22 aprile 2010

ops! Stefano Oss

Questo bravissimo conferenziere che lavora in qualità di docente al dipartimento di fisica dell'università di Trento, è anche, fortunatamente per noi, presidente del neonato gruppo locale del Cicap e dunque colui che ci mette la faccia più di tutti, in quanto effettivo rappresentante e portavoce; e devo dire che meglio di così non ci poteva proprio andare, anzi, dubito che altri gruppi locali possano vantare di più.


Appassionato di astronomia e storia dell'astronautica ha spiegato, con linguaggio abbastanza tecnico ma comprensibile, quali sono grosso modo le leggi della fisica che hanno consentito all'uomo di sollevarsi da terra per arrivare prima in orbite via via più alte e poi allo sbarco sulla luna e oltre. Quello del linguaggio da utilizzare durante gli incontri divulgativi è un problema molto serio per chi vuole diffondere la cultura scientifica tra i non addetti ai lavori, ed è la vera prova del 9 di tutti gli insegnanti, secondo me; perché son quasi tutti bravi a studiare e laurearsi, ma condividere il proprio sapere con altri riuscendo ad accendere curiosità e piacere è di pochini, e Stefano è uno di questi. Concetti come "la caduta che non finisce mai" per spiegare le orbite dei satelliti, o la sottile differenza tra assenza di peso e assenza di gravità e l'equazione di Tsiolokowskji li ho recepiti anch'io che di fisica so meno di zero (ma non mi azzardo a scriverne un resoconto perché non saprei come maneggiarli).
Mi meraviglio sempre di quante poche persone sappiano apprezzare argomenti di questo genere, che solo apparentemente sono asettici; dentro la storia dell'astronautica (e della ricerca scientifica in genere) ci sono invece uomini e donne umanissimi, animati da una passione che deve essere davvero smisurata per arrivare a concepire strumentazioni così sofisticate e rischiare la propria vita per amore della conoscenza, da cui alla fine bene o male traiamo vantaggi tutti. Meritano tutta la nostra gratitudine.

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