13 gennaio 2010

Come affogare in mezzo metro di neve

Che chiavica di giornate da 10 giorni a questa parte. Appena svegli e subito constatato che nulla è cambiato rispetto ai giorni scorsi decidiamo di evacuare lo stesso, perchè a questo punto tutto è meglio pur di non restare in città. In effetti in val calamento il cielo è nuvoloso ma non così basso da far venire un broncospasmo; e poi almeno c'è neve come si spetta e soprattutto non c'è anima viva. Questo è uno dei vantaggi di chi lavora a turno: non essere costretto ad intrupparsi insieme a tutti il sabato e la domenica e stressarsi anche nei giorni di riposo.
Non ci azzardiamo ad avventurarci chissà dove, andiamo solo fino alla malga cagnon. Sarà che l'ho fatta tante volte, fatto sta che vado tranquilla e sbadata com'è mio solito, fino a quando non mi ritrovo misteriosamente mezzo metro al di sotto del livello del manto nevoso e con la faccia in mezzo alla neve. E vai che ho inaugurato un nuovo trend: la scivolata in avanti e in salita, contro ogni legge di gravità e senza nemmeno prendere la rincorsa. Roba corroborante, mica le solite scivolate da escursionisti/ciaspolatori/scialpinisti dozzinali e delle mie ghette, che al massimo atterrano sul fondoschiena.Tsè, parvenus. Vuoi mettere, atterrare sulla faccia.
Mi è andata bene che non sono andata a finire su quei mucchietti di neve ingiallita che si trovano spesso ai lati dei sentieri, di organica e umanoide provenienza, presumo. L' husband con cui sempre mi accompagno ha avuto anche lui la solita dozzinale reazione: grassissime risate sonore e lacrimose, per poi avvicinarsi e sussurrarmi pseudo-amorevolmente "ma come cacchiuzz hai fatto, non l'ho mica capito", come se cercasse ancora una spiegazione logica alle mie cadute fantozziane. "E che ne so" (risposta in versione opportunamente spurgata delle parti più scurrili). Il tempo di spazzolarmi la neve dalle orecchie e rieccolo: "Sembri Dick Dastardly che avanza balzellon balzelloni". Sempre più solidale e livello culturale alle stelle.
Alla prima occasione ho approfittato dei minuscoli atomi di neve che scendevano per proporre una decorosa ritirata, perchè sotto sotto odio dare soddisfazione e argomenti all' husband in agguato e sempre pronto a sbrindellarsi alla faccia mia (e che fortunatamente non aveva macchina fotografica a portata di zampa). Però la mia otite lancinante adesso la sopporta anche lui.

Ragno delle nevi. Fa piacere ogni tanto sapere che non sono l'unico essere vivente fuori luogo.

2 commenti:

  1. "Che chiavica di giornate da 10 giorni a questa parte."

    Come sarebbe a dire?! :) C'è stata anche la riunione in questi 10 giorni, guarda che faccio pubblicità al tuo blog, occhio... ;)

    A presto cara... :))

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  2. Carissima :-)) mi riferivo al colore del cielo....come tu ben sai, i rettili come me sono elio-dipendenti :-(
    Lo so che ci siamo rivisti tutti pochi giorni fa e che quello si che è stato un bel momentone :-).
    Ciao, ci vedremo alla mostra :-))...

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