11 aprile 2010

incontro con Bruno Tinti

L'ex procuratore aggiunto Bruno Tinti ha intrattenuto ieri sera un centinaio di persone alla sala rosa del palazzo della regione di p.zza Dante. Invitato dall'associazione Trentoattiva, ha parlato per ben 2 ore e mezza di come vede lui l'attuale situazione politica e sociale italiana e di quale potrebbe essere l'evoluzione.
Non è uno che le manda a dire, che fa giri di parole o che cerca di non drammatizzare; tutt'altro: fa nomi e cognomi, cita a memoria leggi e provvedimenti che lentamente erodono la democrazia, auspica apertamente la nascita di un comitato di liberazione nazionale, come quello nato nel 1943 per liberare l'Italia dalle truppe nazi-fasciste. Precisando però che l'Italia di oggi non si trova nella stessa situazione del '43 ma piuttosto in quella del '25, quando il partito di Mussolini prese legalmente il potere modificando alcune leggi che gli permettessero di fare ciò che prima era illegale.
Roba da alzarsi ed infilarsi nel primo bar ad alcolizzarsi fino al coma etilico.
Interrogato da una signora che gli chiedeva un parere sui troppi silenzi del presidente della repubblica che dovrebbe essere garante della costituzione e di un certo rispetto istituzionale, ha parlato apertamente di paura; secondo Bruno Tinti, c'è il timore che contraddire troppo duramente una maggioranza di governo capitanata da un individuo di tal fatta potrebbe scatenare una qualche reazione spropositata che potrebbe anche sfociare in tragedia nazionale. Personalmente condivido l'opinione di Tinti e l'ipotetico timore presidenziale, ma se l'alternativa è lasciar fare, come si fa con i pazzi che è meglio non provocare, forse una botta in testa per svegliare un po' di gente è davvero meglio.
Non vede soluzioni all'orizzonte ma incita alla resistenza, perchè tolta questa resta il nulla. Ognuno faccia la sua parte, questo è l'eterno sunto degli incontri di questo genere, mai delegare ad altri, informarsi, faticare, perchè nulla è dato per scontato e i diritti acquisiti in passato vanno esercitati e mantenuti. Aggiungo io, senza criminalizzare quanti si arrendono, magari impegolati in altri problemi di sopravvivenza quotidiana, perchè contrastare certa mentalità arrogante è logorante e non si può umanamente pretendere che tutti se la sentano di sacrificare ad oltranza parte della propria sanità mentale.
Chiacchierata a tratti deprimente, a tratti divertente, anche perchè il tipo è fine pensatore, colto e raffinato senza essere snob.
Pubblico piacevolmente giovane, reattivo, educato, intelligente, insomma confortante abbastanza da non uscire dalla sala pensando di aver sprecato oltre due ore. E convincendomi ulteriormente che è più auspicabile morire depressa che diventare cinica.

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