30 agosto 2010

laghetti di Strino

Continua la fortunata serie di escursioni furbissime. Dopo la neve e il lestofante del 16 agosto, quello di ieri è stato il giorno del vento gelido da inizio a fine giornata, e anche dell'escursione più allucinante di questa stagione. Per arrivare ai laghetti di Strino (2580m ca) siamo partiti dal Tonale a quota 1900 ca; scarsi 700 m di dislivello faticosissimi, ma solo perché mi son svegliata stanca, son partita stanca e mi sono incamminata stanca. Durante le prime 2 ore di marcia ho inserito il pilota automatico e non mi sono accorta di nulla, ma quando mancava mezz'ora ai laghi mi son svegliata e ho espresso tutto il mio apprezzamento per il mondo circostante con un elegante e stentoreo MI SON ROTTA I C°§#I*#I!!! La punizione per cotanto linguaggio scurrile è arrivata immediata sotto forma di emicrania pulsante che non mi ha più mollata fino a sera, impedendomi di godermi questa passeggiata che in condizioni mentali adeguate dovrebbe essere abbastanza gratificante.

val strino


redival


1° laghetto


1° laghetto


2° laghetto

Bella la visuale sul gruppo della Presanella. Ogni volta che mi trovo a guardare un ghiacciaio, o quello che ne resta, spio con curiosità quanti si accingono a sfregiarlo; a dirla tutta, sono la razza di alpinisti che più mi sta sulle balle, perché mi son convinta che pochi ci vanno con atteggiamento pacato mentre troppi sembrano animati solo da arroganza e supponenza. Andare sui ghiacciai è diventata una moda dozzinale, e come tutte le mode può essere molto dannosa (per il ghiacciaio intendo).

presanella

albiolo (forse)

28 agosto 2010

non solo habanero













Entrata al supermercato per tutt'altri acquisti, l'occhio guidato dall'istinto primitivo è andato immediatamente alla cassetta di peperoncini tondi calabresi adagiati mollemente tra gli altri ortaggi. In un nanosecondo mi ero già munita di guanto e sacchetto e avevo già razziato tutto il razziabile sotto lo sguardo sospettoso dell'addetto al reparto.
Per fare questa salsa di peperoncini da infarto (non perché piccante ma perché buona) occorrono olive verdi, pomodori secchi, capperi, aglio, basilico, origano, olio extravergine di oliva, aceto bianco. Inutile dire che la qualità di questi ingredienti deve essere buona, se ottima è anche meglio. Di pomodori secchi ne abbiamo una bella scorta arraffata dalle parti di Salerno, idem per le olive, mentre l'olio sìculo è! Il basilico, vabbé, un po' abbiamo spennacchiato la piantina in vaso, un po' ne abbiamo accattato, ma anche quello in polvere, se di livello medio-buono, va benone. Guanti alla mano, abbiamo proceduto subito alla preparazione di questo elisir di buon umore.
I peperoncini vanno lavati e privati dei semi, of course, e questa è la parte più noiosa perché è un continuo starnutire. Poi vanno scottati per 2 minuti in acqua, aceto e zucchero (2 cucchiai), insieme ad una dozzina di pomodori secchi. Gli psicopatici come me, volendo, possono aggiungere un cucciolo di habanero, giusto per dare quel certo non so che di girone dantesco infernale. Il resto è una barzelletta. Dopo averli fatti scolare per bene basta infilarli insieme a tutti gli altri ingredienti in un bel frullatore, irrorare tutto con un getto consistente di olio e lasciare che il frullatore lavori per noi.
La parte più seria è la conservazione nei vasetti di vetro. Devono essere sterilizzati (basta fargli fare qualche giro al microonde) e una volta riempiti vanno chiusi ermeticamente e bolliti a bagnomaria per almeno 20 minuti. Una volta raffreddati li si mette in frigorifero e dopo circa 10 giorni si può gozzovigliare a tutto spiano: è una salsina con cui si può condire la pasta, la si può spalmare sul pane, ci si può condire il pesce, la pizza, la parmigiana o qualche frittatina, che ne so. C'è chi dà fondo ai vasetti di nutella, io che adoro il peperoncino anche allo stato naturale me la slurpo a cucchiaiate a tutte le ore del giorno, facendo allibire pure l'husband.
Prossima infornata, i peperoncini ripieni di tonno e capperi.
Tutto questo aspettando il 10 ottobre, quando all'Azienda Stuard di Parma ci sarà la XIII mostra mercato del peperoncino, compresi gli habanero di tutte le specie .

25 agosto 2010

dialogo sulla Costituzione con Marco Travaglio e Gian Antonio Stella (Alleghe)

Il gotha leghista fa un grave torto alle popolazioni del nord Italia, perché induce erroneamente anche chi si sforza di essere obiettivo a credere che al nord siano tutti una massa di bifolchi come loro. E' profondamente ingiusto identificare tutti i piemontesi con Borghezio, o tutti i veneti con Zaia. Ed è per questo che sempre più spesso mi costringo a scorrazzare in terra veneta e lombarda: per il puro gusto di smentire prima di tutto a me stessa questo pregiudizio, e devo dire in tutta onestà che finora mi è andata bene.
La scusa per passare una tranquilla seratina ad Alleghe è stata questo dibattito pubblico con Marco Travaglio e Gian Antonio Stella, che aveva come oggetto la Costituzione. Li ho sentiti spesso parlare singolarmente, insieme mai, ed ero curiosa di vedere cosa ne sarebbe venuto fuori da questa inedita accoppiata di fustigatori col gusto dell'ironia. Il dialogo sulla Costituzione, com'era prevedibile, si è trasformato sin dalle prime battute in dialogo sulle menzogne. Si è partiti con l'analizzare la sintassi delle leggi scritte dai politici del passato per paragonarla al linguaggio verboso prolisso e contorto con cui vengono scritte le leggi dall'attuale classe politica. E davvero basta un veloce confronto per capire subito che questa è proprio un'altra classe dirigente, capace di nascondere le sue vere intenzioni con un uso direi scientifico del vocabolario e dei mezzi di comunicazione; per non parlare della vera e propria volgarità e maleducazione, comprensiva di parolacce e dita media alzate ("è per ammiccare all'italiano medio", dice Travaglio; esilarante poi il suo paragone tra un leader come Berlinguer e quelli di oggi " Berlinguer è morto sul palco durante un comizio, questi al massimo muoiono con 2 mignotte addosso").
Niente di nuovo per me, che di manipolazione linguistica ne ho fin sopra i capelli.
Poi l'analisi dell'attuale situazione, stato comatoso dell'opposizione, intrallazzi trasversali, P2, P3, oddio. Ce n'è anche per gli elettori: i berlusconiani, dice Travaglio, si identificano totalmente in lui, vorrebbero essere come lui e non c'è niente da fare, sono irrecuperabili, ma non sono poi così tanti come ci vogliono far credere (sulla loro effettiva quantità però io ho i miei dubbi e non sono così ottimista); poi ci sono gli elettori di destra, che votano b. perchè quelli dell'altra parte sono troppo vomitevoli; e poi ci sono i masochisti di sinistra che hanno il pregio/difetto di essere inguaribili sognatori ma perlomeno sono ragionevoli "ci si può parlare senza essere aggrediti o insultati", dice sempre Travaglio. Ma che speranze abbiamo? "Niente: visto che ci hanno scippato pure la possibilità di sceglierceli con il voto o si fa la rivolta pacifica come nel '93, oppure dobbiamo fare affidamento su madre natura, che prima o poi se li porta via".
Come se non ne nascessero di altri, Marco, ma che dici?

19 agosto 2010

incontro con Luigi de Magistris

Confortante e istruttiva chiacchierata con Luigi de Magistris ieri sera al palasport di Folgaria. Ha presentato il suo libro "assalto al pm", libro che non ho letto e probabilmente non leggerò perché la storia del suo siluramento bipartisan la ricordo ahimè purtroppo benissimo (e, anzi, la sto rimuovendo inconsapevolmente perché non ho lo stomaco per digerirla). Forse lo comprerò, come faccio spesso con autori di cui ritengo che sia dovere civico sostenerli economicamente, e lo metterò affianco ai tanti libri di Marco Travaglio che non riesco più a leggere da un pezzo.
Il tipo è un bell'esemplare di napoletano signorile, arguto, intelligente, spiritoso, dotato di parlantina fluida, che parla solo di quello che sa e lo fa con linguaggio chiaro e lineare. Più pacato di Travaglio nell'esporre i fatti, è anche meno volgare, cosa rara e preziosa che gradisco assai. Godo nel sapere che tra il mezzo milione di voti che ha preso galleggia anche il mio.
Rigurgito di rabbia quando tra il pubblico in sala ho individuato Claudio Sabelli Fioretti; fino a 2 anni fa era lui ad organizzare dei bei raduni-incontri di resistenza tra questi monti e ora da solo non ce fa più. L'aria forse un po' stanca, ma presentissimo, come a ribadire "io ci sono lo stesso, eccome". Che invidia, e chapeau.

16 agosto 2010

passo Gavia (con neve)

Durante il fantastico weekend ferragostano ho ricevuto 2 comunicazioni. La prima dalla Basilicata: "mi spiace che ci sia brutto tempo lassù, sapessi com'è caldo qua, torniamo presto, ciao".
La seconda dalla Sardegna: " ha piovuto un po' stamattina, ma poi sai come fa qui, è uscito il sole e ora siamo al mare, a presto".
Che vacanze dozzinali, tsé! Noi invece si che siamo originali.
Dopo 2 giorni di meteo inqualificabile ho avuto l'idea di progettare un'escursione dalle parti del Tonale. La giornata comincia frizzante, già in val di Sole sentivo un certo freschino e ho cominciato ad arruffarmi.
"Che è, stai mettendo su il pelo antigelo?" (il marito che mi merito).
"Questa la scrivo sul blog, così impari a dirmi le cattiverie di buon mattino" (autodifesa).
Al passo del Tonale cerchiamo il sentiero per i laghi di Strino e troviamo neve e freddo boia.
"Andiamo a fare un giro da qualche altra parte, è bella l'atmosfera vagamente natalizia, ma non ho intenzione di fare la befana sulla neve già dal 16 agosto".
Infatti, come no. Sempre più furbissimi decidiamo di andare a vedere cosa c'è di bello al passo Gavia: neve a 360°.




lago bianco





lago bianco


lago nero


poverino


Invece il gestore di un rifugio non ci ha delusi; ci aspettavamo che ci pelasse per un misero caffè e 2 dosi ospedaliere di crostata, ed effettivamente l'ha fatto: nonno bassotto ci ha sfilato 10 euro senza nemmeno ridere. Poteva però stupirci con qualche effetto speciale, che so, tipo uno scontrino fiscale...macché, zero. Che fare, dirglielo? Tra condoni e concordati fiscali e tombali, a 2600 e passa metri di altitudine ho già freddo di mio.
Alla facciaccia sua ci siamo comunque goduti il paesaggio innevato. All'inizio non l'ho presa tanto bene, ma con la neve mi succede sempre così, 5 minuti per abituarmi e poi le voglio bene. Dopotutto anche lei è acqua.

13 agosto 2010

euro 13.89 - Frédéric Beigbeder

Frédéric Beigbeder è l'uomo che 10 anni fa ha definitivamente spazzato via gli irrazionali pregiudizi che avevo sui francesi, facendomi esclamare "c'è vita intelligente in Gallia!". (Quella dei pregiudizi sui francesi è una stupida storia iniziata alla scuola media e di cui ancora mi pento e vergogno immensamente nonostante ormai sia rinsavita).
Avevo letto per l'appunto questo libro 10 anni fa e ne rimasi colpita dal realismo e dal linguaggio forte, tramortita dal presentimento che tutto quanto scritto da Beigbeder fosse purtroppo verissimo. L'avevo riletto qualche anno dopo per essere sicura di aver capito bene il tipo; oggi l'ho riletto per rinfrescarmi la memoria, visto che l'oblio è si la cosa più bella che ci è data, ma com'è che disse qualcuno? il sonno della ragione genera mostri (Goya).
In apertura c'è una citazione di Aldous Huxley che dice tutto, tratta dalla prefazione a "Il mondo nuovo" (libro bellissimo e il primo che riuscii a leggere con infinita soddisfazione in lingua originale al liceo).

"Non esiste, ben inteso, alcuna ragione perché i nuovi totalitarismi somiglino ai vecchi. Il governo basato su manganelli e plotoni d'esecuzione, carestie artificiali, imprigionamenti e deportazioni di massa, è non soltanto disumano (cosa che oggi come oggi non preoccupa nessuno più di tanto), ma provatamente inefficiente e questo, in un'era di tecnologia avanzata, è un peccato contro lo Spirito Santo. Uno stato totalitario davvero "efficiente" sarebbe quello in cui l'onnipotente comitato esecutivo dei capi politici e il loro esercito di direttori soprintendessero a una popolazione di schiavi che ama tanto la propria schiavitù da non dovervi neanche essere costretta. Far amare agli schiavi la loro schiavitù: ecco qual'è il compito ora assegnato negli stati totalitari ai ministeri della propaganda, ai caporedattori dei giornali e ai maestri di scuola."

E' un libro che parla di pubblicità e di esseri umani, ma non è un saggio, è un romanzo abbastanza autobiografico. Scolpisce in poche ma chiare righe il concetto di potere della persuasione e della manipolazione mentale, sbatte in faccia (a noi che crediamo di essere all'apice dell'evoluzione civile) quello che non tolleriamo più di ammettere a noi stessi, e cioè che l'eterno desiderio dell'uomo di sfruttare altri uomini per acquisire solo denaro e potere fine a se stesso è ancora lontano da estirpare e può infettare chiunque di noi. Le conseguenze di questo desiderio incontrollato (di pochi o molti, non ho ancora capito bene) sono quelle che poi paghiamo tutti in termini di disastri ambientali, erosione dei diritti civili, disumanizzazione dei rapporti sociali.
Non so se Beigbeder alla fine si sia salvato la sanità mentale.

12 agosto 2010

omeopatia, naturopatia, ipocrisia...

Leggo su un poco esaustivo articolo del Trentino online che nella nuova legge sulla sanità della provincia autonoma di Trento c'è un "articolo di legge che riconosce alcune pratiche di medicina complementare (...) per tutelare i cittadini-pazienti che sempre più frequentemente si rivolgono a pratiche diverse da quelle «scientifiche» (...) inserito su richiesta del consigliere verde Roberto Bombarda, sulla scorta di una crescente richiesta di queste nuove pratiche per il benessere (...) Le medicine complementari (e non alternative) che vengono in qualche modo “riconosciute” sono l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia e l’antroposofia".
In attesa di leggere bene il mirabolante provvedimento mi riordino le idee.
Allora, a dar retta alle statistiche i maggiori consumatori di prodotti omeopatici e/o "naturali" sono in realtà prevalentemente consumatrici (ma pare che anche il "fu" sesso forte sia in affanno per primeggiare anche in questo).
L'età oscilla tra i 30 e i 40/45 anni, e il livello economico e culturale è medio alto, (anche se forse sarebbe meglio parlare di scolarizzazione e non di livello culturale, visto che le 2 cose non coincidono affatto, secondo me).
Sono ideologicamente trasversali, con una leggera prevalenza forse di sinistrati, ma pare che anche i disastrati di destra siano in rimonta e non scherzino (i sinistroidi accusano il capitalismo di distruggere il pianeta e pensano di essere migliori usando questi prodotti, mentre i destroidi danno la colpa dei disastri ai comunisti ignoranti annidiati ovunque; in mezzo alla loro rissa ci sono io e quelli come me, che ne prendiamo da una parte e dall'altra).
Peccato che guardando bene parecchi dei cultori di questi prodotti si noti benissimo come nella vita concreta di tutti i giorni se ne strafottano dell'ambiente e della propria salute, dunque a mio modesto parere non è del rimedio "naturale" o omeopatico che hanno bisogno, ma di un buon psicologo che li metta davanti alla loro incoerenza e li aiuti a venirne fuori. Non voglio parlare di diluizioni e di presunte memorie dell'acqua, o dell'effetto placebo; ci sono eminenti farmacologi e fisici che hanno ampiamente spiegato i concetti per chi voleva capire. A me interessa solo il lato ipocrita di queste faccende, che è sempre quello che più mi fa vomitare.
Dò per scontato che sia un bellissimo intento, assai diffuso peraltro, quello di volersi bene, di tentare di non distruggere il pianeta o far del male agli altri.
Anche a me piace stare bene e vivere in un ambiente pacifico e salubre; infatti mi muovo tantissimo con le mie onorevoli gambe, cerco di non comprare prodotti inutili (per la cui produzione si sprecano risorse energetiche e si inquina di conseguenza), non pretendo di mangiare ciliegie a natale, e cerco di seguire una vita e una dieta sana perché so che l'abuso di farmaci (fitoterapici e no) oltre ai soliti effetti collaterali comporta sempre anche l'utilizzo e lo spreco di energia, e produce inquinamento.
Poi però ne ho conosciuti un po' di questi cultori del "naturale" alla moda, e ho notato che parecchi hanno il cesso pieno di:
- cosmetici per pitturarsi all'aboriginal way, shampoo al thé verde, bagnoschiuma al muschio bianco, balsamo al latte d'asina, crema antirughe allo zolfo, crema rassodante al cazzimbocchio, crema anticellulite alle alghe, spray per capelli al propoli, carta igienica a fiorellini profumata di violette, profumi vari, tutto in flaconi di plastica e tutto naturale però (forse).
Il mobiletto dei medicinali pieno di:
- pillole per dimagrire, pillole per non assimilare grassi, pillole per placare la fame, pillole contro la ritenzione idrica, tisane per la digestione, per la circolazione, per rilassarsi, per depurarsi, per purgarsi; e poi integratori alimentari e beveroni energetici da antidoping per remote attività sportive, tutto naturale e bio (forse).
Il frigorifero e la dispensa pieno di:
- pasti precotti surgelati, frutta e verdura biologici preconfezionati ovviamente in vaschette di polistirolo, bibite varie, spesso anche alcolici (ma il vino fa davvero buon sangue?).
Il reparto cucina sfoggia:
- l'irrinunciabile bimby che prende polvere, forno a microonde spaziali usato solo per scongelare surgelati, frullatori e impastatrici per dolci e paste che non si usano mai perchè tanto si è a dieta perenne, e poi macchine elettriche per fare il pane, il gelato, lo yogurt, tutte con un dito di polvere secolare.
E a proposito di polvere e pulizie:
- detersivi con enzimi o altre sostanze altisonanti per piatti, per pavimenti, per sanitari, per piastrelle, per tende, per copridivani, per tappeti, per la cuccia del cane, lucidante per l'acciaio, brillantante per stoviglie, tutto indispensabile e in flaconi di plastica.
Il garage è spesso straripante di:
- attrezzi ginnici in disuso, suv, utilitaria, moto, scooter per i loro teneri virgulti, biciclette ultratecniche per andare in pianura, dannatissimi acquascooter (perché amano il mare incontaminato), motoslitte da cafoni (perché amano la pace della montagna), sci aerodinamici all'ultima moda per schiantarsi a 200 all'ora anche sulle piste, compressori, avvitatori, motoseghe, tosaerba e sparachiodi che si contendono lo spazio con smaglianti zoccole ingrassate dalla loro mole di rifiuti.
Vanno a correre la mattina al parco, però la spesa nel supermercato a 100 metri da casa la si va a fare in auto. Parlano di come si stava bene nei tempi passati durante il loro tempo libero, seduti su comodi divani, mentre la lavatrice fa il bucato per loro, la caldaia gli scalda le chiappe in inverno, e in corpo hanno vaccini che li hanno preservati da poliomieliti, vaioli e chissà cos'altro che la loro generazione come la mia non immagina neppure. E per fortuna i più onesti lo ammettono di usare questi rimedi per i disturbi leggeri ma di ricorrere alla medicina ufficiale per le faccende serie e davvero gravi.
Tutti gli altri sono si liberissimi di fare quel che vogliono, di accudirsi, di illudersi, di autoassolversi come preferiscono, ma non mi vengano a dire che il loro stile di vita non fa male all'ambiente e magari non mi scassino pure i beep se quando mi viene questo beep di gastrite mi prendo il mio bell'antiacido allopatico all'ennesima potenza.

8 agosto 2010

Val Falkomai - laghi

Questa escursione me la son preparata psicologicamente con 2 settimane di anticipo; ho studiato bene il percorso, sondato lunghezza e dislivello, mangiato e dormito adeguatamente la sera prima. Eppure quando mi son trovata davanti al sentiero 8 (comune di s.Pancrazio, val d'ultimo) ho rimpianto amaramente il letto. Dopo 3 /4 d'ora di salita ripida ho cominciato dapprima a ridere istericamente, poi a stramaledire tutto e tutti, mentre l'husband intonava un gospel degli schiavi neri d'America per confortarmi.
In genere mi occorre circa un'ora di purgatorio per compiere la metamorfosi che mi trasforma da femmina di razza umana a lurido caprone di montagna, poi superata quella ammutolisco dalla rassegnazione; e infatti una volta arrivati alla Innerfalkomai Alm (dopo i primi 500 m di dislivello) non ho neppure pensato di fare una sosta ma ho affrontato imperterrita i rimanenti 500 m in direzione dei laghi. Una bella sberla al mio dna.
Ad accompagnarci, dalla malga in poi, un vento gelido siderale grazie al quale la fatica si è sentita poco o nulla. Niente male i 2 laghi principali, mentre il terzo non è pervenuto; presumo si sia trasformato in torbiera.

Plombodensee (2488m) e Rontschor imbiancato


primo lago (2442m)


ex lago, suppongo, ora acquitrino


Peilstein


val Falkomai


Anche il sole non è che sia pervenuto granché, e il vento siberiano ci ha costretti a ridiscendere prima del previsto verso la malga a cercare riparo. E qui la sorpresa: la bella e cordiale famigliola tirolese che manda avanti la baracca offre un frugale servizio di ristoro.
Sfodero il mio brillantissimo e antiquato tedesco scolastico, lontano ricordo di liceo: "Sprechen Sie italienisch?"
"Certo!" quasi meravigliati che potessimo aver dubitato del loro savoir vivre.

canederli di fegato in brodo di sedano (gnammi)


il loro speck e il loro formaggio (gnammi)


Dopo mangiato siamo andati a vedere un altro specchio d'acqua, il Falkomaisee, distante dalla malga circa 100 m di dislivello e 20' di zompata su un sentiero che in 2 brevi tratti è dotato di cordino. Caruccio anche questo, un po' meno il cielo nuvoloso che ci sovrastava.

Falkomaisee (2170m)


Val Falkomai - Innerer Falkomai Alm (2050m)


futuri speck della malga fanno la vita del beato porco ignari del loro destino

Non male come passeggiatona; poca gente intorno, forse perché era sabato. Si può rifare, forse.

2 agosto 2010

lago poinella - passo siromba

Glutei da risagomare? Misfatti segreti da espiare? Vocazione al suicidio e/o al masochismo? Allora questo è un percorso adatto.
Non è stata una passeggiatina, non solo per i 1000m di dislivello ma anche per le misere ore di sonno che mi portavo in corpo. Mai dormire poco, prima di cimentarsi in un'escursione, lo so che poi non vado lontano.
Siamo partiti più in basso della malga lavazzé, destinazione lago poinella.
Quasi subito dopo la malga il bosco sparisce e il percorso è da farsi tutto sotto il sole, e meno male che non era troppo caldo.

lago poinella


Al lago c'è solo una donna solitaria, subito raggiunta però da una coppia non eccezionalmente discreta che ci costringe velocemente ad avventurarci più in là, verso il passo siromba.

schrummspitz e cima binasia


schrummsee (lago siromba)


panoramino dal passo siromba


panoramino dal passo siromba




Poi ci viene la bella idea di arrivare a cima stubele, ma dopo altri 100 m di dislivello tradimento ci fu: emicrania lancinante e stanchezza atavica mi hanno inchiodata al suolo e non mi son più mossa se non per tornarmene a casa. Praticamente mi son mandata affanculo da sola, che è sempre una gran bella soddisfazione. Bella cima stubele anche da lontano (chi s'accontenta gode..).

stubele (a sx)

Al ritorno non credevo alle mie orecchie: alla malga lavazzé una radio gracchiava musica infame a tutto volume, e noi che andiamo sempre a curiosare cosa c'è di buono in queste malghe col cavolo che ci siamo fermati a comprare qualcosa. Così imparano a fare i trogloditi al di fuori delle aree predisposte.