29 dicembre 2009

Monte Macaion (magari)

Cercando un posto tranquillo per fare una passeggiata non pericolosa la scelta è caduta su questo percorso che sulla carta pareva tanto abbordabile. Ma si, si parte dai quasi 1000 m del lago Smeraldo e per arrivare ai quasi 1900 del monte Macaion cosa vuoi che ci voglia? 2 ore al massimo. E poi il percorso è indicato anche per la mountain-bike, significa che è bello comodo comodo. Non fa neanche troppo freddo, "solo" 6 gradi sotto zero. Dopo 10 minuti sul sentiero 513 arriva la prima sberla:

oopss! 2 ore e 40! a chi?


ancora?

Ma si, continuiamo, quando ci siamo stancati torniamo indietro, tanto non dobbiamo rendere conto a nessuno.
Il posto è niente male, c'è tanta bella neve.

Un mare di neve.

Tanto bel ghiaccio, anche.

Una pista di ghiaccio.


Adatta ai pattinatori, ai ramponi e ai possessori di airbag posteriori. Non per me, di sicuro.

Per arrivare a questa casina di eremiti avremo fatto si e no 600 m di dislivello.


Ma la neve cominciava ad essere un po' troppo alta, e a me non è che ne serva molta per sprofondare fino alle ascelle. E poi 2 ore e 40 sulla neve in salita non le ho mai fatte e non avevo voglia di cimentarmi oggi. Così, capolinea e dietrofront.

25 dicembre 2009

I lettori che mi merito

ATTENZIONE: LA LETTURA DI QUESTO POST E' CALDAMENTE SCONSIGLIATA A CHI NON HA SENSO DELL'UMORISMO

Mentre milioni di persone celebrano l'anniversario della nascita del loro dio, io celebro un funerale: quello della privacy del mio blog. Poi che non sono originale. Tsé.
Quando il contatore mi segnalava visite provenienti da Trento e dintorni ho temuto di essere entrata nelle ossessioni di una banda di psicotici particolarmente disturbati, o nel mirino di qualche sezione locale di qualche lega.
Peggio.
I componenti del neonato gruppo locale cicap, chissà come, mi hanno scovata e adesso razzolano impuniti tra le pagine del mio blog; e qualcosa mi dice che anche altri soci da fuori regione vengono qui a farsi 4 grasse risate. Ecco cosa succede ad accompagnarsi con internauti, professoroni, prestigiatori e magari anche hackers.
Ora, c'è tanta gente che spreca energia a dire e scrivere idiozie, ed io son qui per dimostrarlo, ma questi se la tirano da snob e non mi lasciano neanche un salutino. Dai, scrivete un'idiozia anche voi, per esempio il vostro nome :-))
Orsi geneticamente non manipolati che non siete altro.
Comunque auguro loro vivamente che qualcuno li spii dal buco della serratura mentre sono in una toeletta pubblica a braghe calate, così intuirebbero come mi sento io da qualche giorno a questa parte.

UÈÈ, SO CHE SIETE SVEGLI DUNQUE SPERO CHE ABBIATE COLTO IL TONO ASSOLUTAMENTE SCHERZOSO DI QUESTO POST - (IN ATTESA CHE UNA SCABBIA COLGA VOIALTRI).

22 dicembre 2009

A cena con il Cicap TAA

Alcuni dei soci fondatori del locale gruppo Cicap si sono incontrati ieri sera per una tranquilla cena in compagnia. Su questo bel gruppo composto da iniziali perfetti sconosciuti non avrei scommesso un centesimo bucato, e mai come in questa occasione son stata così contenta che la realtà abbia sbertucciato il mio pessimismo.
Tutto è cominciato una sera di marzo a Bolzano. Massimo Polidoro parla davanti a una trentina di persone nell'aula magna dell'Università Popolare delle Alpi Dolomitiche. Qualche ignaro futuro socio fondatore è già lì, seduto affianco ad altri ignari futuri soci fondatori. E' Massimo Polidoro a metterci in contatto gli uni con gli altri, e lo fa invitando tutti gli interessati alla costituzione del gruppo locale a comunicarglielo privatamente. Dopo un confuso giro di mail tra sconosciuti arriva il primo incontro, per guardarsi in faccia e negli occhi; poi arriva il secondo incontro, per parlarsi; il terzo incontro tutti a casa mia, ad assegnare le cariche e a firmare l'atto costitutivo. Incredibile. Alcuni di loro non li vedevo proprio da quella storica sera di settembre in cui abbiamo formalizzato la nostra unione; qualcun altro non lo vedevo dal convegno del Cicap nazionale di ottobre ad Abano Terme. Quindi è stato davvero con grande piacere che ieri sera ho incontrato di nuovo il nocciolo duro del gruppo.
Poteva fermarci la prima consistente nevicata sulla città e sulla regione? Per niente. E potevamo scegliere un ristorantino comodo e facilmente accessibile? Non sia mai. Sfidando meteo e buonsenso ci siamo dati appuntamento al ristorante "Lillà" di Terlago.
Avremo dovuto parlare di cose importanti; prima di tutto la realizzazione di un filmato sull'illusione ottica che caratterizza la famosa salita-discesa del comune di Montagnaga, e poi la nostra prossima imminente collaborazione col museo tridentino di scienze naturali, ottima vetrina per presentare ufficialmente il gruppo alla popolazione locale. Ha prevalso lo spirito goliardico, o cazzeggio, per usare un termine più consono, e già è tanto se alla fine ne siamo usciti sobri.
Presenti: il presidentissimo Stefano. A vederlo non si direbbe, ma è docente di fisica presso la locale facoltà. A lui spetta tenere alta la bandiera della razionalità in regione, possibilmente senza offendere nessuno.
Sara, la nostra incrollabile coordinatrice. La sua innata avversione per le baggianate di qualsiasi stampo la rende forte e tenace. Invidio la sua caparbietà, senza la quale il gruppo non sarebbe mai decollato. Non a caso Massimo Polidoro affidò a lei il delicato compito di contattarci per dare inizio all'avventura.
Francesco, il nostro web master, giovane professore di matematica che tra un impegno di lavoro e uno di famiglia è riuscito a mettere su un sito e un forum dignitosi, sempre in evoluzione.
Vittorio, anche lui con le mani in pasta nella locale facoltà di fisica, cacciatore di eclissi e membro della Susat. La sua smandolinata finale è stata apprezzata, e quando dico smandolinata intendo dire che si è portato seriamente il mandolino dietro e su mia richiesta ha suonato qualche nota di Tammuriata nera (Nuova Compagnia di Canto Popolare). Con lui abbiamo ipotizzato la micidiale escursione al lago di Lares per l'estate prossima.
Ilaria, giovane studentessa della facoltà di fisica, nostra tesoriera fidata.
Michele, ricercatore universitario all'IRST, cacciatore di eclissi, gran conoscitore di una miriade di congegni tecnologici che non oso nemmeno nominare; scopro soltanto ieri sera che condividiamo la passione per gli habanero. Evviva!
Marco, già membro del Gruppo Astrofili di Fiemme, mente ed elaboratore dello statuto e dell'atto costitutivo.
Paolo, non ancora socio ma simpatizzante, professore di fisica in una scuola superiore.
E poi l'husband, che rifiuta le cene con i suoi colleghi adducendo sempre svariate e improbabili scuse, ma che con questo gruppo pare trovarsi a suo agio. Il presidentissimo Stefano, estimatore delle spiritosaggini e delle battute argute, ha trovato in lui argine e pane per i suoi denti.

La pizza non era male, il servizio ottimo, il prezzo direi quasi irrisorio. O hanno sbagliato a prepararci il conto o ci hanno fatto qualche sconto promozionale. Zitt zitt ce ne siamo andati con la promessa di rivederci quanto prima.

17 dicembre 2009

Malga Lavazzé

Ci volevano immagini come queste per rasserenarmi. Per catturarle son dovuta salire alla malga Lavazzé (1639 m), nell'alta val di Non, salendo per il sentiero 134 che parte dalla località Fontane (1099 m), nel comune di Mocenigo Rumo.


2 belle cimette di cui ignoro il nome

Con una temperatura infame: 9 gradi sotto zero alla partenza, e 6 gradi sotto zero al ritorno: al limite del suicidio. Come ho fatto a non schiattare non lo so. E' stata la prima vera passeggiata sulla neve di questa stagione, e ci è andata bene, perchè siamo andati un po' all'avventura, non essendo mai stati prima in questa zona. Non c'era nessuno, e così siamo potuti serenamente regredire allo stato infantile sguazzando e rotolando nella neve senza vergogna. Da tornarci.

Torrentello ghiacciato lungo il sentiero 134


Entrata della malga


Ulteriori percorsi (per chi ha ancora fiato)

12 dicembre 2009

L'insostenibile pesantezza dell'idiota

Per quanto uno si allontani dal manicomio in cerca di pace, si imbatte comunque nei simboli inequivocabili del troglodismo moderno che costringono a ricordare sempre con quale razza di quadrumani tocca condividere il pianeta. Non c'è scampo.
Psicologicamente sarei molto curiosa di studiare la miseria mentale di certi individui, ma mi fermano sempre le sante parole del buon Nietzsche: "chiunque debba combattere contro i mostri dovrebbe stare attento a non diventare un mostro egli stesso; perchè quando scruti dentro l'abisso, l'abisso scruterà dentro di te".
Può succedere effettivamente che una volta familiarizzato con il troglodismo ci si faccia il callo o, peggio, ci si prenda gusto e ci si convinca che è una buona scelta. Allora una sana distanza, non solo più fisica ma anche soprattutto mentale, è la fuga migliore. Tutta salute guadagnata.
Durante l'ultima passeggiata in val Genova ho dovuto vedere ancora una volta i risultati degli atti vandalici ai danni della segnaletica.



ex segnaletica val genova 11/12/09


ex segnaletica val genova 11/12/09


ex segnaletica val genova 11/12/09


ex segnaletica val genova 11/12/09


C'è chi è evoluto e sa esprimersi con parole, immagini, suoni, invenzioni e silenzi; altri poverini sono ancora azzavorrati all'era del giurassico e non hanno strumenti così avanzati per ribadire la loro esistenza. Non gli si può augurare nulla di peggio che restare fermi così come sono, in attesa dell'estinzione.

Bisogna alzare gli occhi da terra per respirare.

Poca neve in giro. Scopro che il sentiero per il lago di Lares è chiuso da un bel po' di mesi causa inagibilità di un ponte. Così ho smesso di pentirmi di non essermi alzata all'alba di un luminoso giorno di agosto per compiere questo percorso che, lo so, sarà la mia tomba e l'ultimo della serie.

9 dicembre 2009

Volemose male

Ho dovuto soffocare l'orso che è in me per costringermi a fare quello che non avevo mai osato finora: gettarmi, in pieno ponte dell'immacolata, in quella zona di caccia per antropologi che è il centro storico cittadino con annesso mercatino di natale . Una folle folla davanti alla quale sarebbe indietreggiato persino il più depravato dei maniaci sessuali in pieno estro. Cosa non si fa per accontentare gli amici.
Come sempre, ogni qualvolta mi costringo a fare qualcosa contro natura il mio unico agguerrito neurone superstite mi presenta il conto; in questo caso una provvidenziale vertigine associata a rimbambimento ha convinto tutti che era meglio catapultarsi fuori dal girone infernale. Ma solo per trascinarmi verso altre bolge: castello del buonconsiglio e pranzo al pedavena. Il castello lo conosco ormai a memoria ma la mostra sull'Egitto avrei gradito studiarmela con calma; invece, con tutta quella gente tra le balle, ho ammirato una beata mazza. Tramortita da quella fiumana pazzesca di gente ho pensato con rammarico che in quel preciso momento avrei potuto essere in una sala operatoria, sotto anestesia generale. Non male come alternativa. Intanto faccio pace col mondo somministrandomi una delle mie cure preferite: Gabin Dabiré.