28 marzo 2010

Roma, toccata e fuga

Uno stacco abbastanza fuori programma mi ha riportata a Roma, un anno e mezzo esatto dopo il mio ultimo soggiorno. Ci voleva un po' di sano e normale caos.
E' l'unica grande città in cui mi muovo a mio agio, mi destreggio con autobus e metropolitana come se non avessi fatto altro in vita mia, e la fiumana di persone e auto che la attraversa ogni giorno non mi irrita, anzi. Se esistesse la reincarnazione giurerei di aver vissuto le mie precedenti esistenze proprio a Roma, talmente mi ci trovo bene. L'ho trovata forse un po' più sporca rispetto all'altra volta, ma i romani per fortuna son sempre gli stessi: gentili, chiacchieroni, di larghe vedute, rotti a tutto, talmente sicuri di sé da non temere confronti con nessuno.
Lost in Trastevere. Abbiamo eletto il quartiere di Trastevere a nostra meta preferita, dove poter passeggiare liberamente, fare 4 chiacchiere con le persone che hanno la fortuna di abitarvi e dove mangiare bene e abbondante. Qualche esempio di come ci hanno trattati:

la nostra seria colazione giornaliera: torta, biscotti, fette biscottate, burro, marmellata, capuccino, yogurt, succo d'arancia. Burp!


spaghetti all'amatriciana (a occhio direi 120 g)


spaghetti cacio e pepe (qui andiamo sui 130g)


gnocchi al pesto (idem)


maiale alla trasteverina (filetti belli spessi)


verdure grigliate (gnammi)


Queste sono le porzioni trasteverine, adatte a chi ha passato l'intera giornata a zonzo e si ritrova la sera con una fame da lupi addosso e vuole mangiare davvero, non perdere tempo. E i prezzi per una cena composta da primo, secondo, contorno, pane, acqua e birra/vino variavano da 33 euro a 50 euro (per 2 persone, non a testa).

Ci siamo dedicati a esplorare un po' le zone fuori dal centro, come le terme di Caracalla e la via Appia antica, con le sue catacombe, la basilica di S. Sebastiano, il mausoleo di Cecilia Metella, la villa di Massenzio e la villa dei Quintili.

Ecco da dove veniamo. Solo un genio poteva ideare cose così: terme di Caracalla, maestose


mausoleo di Cecilia Metella

villa dei Quintili


statua di Zeus, museo villa dei Quintili


Villa di Massenzio

Alla fermata dell'autobus un tipo mi chiede qualche informazione in un inglese non propriamente canonico: oddio, non ho capito un accidenti. Altri turisti gli vanno in soccorso e, a giudicare dalla faccia soddisfatta, gli spiegano quello che vuol sapere. Io mi sento umiliata e anche l'husband mi guarda deluso. Ma poco dopo, in zona catacombe, mi prendo una bella rivincita: un bel guaglione assolutamente very british domanda informazioni, e questo non solo lo capisco ma riesco anche a spiegargli come arrivare in S. Giovanni in laterano. Ecco cosa significa aver studiato l'inglese della zona londinese: qualsiasi altro accento è pari all'arabo.

Vermi giganti non possono che creare polli giganti. Ma l'husband ha un'altra idea rispetto alla teoria evolutiva: i polli non son diventati giganti mangiando vermi giganti, son diventati giganti per non essere sbranati dai vermi giganti. A noi gli intellettualoidi de sinistra ci fanno un baffo.

lombricone sulla Appia antica


Superpolli sulla Appia antica


Comunque non ho disdegnato per nulla passeggiare anche per il centro di Roma, dove ho trovato il mitico gattile di piazza Argentina.

un signor gattazzo di l.go Argentina


il gatto del B&B, semplicemente bello


Il senatore-avvocato-imputato-condannato vende casa? Ci sto pensando..

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