29 dicembre 2009

Monte Macaion (magari)

Cercando un posto tranquillo per fare una passeggiata non pericolosa la scelta è caduta su questo percorso che sulla carta pareva tanto abbordabile. Ma si, si parte dai quasi 1000 m del lago Smeraldo e per arrivare ai quasi 1900 del monte Macaion cosa vuoi che ci voglia? 2 ore al massimo. E poi il percorso è indicato anche per la mountain-bike, significa che è bello comodo comodo. Non fa neanche troppo freddo, "solo" 6 gradi sotto zero. Dopo 10 minuti sul sentiero 513 arriva la prima sberla:

oopss! 2 ore e 40! a chi?


ancora?

Ma si, continuiamo, quando ci siamo stancati torniamo indietro, tanto non dobbiamo rendere conto a nessuno.
Il posto è niente male, c'è tanta bella neve.

Un mare di neve.

Tanto bel ghiaccio, anche.

Una pista di ghiaccio.


Adatta ai pattinatori, ai ramponi e ai possessori di airbag posteriori. Non per me, di sicuro.

Per arrivare a questa casina di eremiti avremo fatto si e no 600 m di dislivello.


Ma la neve cominciava ad essere un po' troppo alta, e a me non è che ne serva molta per sprofondare fino alle ascelle. E poi 2 ore e 40 sulla neve in salita non le ho mai fatte e non avevo voglia di cimentarmi oggi. Così, capolinea e dietrofront.

22 dicembre 2009

A cena con il Cicap TAA

Alcuni dei soci fondatori del locale gruppo Cicap si sono incontrati ieri sera per una tranquilla cena in compagnia. Su questo bel gruppo composto da iniziali perfetti sconosciuti non avrei scommesso un centesimo bucato, e mai come in questa occasione son stata così contenta che la realtà abbia sbertucciato il mio pessimismo.
Tutto è cominciato una sera di marzo a Bolzano. Massimo Polidoro parla davanti a una trentina di persone nell'aula magna dell'Università Popolare delle Alpi Dolomitiche. Qualche ignaro futuro socio fondatore è già lì, seduto affianco ad altri ignari futuri soci fondatori. E' Massimo Polidoro a metterci in contatto gli uni con gli altri, e lo fa invitando tutti gli interessati alla costituzione del gruppo locale a comunicarglielo privatamente.

17 dicembre 2009

Malga Lavazzé

Ci volevano immagini come queste per rasserenarmi. Per catturarle son dovuta salire alla malga Lavazzé (1639 m), nell'alta val di Non, salendo per il sentiero 134 che parte dalla località Fontane (1099 m), nel comune di Mocenigo Rumo.


2 belle cimette di cui ignoro il nome

Con una temperatura infame: 9 gradi sotto zero alla partenza, e 6 gradi sotto zero al ritorno: al limite del suicidio. Come ho fatto a non schiattare non lo so. E' stata la prima vera passeggiata sulla neve di questa stagione, e ci è andata bene, perchè siamo andati un po' all'avventura, non essendo mai stati prima in questa zona. Non c'era nessuno, e così siamo potuti serenamente regredire allo stato infantile sguazzando e rotolando nella neve senza vergogna. Da tornarci.

Torrentello ghiacciato lungo il sentiero 134


Entrata della malga


Ulteriori percorsi (per chi ha ancora fiato)

12 dicembre 2009

L'insostenibile pesantezza dell'idiota

Per quanto uno si allontani dal manicomio in cerca di pace, si imbatte comunque nei simboli inequivocabili del troglodismo moderno che costringono a ricordare sempre con quale razza di quadrumani tocca condividere il pianeta. Non c'è scampo.
Psicologicamente sarei molto curiosa di studiare la miseria mentale di certi individui, ma mi fermano sempre le sante parole del buon Nietzsche: "chiunque debba combattere contro i mostri dovrebbe stare attento a non diventare un mostro egli stesso; perchè quando scruti dentro l'abisso, l'abisso scruterà dentro di te".
Può succedere effettivamente che una volta familiarizzato con il troglodismo ci si faccia il callo o, peggio, ci si prenda gusto e ci si convinca che è una buona scelta. Allora una sana distanza, non solo più fisica ma anche soprattutto mentale, è la fuga migliore. Tutta salute guadagnata.
Durante l'ultima passeggiata in val Genova ho dovuto vedere ancora una volta i risultati degli atti vandalici ai danni della segnaletica.



ex segnaletica val genova 11/12/09


ex segnaletica val genova 11/12/09


ex segnaletica val genova 11/12/09


ex segnaletica val genova 11/12/09


C'è chi è evoluto e sa esprimersi con parole, immagini, suoni, invenzioni e silenzi; altri poverini sono ancora azzavorrati all'era del giurassico e non hanno strumenti così avanzati per ribadire la loro esistenza. Non gli si può augurare nulla di peggio che restare fermi così come sono, in attesa dell'estinzione.

Bisogna alzare gli occhi da terra per respirare.

Poca neve in giro. Scopro che il sentiero per il lago di Lares è chiuso da un bel po' di mesi causa inagibilità di un ponte. Così ho smesso di pentirmi di non essermi alzata all'alba di un luminoso giorno di agosto per compiere questo percorso che, lo so, sarà la mia tomba e l'ultimo della serie.

9 dicembre 2009

Volemose male

Ho dovuto soffocare l'orso che è in me per costringermi a fare quello che non avevo mai osato finora: gettarmi, in pieno ponte dell'immacolata, in quella zona di caccia per antropologi che è il centro storico cittadino con annesso mercatino di natale . Una folle folla davanti alla quale sarebbe indietreggiato persino il più depravato dei maniaci sessuali in pieno estro. Cosa non si fa per accontentare gli amici.
Come sempre, ogni qualvolta mi costringo a fare qualcosa contro natura il mio unico agguerrito neurone superstite mi presenta il conto; in questo caso una provvidenziale vertigine associata a rimbambimento ha convinto tutti che era meglio catapultarsi fuori dal girone infernale. Ma solo per trascinarmi verso altre bolge: castello del buonconsiglio e pranzo al pedavena. Il castello lo conosco ormai a memoria ma la mostra sull'Egitto avrei gradito studiarmela con calma; invece, con tutta quella gente tra le balle, ho ammirato una beata mazza. Tramortita da quella fiumana pazzesca di gente ho pensato con rammarico che in quel preciso momento avrei potuto essere in una sala operatoria, sotto anestesia generale. Non male come alternativa. Intanto faccio pace col mondo somministrandomi una delle mie cure preferite: Gabin Dabiré.