21 ottobre 2009

incontro con Silvano Fuso


Alla presenza di pochi ma buoni, Silvano Fuso, docente di chimica e socio effettivo CICAP, ci ha raccontato quelli che lui ritiene essere i maggiori nemici della scienza; personaggi in carne ed ossa, non entità oscure, che fanno riferimento a 3 precise aree culturali: intellettuali di area filosofica, religiosi vicini al fondamentalismo, ambientalisti di area estrema. Senza assolutamente criminalizzare in toto queste 3 categorie, ha spiegato attraverso vari esempi chi e perchè ritiene la scienza un pericolo e non un fattore liberalizzante e democratizzante per la nostra società.
Tra gli intelletuali (oltre a certi filosofi e certi sociologi) vanno annoverati anche i comuni cittadini, solitamente di estrazione sociale medio - alta, che prediligono i cosidetti “prodotti biologici” e le “medicine naturali”, lasciando trapelare un certo rimpianto per i bei tempi antichi che ha molto a che fare con il romanticismo e assai poco con la realtà. Innanzitutto non è detto che un prodotto sia genuino solo perchè naturale: in natura esistono potenti veleni e sostanze, che benchè innocue, combinate tra loro o a dosi massicce possono comunque creare composti nocivi per la salute. La scienza ha contribuito non poco alla sicurezza alimentare. Non solo, ma grazie al suo progredire, l'età media si è allungata, la mortalità è diminuita, ed è stata un importante fattore di emancipazione per i lavoratori e per le donne in particolare. Senza elettrodomestici e farmaci “femminili” (tipo la pillola anticoncezionale) le donne delle società moderne vivrebbero probabilmente come le donne dei paesi tecnologicamente meno avanzati, costrette a sfornare figli fino alla menopausa, costrette a lavorare dall'alba al tramonto per svolgere quei lavori che noi fortunate facciamo fare a lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, aspirapolvere, frigoriferi, detergenti ecc ecc.
Sulle religioni ci sarebbe da aprire non un dibattito da una sera, ma un convegno perenne. Le religioni, da sempre avevano il compito di spiegare cose apparentemente magiche. Il potere del sapere era quasi una loro esclusiva. Ovvio che la scienza, rendendo di dominio pubblico spiegazioni di fenomeni che nulla avevano di magico o divino, sia stata e sia tuttora il bersaglio principale del potere religioso. Un po' come i maschi di una certa mentalità, che si accaniscono contro le donne perchè non sanno reinventarsi un ruolo sociale dopo l'emancipazione femminile.
Per quanto riguarda l'ambientalismo, Silvano Fuso ha precisato che l'ecologia è figlia diretta della scienza, ed è una cosa sacrosanta e doverosa. Diverso il discorso su certi allarmi ambientalisti lanciati senza conoscenze specifiche. Il dibattito sugli ogm ne è un esempio. A tal proposito il patologo Giorgio Dobrilla, presente in sala, ha ricordato che è nella natura il modificamento genetico e che senza di esso non ci sarebbe evoluzione. Quindi è scorretto dire a priori che gli ogm sono nocivi per la salute, o si dovrebbe avere l'onestà di dire che tutto quello che mangiamo (essendo stato selezionato indirettamente dalla natura stessa e dall'uomo direttamente da tempi prescientifici) è potenzialmente pericoloso per la salute. I veri allarmi in campo di sicurezza alimentare e salute (tabacco, mico tossine, inquinamento) stranamente non vengono ripresi dai crociati anti ogm
Su un solo punto non mi ha convinta, e cioè sul fatto che gli scienziati debbano avere come limite, oltre al codice penale ovviamente, la loro etica e coscienza. Etica e coscienza sono in via d'estinzione, e il codice penale viene stiracchiato e ritagliato su misura dello psicopatico di turno capitato al potere.

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