto l'husband, e per quel che ne so io, perfetta.
(Grazie al tecnico Alessandro per averci spontaneamente raccontato, durante l'attesa, la storia degli affreschi e del loro recente restauro).
Non dovrei osare farne un resoconto visto che sono argomenti, quelli scientifici, troppo lontani ohibò dalla mia formazione scolastica, ma è stata troppo interessante per me perché io non provi a fissare in memoria almeno il cuore dell'argomento, sintetizzando in modo brutale e indegno quasi 2 ore di altissima classe.

11 ottobre 2010

di Parma e del peperoncino

Quante sono le probabilità di entrare in un ristorante nel centro di Parma e mangiare appena decentemente? Poche credo, e spero che il nostro sia stato solo uno di questi rari casi. Ogni tanto la sfiga si ricorda di noi.
Bella città, che non avevo mai visitato prima.
Tanta gente tranquilla in giro, tante belle facce, tanta cordialità, tanti eventi interessanti, vivace, ordinata, ben tenuta; insomma, se non fosse in mezzo alle nebbie e i miasmi della pianura padana, così distante dal mare e dai monti, e infestata dalle zanzare killer e dai casalesi, un pensierino su un ipotetico trasferimento lo si sarebbe potuto anche fare. Peccato.


7 ottobre 2010

al laghetto del cengello

Una sonora fucilata che è riecheggiata da una parete montuosa all'altra, forse per ribadire il possesso del territorio da parte di qualche babbuino (*), ci ha dato il benvenuto al baito del Cengello. Meno male che con questa leggera passeggiata in val Campelle volevamo rilassarci dopo i 3 giorni nel caos napoletano.
I gorilla (**) del Borneo si battono il petto e rumoreggiano per sottolineare la loro supremazia; invece i nostri, di trogloditi, sparano.

4 ottobre 2010

aspettando un altro Masaniello

L'errore quasi criminale dei napoletani è stato sottovalutare la portata della camorra e sopravalutare la propria capacità di contenerla. E' una supponenza che per altri aspetti infetta anche i trentini, probabilmente il genere umano intero; si pensa sempre di essere più intelligenti e furbi degli altri, e si va avanti a suon di "a me non capiterà mai, io so come fare" ecc ecc.
(Come se le cronache locali anche qui in regione non ci avessero raccontato gli affari di alcuni trentinissimi uomini- cerniera. E cosa sono gli uomini- cerniera, come lavorano, a cosa lavorano? Qualcuno glielo spieghi, io non ne ho più voglia dopo essermi sentita ripetere troppe volte "guarda che qui non siamo a Napoli". Peggio per loro e per i loro discendenti).