2 maggio 2010

Marco Travaglio

Metti Marco Travaglio una sera a Bolzano ed è subito caos allegro. L'Italia che non ne può più di una classe politica nauseabonda è disposta a superare una prova molto dura pur di esprimere ad un giornalista serio ed onesto tutto il suo tifo da stadio. Eravamo una marea caotica ma civile venerdì sera nell'aula magna dell'istituto Galilei; mai vista una sala gremita così all'inverosimile neanche ai tempi della rassegna "Lavaronestate: un lago, un libro" del buon Claudio Sabelli Fioretti. Gente che è rimasta 3 ore in piedi ad ascoltarlo ed applaudirlo. Tanto è durata la chiacchierata che aveva come oggetto il suo libro "Ad personam"; un elenco pignolo e dettagliato di tutte le leggi laide che soprattutto la tragedia psichiatrica nazionale, o il collezionista di reati (come l'ha simpaticamente definito) si è fatto su misura per evitare la sua degna fine naturale, ossia un'adeguata cella delle patrie galere.
Dal processo breve alla legge sulle intercettazioni, alla modifica della prescrizione, passando per il legittimo impedimento e altro, Marco Travaglio non si è risparmiato un secondo pur di spiegarne dettagliatamente tutti gli effetti devastanti su quel che resta della pace sociale in un paese già diviso come il nostro. Impossibile stargli dietro con carta e penna, a un certo punto anche i miei neuroni si son rifiutati di farsi del male e mi son presa una mezz'ora buona di dolce oblio per evitare pericolosi e sempre più frequenti rigurgiti. Per fortuna la valanga era condita a modo suo, con battute geniali che hanno alleggerito di molto quella marea di informazioni che altrimenti avrebbe annegato qualsiasi soggetto sano di mente.
L'ho trovato più ottimista del solito, ci ha raccontato che in giro per l'Italia ha avuto modo di incontrare un paese che è molto diverso da quello che ci mostra la tv, e di aver capito (anche risultati elettorali alla mano) che non è assolutamente vero che la maggioranza degli italiani è con lui, dunque non tutto è perduto. Poco mi è parso sia rimasto del giornalista spaventato che ho conosciuto più di 10 anni fa, quando a seguirlo nei suoi dibattiti pubblici eravamo ancora in pochi. Che sappia qualcosa che noi non sappiamo?

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