30 agosto 2010

laghetti di Strino

Continua la fortunata serie di escursioni furbissime.
Dopo la neve e il lestofante del 16 agosto, quello di ieri è stato il giorno del vento gelido da inizio a fine giornata, e anche dell'escursione più allucinante di questa stagione.
Per arrivare ai laghetti di Strino (2580m ca) siamo partiti dal Tonale a quota 1900 ca; scarsi 700 m di dislivello faticosissimi, ma solo perché mi son svegliata stanca, son partita stanca e mi sono incamminata stanca.

28 agosto 2010

non solo habanero













Entrata al supermercato per tutt'altri acquisti, l'occhio guidato dall'istinto primitivo è andato immediatamente alla cassetta di peperoncini tondi calabresi adagiati mollemente tra gli altri ortaggi. In un nanosecondo mi ero già munita di guanto e sacchetto e avevo già razziato tutto il razziabile sotto lo sguardo sospettoso dell'addetto al reparto.
Per fare questa salsa di peperoncini da infarto (non perché piccante ma perché buona) occorrono olive verdi, pomodori secchi, capperi, aglio, basilico, origano, olio extravergine di oliva, aceto bianco. Inutile dire che la qualità di questi ingredienti deve essere buona, se ottima è anche meglio.
Di pomodori secchi ne abbiamo una bella scorta arraffata dalle parti di Salerno, idem per le olive, mentre l'olio sìculo è!
Il basilico, vabbé, un po' abbiamo spennacchiato la piantina in vaso, un po' ne abbiamo accattato, ma anche quello in polvere, se di livello medio-buono, va benone. Guanti alla mano, abbiamo proceduto subito alla preparazione di questo elisir di buon umore.
I peperoncini vanno lavati e privati dei semi, of course, e questa è la parte più noiosa perché è un continuo starnutire. Poi vanno scottati per 2 minuti in acqua, aceto e zucchero (2 cucchiai), insieme ad una dozzina di pomodori secchi.
Gli psicopatici come me, volendo, possono aggiungere un cucciolo di habanero, giusto per dare quel certo non so che di girone dantesco infernale. Il resto è una barzelletta. Dopo averli fatti scolare per bene basta infilarli insieme a tutti gli altri ingredienti in un bel frullatore, irrorare tutto con un getto consistente di olio e lasciare che il frullatore lavori per noi.
La parte più seria è la conservazione nei vasetti di vetro. Devono essere sterilizzati (basta fargli fare qualche giro al microonde) e una volta riempiti vanno chiusi ermeticamente e bolliti a bagnomaria per almeno 20 minuti. Una volta raffreddati li si mette in frigorifero e dopo circa 10 giorni si può gozzovigliare a tutto spiano: è una salsina con cui si può condire la pasta, la si può spalmare sul pane, ci si può condire il pesce, la pizza, la parmigiana o qualche frittatina, che ne so.
C'è chi dà fondo ai vasetti di nutella, io che adoro il peperoncino anche allo stato naturale me la slurpo a cucchiaiate a tutte le ore del giorno, facendo allibire pure l'husband.
Prossima infornata, i peperoncini ripieni di tonno e capperi.
Tutto questo aspettando il 10 ottobre, quando all'Azienda Stuard di Parma ci sarà la XIII mostra mercato del peperoncino, compresi gli habanero di tutte le specie .

25 agosto 2010

dialogo sulla Costituzione con Marco Travaglio e Gian Antonio Stella (Alleghe)

Il gotha leghista fa un grave torto alle popolazioni del nord Italia, perché induce erroneamente anche chi si sforza di essere obiettivo a credere che al nord siano tutti una massa di bifolchi come loro. E' profondamente ingiusto identificare tutti i piemontesi con Borghezio, o tutti i veneti con Zaia. Ed è per questo che sempre più spesso mi costringo a scorrazzare in terra veneta e lombarda: per il puro gusto di smentire prima di tutto a me stessa questo pregiudizio, e devo dire in tutta onestà che finora mi è andata bene.

19 agosto 2010

incontro con Luigi de Magistris

Confortante e istruttiva chiacchierata con Luigi de Magistris ieri sera al palasport di Folgaria. Ha presentato il suo libro "assalto al pm", libro che non ho letto e probabilmente non leggerò perché la storia del suo siluramento bipartisan la ricordo ahimè purtroppo benissimo (e, anzi, la sto rimuovendo inconsapevolmente perché non ho lo stomaco per digerirla). Forse lo comprerò, come faccio spesso con autori di cui ritengo che sia dovere civico sostenerli economicamente, e lo metterò affianco ai tanti libri di Marco Travaglio che non riesco più a leggere da un pezzo.
Il tipo è un bell'esemplare di napoletano signorile, arguto, intelligente, spiritoso, dotato di parlantina fluida, che parla solo di quello che sa e lo fa con linguaggio chiaro e lineare. Più pacato di Travaglio nell'esporre i fatti, è anche meno volgare, cosa rara e preziosa che gradisco assai. Godo nel sapere che tra il mezzo milione di voti che ha preso galleggia anche il mio.
Rigurgito di rabbia quando tra il pubblico in sala ho individuato Claudio Sabelli Fioretti; fino a 2 anni fa era lui ad organizzare dei bei raduni-incontri di resistenza tra questi monti e ora da solo non ce fa più. L'aria forse un po' stanca, ma presentissimo, come a ribadire "io ci sono lo stesso, eccome". Che invidia, e chapeau.

16 agosto 2010

passo Gavia (con neve)

Durante il fantastico weekend ferragostano ho ricevuto 2 comunicazioni. La prima dalla Basilicata: "mi spiace che ci sia brutto tempo lassù, sapessi com'è caldo qua, torniamo presto, ciao".
La seconda dalla Sardegna: " ha piovuto un po' stamattina, ma poi sai come fa qui, è uscito il sole e ora siamo al mare, a presto".
Che vacanze dozzinali, tsé! Noi invece si che siamo originali.
Dopo 2 giorni di meteo inqualificabile ho avuto l'idea di progettare un'escursione dalle parti del Tonale. La giornata comincia frizzante, già in val di Sole sentivo un certo freschino e ho cominciato ad arruffarmi.

13 agosto 2010

euro 13.89 - Frédéric Beigbeder

Frédéric Beigbeder è l'uomo che 10 anni fa ha definitivamente spazzato via gli irrazionali pregiudizi che avevo sui francesi, facendomi esclamare "c'è vita intelligente in Gallia!". (Quella dei pregiudizi sui francesi è una stupida storia iniziata alla scuola media e di cui ancora mi pento e vergogno immensamente nonostante ormai sia rinsavita).
Avevo letto per l'appunto questo libro 10 anni fa e ne rimasi colpita dal realismo e dal linguaggio forte, tramortita dal presentimento che tutto quanto scritto da Beigbeder fosse purtroppo verissimo. L'avevo riletto qualche anno dopo per essere sicura di aver capito bene il tipo; oggi l'ho riletto per rinfrescarmi la memoria, visto che l'oblio è si la cosa più bella che ci è data, ma com'è che disse qualcuno? il sonno della ragione genera mostri (Goya).
In apertura c'è una citazione di Aldous Huxley che dice tutto, tratta dalla prefazione a "Il mondo nuovo" (libro bellissimo e il primo che riuscii a leggere con infinita soddisfazione in lingua originale al liceo).

"Non esiste, ben inteso, alcuna ragione perché i nuovi totalitarismi somiglino ai vecchi. Il governo basato su manganelli e plotoni d'esecuzione, carestie artificiali, imprigionamenti e deportazioni di massa, è non soltanto disumano (cosa che oggi come oggi non preoccupa nessuno più di tanto), ma provatamente inefficiente e questo, in un'era di tecnologia avanzata, è un peccato contro lo Spirito Santo. Uno stato totalitario davvero "efficiente" sarebbe quello in cui l'onnipotente comitato esecutivo dei capi politici e il loro esercito di direttori soprintendessero a una popolazione di schiavi che ama tanto la propria schiavitù da non dovervi neanche essere costretta. Far amare agli schiavi la loro schiavitù: ecco qual'è il compito ora assegnato negli stati totalitari ai ministeri della propaganda, ai caporedattori dei giornali e ai maestri di scuola."

E' un libro che parla di pubblicità e di esseri umani, ma non è un saggio, è un romanzo abbastanza autobiografico. Scolpisce in poche ma chiare righe il concetto di potere della persuasione e della manipolazione mentale, sbatte in faccia (a noi che crediamo di essere all'apice dell'evoluzione civile) quello che non tolleriamo più di ammettere a noi stessi, e cioè che l'eterno desiderio dell'uomo di sfruttare altri uomini per acquisire solo denaro e potere fine a se stesso è ancora lontano da estirpare e può infettare chiunque di noi. Le conseguenze di questo desiderio incontrollato (di pochi o molti, non ho ancora capito bene) sono quelle che poi paghiamo tutti in termini di disastri ambientali, erosione dei diritti civili, disumanizzazione dei rapporti sociali.
Non so se Beigbeder alla fine si sia salvato la sanità mentale.

12 agosto 2010

omeopatia, naturopatia, ipocrisia...

Leggo su un poco esaustivo articolo del Trentino online che nella nuova legge sulla sanità della provincia autonoma di Trento c'è un "articolo di legge che riconosce alcune pratiche di medicina complementare (...) per tutelare i cittadini-pazienti che sempre più frequentemente si rivolgono a pratiche diverse da quelle «scientifiche» (...) inserito su richiesta del consigliere verde Roberto Bombarda, sulla scorta di una crescente richiesta di queste nuove pratiche per il benessere (...) Le medicine complementari (e non alternative) che vengono in qualche modo “riconosciute” sono l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia e l’antroposofia".
In attesa di leggere bene il mirabolante provvedimento mi riordino le idee.
Allora, a dar retta alle statistiche i maggiori consumatori di prodotti omeopatici e/o "naturali" sono in realtà prevalentemente consumatrici (ma pare che anche il "fu" sesso forte sia in affanno per primeggiare anche in questo).

8 agosto 2010

Val Falkomai - laghi

Questa escursione me la son preparata psicologicamente con 2 settimane di anticipo; ho studiato bene il percorso, sondato lunghezza e dislivello, mangiato e dormito adeguatamente la sera prima. Eppure quando mi son trovata davanti al sentiero 8 (comune di s.Pancrazio, val d'ultimo) ho rimpianto amaramente il letto. Dopo 3 /4 d'ora di salita ripida ho cominciato dapprima a ridere istericamente, poi a stramaledire tutto e tutti, mentre l'husband intonava un gospel degli schiavi neri d'America per confortarmi.

2 agosto 2010

lago poinella - passo siromba

Glutei da risagomare? Misfatti segreti da espiare? Vocazione al suicidio e/o al masochismo? Allora questo è un percorso adatto.
Non è stata una passeggiatina, non solo per i 1000m di dislivello ma anche per le misere ore di sonno che mi portavo in corpo. Mai dormire poco, prima di cimentarsi in un'escursione, lo so che poi non vado lontano.
Siamo partiti più in basso della malga lavazzé, destinazione lago poinella.
Quasi subito dopo la malga il bosco sparisce e il percorso è da farsi tutto sotto il sole, e meno male che non era troppo caldo.