19 marzo 2010

Trivelle in val Campelle

Partiti da Trento con una bigia foschia, direzione boh? ma si, proviamo in val campelle. Una passeggiata tranquilla tranquilla e serena serena. Siamo stati premiati perchè almeno lì per un paio d'ore il cielo si è aperto e la giornata è sembrata normale.


Zero bipedi, caprioli e scoiattoli già all'erta e caldo malato. Se in prossimità delle malghe io stessa ho cominciato a "sbucciarmi" doveva essere proprio una temperatura scandalosa. I miei pur abbondanti 50 sigh kg mi hanno permesso di non sprofondare troppo nella neve, mentre l'husband ha tracciato il percorso di buchi assolutamente antiestetici. Gli ho chiesto scherzosamente se stesse cercando petrolio o se avesse intenzione di compiere un carotaggio per studiare il clima di epoche passate; mi ha fulminata con una risposta talmente articolata da essere irriferibile persino da me. Non ci sono più i signori di una volta.


A proposito di peso e diete, per l'occasione ho rispolverato una vecchia ricetta che mi ha accompagnata in tante camminate: gli onigiri giapponesi.


Ricordo che gli amici nipponici una volta, durante un'escursione insieme, tirarono fuori dai loro zainetti queste piccole palline di riso al tonno, al salmone e ai funghi, buonissime e leggere. Ovviamente ho voluto imparare il procedimento, che è un po' lungo.
Grosso modo: si cuoce il riso a vapore insieme ad un pezzo di alga, poi una volta raffreddato lo si aromatizza con aceto di riso, ci si infila il tonno sminuzzato, o il salmone o quello che si preferisce, si fanno delle palline da avvolgere nel cellophane e la benzina da escursioni è pronta. La principale pecca è che avvolgere ogni singola pallina nella pellicola, oltre ad essere scocciante, è anche poco ecologico. Sarebbe forse molto più politically correct tagliare un panino e imbottirlo a piacere, ma questo per me una volta ingerito si trasforma in un'autentica zavorra capace solo di accentuare la mia già innata predisposizione alla narcolessia.

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