27 settembre 2010

Belli castelli: castel Thun

Dopo 2 anni dalla nostra prima visita siamo tornati a vedere questo castello ora quasi interamente aperto al pubblico dopo 18 -ohibò- anni di restauri. Senza saperlo né volerlo abbiamo beccato una giornata speciale con prezzo del biglietto d'ingresso a tariffa ridotta, sicché abbiamo dovuto fare lo slalom tra oscene comitive di turisti ammucchiati in gruppi per le visite guidate (oddio). Allo stato brado solo noi e altre 2 coppie di giovinastri.
Sarà a causa di quel sovraffollamento che non me lo sono gustato come volevo e lo sguardo, più che agli interni, svolazzava assai spesso agli esterni.
E' comunque diventato subito il mio preferito a pari merito col castello di Stenico, altro gioiellino con vista pacifica sui monti.



Interessante la storia del castello e dei suoi proprietari, i Thun, che furono principi vescovi di Trento e Bressanone.

vita da vescovo...

Spiace non aver potuto fotografare bene questa cameretta, soprattutto un particolare con scena erotica che mi ha ricordato le lupanare degli scavi di Pompei. Direi che l'ossessione per il sesso di eminenti eminenze non è cambiata nei secoli dei secoli AMEN.


viSta da vescovo...


viSta da Thun...


viSta da Thun...


viSta da vescovo e da Thun...





(no more comments)


Bella e piccola mostra di vetri del periodo ottocentesco decorati secondo i dettami di vari stili: muranese, boemo, biedermeier, impero, baccarat (vedere vedere il vetro nel XIX secolo ). Ho passato l'intera estate a cercare il colore del mare nei laghi, l'ho trovato in questi vetri.

li voglio anch'io



Da tornarci, preferibilmente non di domenica. Allez-y !

25 settembre 2010

bambini? si, grazie (quelli degli altri)

E' bastato che mi vedessero spingere una carrozzina imbottita di neonato perché ricominciasse la lagna "ma cosa aspetti a fartene uno? dai, su, coraggio, e blablabla.........".
E io che stavo solo adoperandomi affinché una impagabile amica passasse una tranquilla mattinata di relax, non certo allenandomi in vista di un siffatto traumatico evento.
Ci tengo però a precisare che non sono una che non fa figli perché (magari istericamente) "odio i bambini"; non li odio affatto, mi ci trovo quasi sempre benissimo, e purtroppo spesso la cosa è reciproca. L'isteria la indirizzo verso ben altri sottotipi di umanoidi.
Sono solo convinta che non ne valga la pena. Crescere figli e insegnargli e/o incitarli tutti i santi giorni a resistere all'imbarbarimento credo non sia un gran bel vivere, né per un genitore, né per un figlio. Già ho fatto e faccio tuttora questo lavoraccio con mia nipote, che biologicamente è figlia di sorellona, ma culturalmente, affettivamente e caratterialmente è più vicina a me che alla mamma naturale. E che quando a 18 anni mi ha detto rabbiosa "fai bene a non depositare (sic!!) figli in questa Italia" ha raso al suolo qualsiasi mia speranza di un futuro decente per questo paese. Spiace (neanche tanto) per i connazionali, ma temo che questo rifiuto sia la più alta forma di disistima che si possa mostrare per un popolo, il peggiore degli insulti. Ma noi non vogliamo allevare vittime o guerrieri per causa loro.

22 settembre 2010

se anche questo è un habanero...

Ho seminato un haba red e mi è spuntato un banale cornetto :((
No, non ho fatto confusione con vari semi, anche perché i cornetti non li uso da un pezzo e tantomeno dispongo di loro semi. Vuoi vedere che creare un ogm in natura è molto più facile e spontaneo di quanto vogliono farci credere coloro che li temono?


questi sono i red savina "padri" da cui ho preso i semini


probabile ibrido


CHOCOLATE



Alla fine l'unica pianta di chocolate che son riuscita a salvare è quella che mi ha dato più soddisfazione. Per essere una pianta cresciuta in vaso e per giunta in città, è venuta su bella rigogliosa e con almeno 20 embrioni di peperoncini che dovrebbero essere pronti entro un mese, giorno più, giorno meno. Aspetto paziente e con gioia pacata .


chocolate


chocolate


chocolate


chocolate


chocolate


chocolate


chocolate


chocolate

16 settembre 2010

Val di Lares

Non potevamo lasciare che fosse l'escursione in val forame a chiudere in bellezza questa spassosa stagione estiva. Così, per essere sicuri di toccare il fondo e di procurarci un autunno reumatoso, ci siamo avventurati in val di Lares col sentiero 214 che parte dalla malga Genova (1115 m), nell'omonima valle. Lo scopo era di farci un'idea del percorso micidiale che porta al pittoresco lago di Lares, a 2650 m, e sondare la nostra capacità di affrontare un dislivello di 1500 m e più. Sembrerebbe abbordabile, almeno la salita, mentre sulla discesa ho più di un timore, soprattutto se dovessi fare entrambe in un'unica giornata (potrebbe partirmi qualche rotula). Siamo arrivati oltre i ruderi dell'ex malga pian (1900 m) dopo aver superato senza troppa fatica il primo tratto buio, umido, ripido e scivoloso.


una delle 3 o 4 scalette che abbiamo incontrato


Superato il primo tratto oscuro si comincia a vedere qualcosa di carino


malga lares (1890 m) con annesso bivacco


dalla malga si scende un po' e si attraversa un bel pantano


guess where the path is


Non sono tanti gli escursionisti che si avventurano da queste parti: il sentiero è battuto pochino e l'erba è alta. Quando ci siamo passati noi (9.30 ca) era anche bagnata, e la sottoscritta più che attraversarla, questa selva, ci ha sguazzato fino al garrese. Dopodiché, ma sempre troppo tardi, mi son ricordata di avere la tela impermeabile nello zaino e che devo ancora comprare un paio di utili ghette.


occhio ai reumi


ruderi malga pian (1900 m)



Sul greto del rio lares ci siamo fermati per asciugarci e filosofeggiare, e abbiamo sentenziato che:
- abbiamo preso troppa umidità nell'arco di pochi giorni
- se e quando faremo questa agognata escursione vedremo anche di fare in modo che sia in una lunga, asciutta e calda giornata di luglio
- per questa estate dovremo aver finito di andare a cercare laghi oltre i 2000 m

CONSIDERAZIONI FINALI
Mentre patisco questo cielo grigio e scruto le previsioni meteo future, penso che è stata ancora una stagione all'insegna del "cherchez l'eau": laghi ne ho visti e ne sto vedendo tanti, ma uno le cui acque mi ricordino il mare finora zero. Resistono ancora in cima alla classifica dei miei preferiti il primo dei laghi di Sternai e quello della vedretta, sopra i laghi di Cornisello.
E' stata la prima estate che ci ha visti escursionare quasi esclusivamente di domenica; risultato: la mia opinione sul popolo degli escursionisti è rimasta più o meno stabile, non avendo incontrato né troppi cafoni, né tipi particolarmente ammirevoli. Il problema saranno le domeniche invernali, perché se in estate tutto sommato non è impossibile riuscire a tenersi lontano dai sentieri affollati, in inverno con la neve le possibiltà di scampare a qualche incontro forzato saranno scarsine; a meno che non ci decidiamo a indossare qualche attrezzo ridicolo tipo ramponi e/o ciaspole (oddio, l'ho detta la serie di parolacce) per virare alla larga a piacimento. Andremo così (forse) a ingrossare vergognosamente le fila di quelli che rompono le balle alla montagna e ai suoi abitanti anche durante l'inverno. Che dura vita.
Un augurio finale però me lo voglio fare: spero che gli eventuali chiassoni che son venuti quest'estate abbiano trovato freddo-pioggia-fulmini-noia-e-scorbutici in quantità tale da indurli a programmare le loro prossime ferie sulla costiera romagnola o sui monti lombardi, dove troveranno senz'altro un ambientino più consono alle loro sacrosante e legittime esigenze di socialità. Non me ne voglia l'assessore al turismo, ma qui si sta esagerando con l'autopromozione ma non con l'educazione, col risultato che i tipi da balera sui sentieri aumentano, mentre io non ho il fisico per menarli e l'husband mi sa che ha raggiunto la buddità: non li vede e non li sente più, beato lui.