17 febbraio 2010

Incontri casuali a Castelfondo

Uno dei motivi principali che ci hanno convinti, anni fa, a decidere di restare in Trentino è che in qualsiasi località tu sia basta davvero poco per uscire dal mondo e staccare. Se la calca e il caos martellano sui neuroni è sufficiente avere tempo e curiosità a disposizione, ed è subito pace.
Ci siamo avventurati, non per la prima volta in verità, dalle parti di Castelfondo, nell'alta val di non, alla ricerca di un locale carino per portarci a pranzo una coppia di cari amici emiliani prossimi a venire (e attesissimi). Avevamo pensato di portarli al rifugio Arnika, per poi fare una tranquilla passeggiata digestiva nei paraggi, così siamo andati a vedere com'era la situazione stradale; non un granchè, stradine strette e ghiaccio a sufficienza per mettere in difficoltà la loro auto da pianura. Al rifugio non ci siamo nemmeno arrivati.
E' già pomeriggio, però una strada forestale laterale attira la nostra curiosità. E' in salita, ma "andiamo su giusto 5 minuti, siamo anche in astinenza da troppo tempo, una passeggiata ci vuole, e poi un ristorante per Vittoria e Luca lo possiamo sempre cercare con calma dopo". Questa stradina non è segnata sulla carta, ma credo che siamo alle falde del monte Ori.
I 5 minuti son diventati un'ora abbondante, come sempre ci capita quando ci diciamo "facciamo giusto 4 passi". E' che quando cominciamo a camminare, soprattutto in un posto silenzioso e solitario, perdiamo la cognizione del tempo.
Incontriamo 2 caprioli per nulla spaventati alla nostra vista, e abbiamo pensato a come è troppo facile per un cacciatore impallinarli. Mi sento sempre molto orgogliosa quando un animale selvatico non ci schifa e resta tranquillamente al suo posto; finalmente un essere vivente che intuisce che non siamo né pericolosi, né farabutti. Anche Jurka e la sua prole, incontrati 4 anni fa sul Peller, restarono pacificamente a guardarci (troppo) a lungo, ma in quel caso a non essere per niente serena fui proprio io.
Scendiamo che il sole è già tramontato, sotto la neve c'è ghiaccio e il rischio di arrivare all'auto sul fondoschiena è concreto. Io, per esorcizzare la probabile figura di triglia, comincio a ridere ancora prima di scivolare, e l'husband che mi precede si gira e mi fa "che ridi, sei per caso caduta di nascosto? fammi toccare il c##o, devo vedere se è bagnato" e dal quel momento in poi si apposta in attesa del momentone. E questo è il marito insostituibile che mi merito.

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