7 gennaio 2010

Il silenzio degli habanero

Come mi ero ripromessa, 30 giorni fa ho seminato 4 varietà di habanero in vaso sperando di portarmi avanti col lavoro ed avere i peperoncini almeno per l'estate. A distanza di un mese questo è il risultato:

niente, nulla, nichts, rien, nothing, nada, azz

Intuisco vagamente che col gelo di questi ultimi tempi i semini siano ibernati da qualche parte sotto terra e da lì temo che provengano dei sonori pernacchioni ogni volta che mi avvicino a scrutarne le viscere. In compenso mi son riempita le 4 mura domestiche di un bell'allevamento di moscerini drone, invisibili all'udito e all'occhio tranne quando mi ballano sfacciatamente il flamenco proprio davanti al naso. Con ipocrisia pelosa sono andata a recuperare un ragnetto che avevo sfrattato fuori sul balcone solo pochi giorni fa, e l'ho appostato vicino ai vasi, confidando che la catena alimentare facesse il suo corso. Sparito. Secondo me se lo sono pappato. Quando però ho visto una flotta di moscerini planare intorno a Mirò, manco fosse una carogna, ho perso davvero la pazienza;

lui è solo un piccolo peluchino inerme, e che diamine

Allora ho deciso di scendere direttamente in campo ad armi sguainate: gli intramontabili palmi delle mani . Che scornacchiamento. Mi consolo col rosmarino, morto e resuscitato ben 2 volte nel corso degli ultimi 14 mesi: la prima morte risale alle nevicate di fine 2008, che lo seppellirono e congelarono per una settimana. Riuscii a recuperarlo appena prima di andarmene al mare. Quando tornai in luglio trovai un bonsai spettrale totalmente rinsecchito da scenografia horror. Ebbene, l'ho resuscitato una seconda volta e ancora adesso cresce e mette fuori nuovi rametti in continuazione. Di sicuro non mi mancherà di che aromatizzare gli arrosti. Almeno spero.

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