23 maggio 2010

noi, escursionisti forzati della domenica :"(

Da luglio ci toccherà fare gli escursionisti prevalentemente di domenica, come tutti i comuni mortali. Fine delle passeggiate infrasettimanali silenziose ed esclusive, e quasi certamente della mia pace neuronale.
Dopo il primo conato di panico ho subito improntato un piano accelerato di training autogeno.
Dunque, intanto ho ben 6 settimane per ingoiare il rospo e ripetermi il mantra: "va bene anche così, va bene anche così, va bene anche così..." e compiere uno sforzo sovrumano di concentrazione e di autosuggestione galattica per convincermi che dopotutto andare in giro insieme alla massa può avere qualche vantaggio:
- primo, aumentano le probabilità che un orso rognoso e famelico decida di fare colazione con qualche altro escursionista, magari uno di quelli particolarmente chiassoni (però viste le nostre abitudini assai mattiniere rischieremo di essere comunque e quantomeno la prima delle sue colazioni).
- secondo, aumentano le probabilità che un orso, benché rognoso e famelico, al primo accenno di cagnara umanoide preferisca fuggire alla larga a zampe levatissime, al ritmo di "caìn caìn".
- terzo, in caso di incidente aumentano le probabilità che qualcuno ci dia una mano (forse).
- quarto, ci deve pur essere in mezzo alla folla di escursionisti coatti alla moda una piccola percentuale di persone normali con cui valga la pena scambiare uno sguardo (questo è quello che si dice ottimismo finalizzato alla sopravvivenza).
- quinto........ehm......... ??????

(Chissà perché sospetto che già alla prima domenica sovraffollata non ci sarà allenamento spirituale che mi tratterrà dal bestemmiare vivi e morti, e il motivo lo spiega superlativamente questo flash di Bruno Bozzetto dedicato ai turisti italioti).

18 maggio 2010

Lago di barco

Quella intorno a Vermiglio è una zona che ci siamo sempre ripromessi di visitare, e oggi è arrivata l'occasione. Siamo partiti dall'agritur Volpaia con l'intenzione di salire fino ai 1900 m del lago di barco, e grazie alla imbarazzante affabilità di un indigeno che ci ha indicato cortesemente l'inizio del sentiero 205, ci siamo arrivati dopo poco più di 2 ore.


Abbastanza ripido ma non scomodo, eccezion fatta per l'ultimo tratto: tanta la neve che ancora copre il sentiero e i segnali. Abbiamo perso la traccia più volte e ci siamo ritrovati in mezzo alla boscaglia come 2 perfetti vietcong, e se siamo riusciti ad arrivare, e soprattutto a tornare, credo sia stata semplice fortuna. Il laghetto è molto carino, fosse solo per la corolla di cimette imbiancate che lo incornicia.









Ci aspettavamo un cielo più azzurro, e allora si che avrei goduto come un riccio, invece tanta foschia. Pazienza. A proposito di bestiole, a circa metà percorso una saetta sibilante ha attraversato raso terra una radura soffiando e ringhiandoci contro:

un tasso (???) gradasso

Se sapesse quello che ho da dire io sulla presenza molesta degli escursionisti.

16 maggio 2010

mini-festival casalingo dei dolci artistici

Mi son detta che bisogna pur trarre qualche vantaggio da questo allucinante mese di maggio piovoso e freddo. Cosa c'è di meglio allora che approfittarne per continuare a straffogarsi senza timore di stomacare (illusa) ? Pensa e ripensa, mi è venuto in mente di fare una torta, io che non amo particolarmente i dolci. Una bella torta di ricotta al cioccolato, l'ideale per fare colazione e l'unica che mi è sempre venuta benino. Ora francamente non so davvero come sia stato possibile partorire uno sgorbio simile; ci vorrebbe un genio della chimica che mi spiegasse qualcosa sulla fenomenologia delle molecole, perché al momento mi sfugge, mannaggia. Ne ho fatte tante in vita mia di pizze di vacca da brevettare, ma questa è proprio insuperabile:

lavorate di fantasia, gente, lavorate


Forse batte anche l'osceno budino al cioccolato spiattellato dall'husband qualche tempo fa, e di cui ho conservato la foto da guardare durante le peggiori crisi depressive. Ogni tanto la rigiro anche ai bisognosi di svago, o a chi sta tentando con fatica di iniziare una dieta dimagrante.

vomitate, gente, vomitate


Eppure mi sembrava di aver fatto tutto giusto:

300 g di farina
250 g di ricotta dolce
100 g di zucchero (bè, la ricetta diceva 300 g di zucchero, ma a me il troppo dolce dà la nausea...)
70 g di cioccolato fondente a scaglie
30 g di cacao amaro
2 uova intere (la ricetta diceva 3...)
50 g di burro
lievito per dolci

Basta mescolare tutti gli ingredienti e infornare a 180° per 45'. Facile, no?

13 maggio 2010

Stefano Bagnasco al MTSN

L'ultimo incontro al MTSN è stato con Stefano Bagnasco, simpatico fisico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino e membro del Cicap.
Ci ha spiegato come non sempre è facile fare divulgazione scientifica dicendo semplicemente che una bufala è una bufala. Sarebbe meglio fare un discorso un po' più approfondito, e spiegare perché la bufala è una bufala (quindi spiegare qualche concetto scientifico) e come si è arrivati a capire che la bufala è una bufala (e quindi spiegare qualcosa sul metodo scientifico).
Partendo dal classico esempio dell'astrologia, non è sufficiente dire che è una balla: occorrerebbe spiegare anche concetti come la precessione degli equinozi e la forza di marea esercitata dai pianeti, e infine spiegare quali sono gli strumenti che usa la scienza per sperimentare l'attendibilità o meno di un fenomeno (il protocollo cieco per esempio).
Roba si per gli addetti ai lavori, ma non solo. Per spiegare alcuni concetti di fisica non è strettamente necessario essere laureati , occorre casomai leggere, informarsi e studiare qualcosa, per non essere totalmente impreparati.

Con quest'ultimo incontro il cicap TAA si avvicina alle vacanze (si fa per dire); ci attendeno ancora 2 fine settimana al museo con lo stand, poi lo riallestiremo in autunno.
C'è poi la programmazione della giornata dello scettico, prevista per il 17 luglio. Una delle ipotesi è di organizzare uno spettacolo con conferenza ad Arco in una struttura con piscina/bar/ristorante con la collaborazione di Andrew Basso (prestigiatore, escapologo, socio cicap e referente per il cicap TAA).
E poi in autunno si spera di organizzare un altro ciclo di conferenze, sempre al MTSN, magari con personaggi del calibro di Massimo Polidoro e Paolo Attivissimo (l'uno segretario nazionale del Cicap, l'altro giornalista informatico e gran sterminatore di bufale). Due bei tipi che ho già avuto modo di conoscere e apprezzare e che non mi farò sfuggire neanche stavolta.
Intanto io vo' via.

12 maggio 2010

umorismo di sopravvivenza

Non mi capita mai di leggere i giornali online di buon mattino e farmi 4 sonore risate. Questo articolo del mattino.it è riuscito nell'impresa, ma non per le doti umoristiche del redattore, bensì per quelle dei suoi commentatori: il tipo che scrive "io il mare non lo trovo brutto a margellina si vede la sabbia e la gente si fa il bagno e sta bene" meriterebbe un applauso, ma l'ultimo commento in ordine di tempo lo trovo assolutamente impagabile. Benedetti napoletani, quanto mi manca la loro verve.

questa però è Sardegna

9 maggio 2010

Monte Macaion

Le previsioni del tempo davano una pausa per buona parte della giornata di oggi, così appena alzati e constatato che effettivamente non diluvia usciamo di casa a razzo per farci 4 passi in santa pace su per qualche monte. Solo in auto ci accorgiamo che:
1) i miei ricci oggi sono esageratamente impazziti: alcuni contrastano la forza di gravità e si sono avvitati verso l'alto, altri si mantengono in posizione orizzontale come se stessero levitando, tutti si mandano allegramente affanculo l'un l'altro.
2) la testa dell'husband invece sembra un condominio alluvionato di nidi di merlo.
Non ci resta che sperare di non incappare in una pattuglia mattiniera di vigili urbani se no è la volta buona che il test alcolemico non ce lo toglie nessuno.
Fortunatamente dormono tutti.
Riproviamo a salire sul Macaion partendo dal lago Smeraldo.
Lasciate ogni speranza, o voi che vi inoltrate in zona, di trovare qualche cartello che vi indichi i tempi di percorrenza: ce ne sono 2 a distanza ravvicinata all'inizio del sentiero 513 (uno dice 2h 40, l'altro 2h 30), poi basta fin quasi alla cima. Bisogna solo sperare di essere all'altezza delle aspettative e di arrivare secondo l'orario di tabella.
Noi siamo arrivati su dopo 2h 15', ma non perché siamo in forma particolarmente smagliante o perché ci siamo presi qualche beverone energetico; semplicemente usufruiamo dell'effetto dopante che deriva dal terrore di incontrare qualche plantigrado, che da queste parti pare si aggirino volentieri. Sfido anche il più bradipo tra i bradipi a ciondolare serenamente e pigramente sapendo che si può incontrare cotanta bestiolina.



Il tempo è rimasto incerto per tutto il giorno, più nuvole che sole, quindi il tanto decantato panorama dalla cima del Macaion l'abbiamo solo immaginato.

panorama nebuloso


Ecchissenefrega, il percorso è stato piacevole benché faticosino (800 m di dislivello non li facevo dall'estate scorsa) e se non ho potuto ammirare vasti orizzonti ho trovato comunque tante cose carucce anche raso terra. Per esempio tanti bei fiorellini.


anemone epatica (hepatica nobilis)



crocus



crocus

Basta avere occhi e voglia di guardarsi intorno. Io per il momento ho il pane e pure i denti.

7 maggio 2010

Tecniche avanzate di sopravvivenza per habanero

Le sta tentando proprio tutte la cattiva sorte pur di farmi schiattare i germogli di habanero: incursioni vandaliche, cali repentini di temperatura, vento, acquazzoni. Mi mancano le cavallette e il malocchio, e la strage degli innocenti è fatta. Ma io mi son fatta furba e ho adottato tutti i potenti mezzi messi a disposizione dalla tecnologia moderna: ho coperto preventivamente i vasi con dei sacchetti di plastica a cui avevo praticato un foro affinché le piantine non soffocassero, e così son sopravvissute alle ultime intemperie.
Son spuntati tutti insieme: red savina, white, chocolate e i naga (o i gambia, in quest'ultimo vaso ho fatto un bel minestrone). Tutti insieme nel vero senso della parola: anche 15/20 piantine a distanza ravvicinata le une dalle altre.

red savina


chocolate


white


naga o gambia


Tocca sopprimerne tante prima che si strangolino a vicenda, e la cosa mi rode abbastanza, vista l'ansia che ho patito per mesi nell'attesa che spuntasse qualcosa.
Lo scorso anno di questi tempi le piantine erano molto più grandi e sono arrivata ad avere un unico peperoncino commestibile solo a fine estate . Quest'anno temo di combattere contro gli afidi e l'afa per nulla, e di trovarmi senza più nemmeno un semino per l'anno prossimo. Senza contare che se non arrivano a fare frutti possono essere scambiate da occhi sospettosi e indiscreti per piante di marjuana, e io rischio di trovarmi per casa una squadra antidroga in assetto da guerra dalla sera alla mattina. Vaglielo a spiegare poi che io mi coltivo quella roba a scopi culinari e sono una persona seria e onesta; se non mi arrestano per detenzione illecita di armi non convenzionali mi internano in qualche clinica psichiatrica per abuso di sostanze disumane.
Si annuncia una pessima annata per il mio palato a queste latitudini.
(e per la serie "c'è sempre qualcuno più fulminato di te", guardate in India che son capaci di fare).

5 maggio 2010

Un brindisi alla Trattoria Cognento

Eravamo 3 giovani fanciulle che ogni tanto infestavano i locali notturni della città in inverno e i chioschi sul litorale in estate. Perse nei rispettivi rocamboleschi traslochi, ogni tanto ripensavo a loro rassegnata a non rivederle più, finché la più intraprendente delle 3 (non a caso di origini napoletane) tanto si è ingegnata che è riuscita a ritrovarmi dopo ben 13 anni, e a ricostituire per un giorno il terzetto, partendo praticamente da zero.
Quando si rivedono vecchie amicizie dopo lunghi periodi sorge sempre un atroce timore: e se non si va d'accordo con il coniuge dell'altro? e se i rispettivi consorti non vanno d'accordo tra loro? Non sarebbe la prima volta che capita una cosa del genere, so bene che per questi ipotetici dissapori si rischia di perdersi ancora un'altra volta e magari nel peggiore dei modi. A noi bastano 10 minuti per capire che invece sarà una giornata memorabile, perché l'unico scopo nostro è stare bene e godere della reciproca compagnia.
Abbiamo brindato al ricongiungimento sabato scorso alla trattoria Cognento di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio, con 3 bottiglie di vino rosso della casa, ravioli alla zucca, risotto alla pilota, vassoi colmi di gnocchi fritti, tigelle e affettati misti, ciotole di lardo, crescenza e gorgonzola, tagliate all'aceto balsamico, sorbetti e dolci ipercalorici, e chissenestrafrega se tra un mese in spiaggia faremo un po' schifo.

ravioli di zucca ( perfetti )


risotto alla pilota ( gnammi )


Rosso Tirelli


gnocco fritto


zuppa inglese ( gnammi )


Tutto fatto a mano in loco, dai ravioli ai dolci; inimmaginabile carpire qualche segreto. L'unica cosa che so per certo è che la sfoglia della pasta è fatta senza l'ausilio di alcun macchinario, per cui ne deduco che la sua particolare consistenza sia dovuta forse al calore che le mani trasmettono al prodotto durante la preparazione. Almeno credo, a meno che non esista la magia.

Rientrare a Trento è stato piuttosto angosciante e confortante allo stesso tempo; angosciante perché ancora una volta mi sono resa conto che amicizie così gratificanti e di questo livello è molto difficile instaurarle con persone del posto.
Confortante perché ancora una volta mi sono resa conto che la colpa di questo limite non può essere solo mia.
In occasioni come queste ci viene una voglia lancinante di fare le valigie e fuggire; poi ci passa: il resto degli italiani, tutto sommato, non è così lontano.

2 maggio 2010

Marco Travaglio

Metti Marco Travaglio una sera a Bolzano ed è subito caos allegro. L'Italia che non ne può più di una classe politica nauseabonda è disposta a superare una prova molto dura pur di esprimere ad un giornalista serio ed onesto tutto il suo tifo da stadio. Eravamo una marea caotica ma civile venerdì sera nell'aula magna dell'istituto Galilei; mai vista una sala gremita così all'inverosimile neanche ai tempi della rassegna "Lavaronestate: un lago, un libro" del buon Claudio Sabelli Fioretti. Gente che è rimasta 3 ore in piedi ad ascoltarlo ed applaudirlo. Tanto è durata la chiacchierata che aveva come oggetto il suo libro "Ad personam"; un elenco pignolo e dettagliato di tutte le leggi laide che soprattutto la tragedia psichiatrica nazionale, o il collezionista di reati (come l'ha simpaticamente definito) si è fatto su misura per evitare la sua degna fine naturale, ossia un'adeguata cella delle patrie galere.
Dal processo breve alla legge sulle intercettazioni, alla modifica della prescrizione, passando per il legittimo impedimento e altro, Marco Travaglio non si è risparmiato un secondo pur di spiegarne dettagliatamente tutti gli effetti devastanti su quel che resta della pace sociale in un paese già diviso come il nostro. Impossibile stargli dietro con carta e penna, a un certo punto anche i miei neuroni si son rifiutati di farsi del male e mi son presa una mezz'ora buona di dolce oblio per evitare pericolosi e sempre più frequenti rigurgiti. Per fortuna la valanga era condita a modo suo, con battute geniali che hanno alleggerito di molto quella marea di informazioni che altrimenti avrebbe annegato qualsiasi soggetto sano di mente.
L'ho trovato più ottimista del solito, ci ha raccontato che in giro per l'Italia ha avuto modo di incontrare un paese che è molto diverso da quello che ci mostra la tv, e di aver capito (anche risultati elettorali alla mano) che non è assolutamente vero che la maggioranza degli italiani è con lui, dunque non tutto è perduto. Poco mi è parso sia rimasto del giornalista spaventato che ho conosciuto più di 10 anni fa, quando a seguirlo nei suoi dibattiti pubblici eravamo ancora in pochi. Che sappia qualcosa che noi non sappiamo?