12 agosto 2010

omeopatia, naturopatia, ipocrisia...

Leggo su un poco esaustivo articolo del Trentino online che nella nuova legge sulla sanità della provincia autonoma di Trento c'è un "articolo di legge che riconosce alcune pratiche di medicina complementare (...) per tutelare i cittadini-pazienti che sempre più frequentemente si rivolgono a pratiche diverse da quelle «scientifiche» (...) inserito su richiesta del consigliere verde Roberto Bombarda, sulla scorta di una crescente richiesta di queste nuove pratiche per il benessere (...) Le medicine complementari (e non alternative) che vengono in qualche modo “riconosciute” sono l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia e l’antroposofia".
In attesa di leggere bene il mirabolante provvedimento mi riordino le idee.
Allora, a dar retta alle statistiche i maggiori consumatori di prodotti omeopatici e/o "naturali" sono in realtà prevalentemente consumatrici (ma pare che anche il "fu" sesso forte sia in affanno per primeggiare anche in questo).
L'età oscilla tra i 30 e i 40/45 anni, e il livello economico e culturale è medio alto, (anche se forse sarebbe meglio parlare di scolarizzazione e non di livello culturale, visto che le 2 cose non coincidono affatto, secondo me).
Sono ideologicamente trasversali, con una leggera prevalenza forse di sinistrati, ma pare che anche i disastrati di destra siano in rimonta e non scherzino (i sinistroidi accusano il capitalismo di distruggere il pianeta e pensano di essere migliori usando questi prodotti, mentre i destroidi danno la colpa dei disastri ai comunisti ignoranti annidiati ovunque; in mezzo alla loro rissa ci sono io e quelli come me, che ne prendiamo da una parte e dall'altra).
Peccato che guardando bene parecchi dei cultori di questi prodotti si noti benissimo come nella vita concreta di tutti i giorni se ne strafottano dell'ambiente e della propria salute, dunque a mio modesto parere non è del rimedio "naturale" o omeopatico che hanno bisogno, ma di un buon psicologo che li metta davanti alla loro incoerenza e li aiuti a venirne fuori. Non voglio parlare di diluizioni e di presunte memorie dell'acqua, o dell'effetto placebo; ci sono eminenti farmacologi e fisici che hanno ampiamente spiegato i concetti per chi voleva capire. A me interessa solo il lato ipocrita di queste faccende, che è sempre quello che più mi fa vomitare.
Dò per scontato che sia un bellissimo intento, assai diffuso peraltro, quello di volersi bene, di tentare di non distruggere il pianeta o far del male agli altri.
Anche a me piace stare bene e vivere in un ambiente pacifico e salubre; infatti mi muovo tantissimo con le mie onorevoli gambe, cerco di non comprare prodotti inutili (per la cui produzione si sprecano risorse energetiche e si inquina di conseguenza), non pretendo di mangiare ciliegie a natale, e cerco di seguire una vita e una dieta sana perché so che l'abuso di farmaci (fitoterapici e no) oltre ai soliti effetti collaterali comporta sempre anche l'utilizzo e lo spreco di energia, e produce inquinamento.
Poi però ne ho conosciuti un po' di questi cultori del "naturale" alla moda, e ho notato che parecchi hanno il cesso pieno di:
- cosmetici per pitturarsi all'aboriginal way, shampoo al thé verde, bagnoschiuma al muschio bianco, balsamo al latte d'asina, crema antirughe allo zolfo, crema rassodante al cazzimbocchio, crema anticellulite alle alghe, spray per capelli al propoli, carta igienica a fiorellini profumata di violette, profumi vari, tutto in flaconi di plastica e tutto naturale però (forse).
Il mobiletto dei medicinali pieno di:
- pillole per dimagrire, pillole per non assimilare grassi, pillole per placare la fame, pillole contro la ritenzione idrica, tisane per la digestione, per la circolazione, per rilassarsi, per depurarsi, per purgarsi; e poi integratori alimentari e beveroni energetici da antidoping per remote attività sportive, tutto naturale e bio (forse).
Il frigorifero e la dispensa pieno di:
- pasti precotti surgelati, frutta e verdura biologici preconfezionati ovviamente in vaschette di polistirolo, bibite varie, spesso anche alcolici (ma il vino fa davvero buon sangue?).
Il reparto cucina sfoggia:
- l'irrinunciabile bimby che prende polvere, forno a microonde spaziali usato solo per scongelare surgelati, frullatori e impastatrici per dolci e paste che non si usano mai perchè tanto si è a dieta perenne, e poi macchine elettriche per fare il pane, il gelato, lo yogurt, tutte con un dito di polvere secolare.
E a proposito di polvere e pulizie:
- detersivi con enzimi o altre sostanze altisonanti per piatti, per pavimenti, per sanitari, per piastrelle, per tende, per copridivani, per tappeti, per la cuccia del cane, lucidante per l'acciaio, brillantante per stoviglie, tutto indispensabile e in flaconi di plastica.
Il garage è spesso straripante di:
- attrezzi ginnici in disuso, suv, utilitaria, moto, scooter per i loro teneri virgulti, biciclette ultratecniche per andare in pianura, dannatissimi acquascooter (perché amano il mare incontaminato), motoslitte da cafoni (perché amano la pace della montagna), sci aerodinamici all'ultima moda per schiantarsi a 200 all'ora anche sulle piste, compressori, avvitatori, motoseghe, tosaerba e sparachiodi che si contendono lo spazio con smaglianti zoccole ingrassate dalla loro mole di rifiuti.
Vanno a correre la mattina al parco, però la spesa nel supermercato a 100 metri da casa la si va a fare in auto. Parlano di come si stava bene nei tempi passati durante il loro tempo libero, seduti su comodi divani, mentre la lavatrice fa il bucato per loro, la caldaia gli scalda le chiappe in inverno, e in corpo hanno vaccini che li hanno preservati da poliomieliti, vaioli e chissà cos'altro che la loro generazione come la mia non immagina neppure. E per fortuna i più onesti lo ammettono di usare questi rimedi per i disturbi leggeri ma di ricorrere alla medicina ufficiale per le faccende serie e davvero gravi.
Tutti gli altri sono si liberissimi di fare quel che vogliono, di accudirsi, di illudersi, di autoassolversi come preferiscono, ma non mi vengano a dire che il loro stile di vita non fa male all'ambiente e magari non mi scassino pure i beep se quando mi viene questo beep di gastrite mi prendo il mio bell'antiacido allopatico all'ennesima potenza.

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