29 ottobre 2009

Val campelle, malga valsorda

Se non fosse per gli uragani, il caldo infernale estivo e l'invasione di insetti repellenti, il riscaldamento globale non sarebbe neanche una brutta cosa. In attesa delle lugubri e piovigginose giornate novembrine c'è da godersi ancora qualche giorno di cieli limpidi e temperature umane. Pirla chi, potendo, non ne approfitta.
La val campelle è un po' come la val di fiemme: piena di passeggiate per tutti i gusti; e a pensarci bene, che si parta dall'una o dall'altra sponda, sempre sulla catena del Lagorai si va a finire.
Avevo fatto questo percorso qualche anno fa per arrivare ai laghi di rocco (non particolarmente ameni); questa volta ci siamo fermati alla malga valsorda (1900 m), raggiungibile in poco più di un'ora dal parcheggio di ponte conseria. Alla vista del sentiero ripido che dalla malga continua per i laghi mi son meravigliata, come sempre, della difficoltà di parecchi sentieri che ho percorso in 12 anni alla scoperta delle montagne del Trentino.
Non abbiamo incontrato nessuno, silenzio assoluto, solo il suono del torrentello, qualche verso di uccello ogni tanto e furtivi movimenti nel bosco. Dopo un mese abbondante di intensa vita sociale ci voleva proprio per rigenerare l'orso che è in me.




pezzi di Lagorai (cima delle buse - grazie alle precisazioni di Agh)



( mi dicono che è il cengello...)



bosco autunnale



pezzi di Lagorai: Col dei fiori / passo val Cion (grazie alle precisazioni di Agh)

28 ottobre 2009

Il mio primo habanero

Per essere quasi sicuri di avere successo nella semina degli habanero si raccomanda spesso di evitare di mettere 2 piantine per vaso. E' vero, rischiano di affamarsi a vicenda. Le mie però erano così belle che non ho avuto cuore di ucciderne una a favore dell'altra; non erano mica 2 gemelli siamesi, dopotutto. E così son cresciute insieme, e (quasi) insieme hanno figliato. La prima mi ha fatto un unico habanero, bello e buono. Non è detto che una piantina riesca a fare frutti a 6 mesi dalla nascita, e però la mia ci è riuscita, con mio sommo orgoglio. La seconda ne ha fatti 2, ancora verdi, ma che promettono di arrivare a maturazione completa nonostante il calendario. Per essere la mia prima assoluta esperienza di semina posso dirmi appagata. Sapevo che le probabilità di vedere crescere e maturare un habanero in vaso, su un minuscolo balcone, in una città fredda, erano scarsine. Bisogna proprio tenerci per avere successo.

Habanero del Gambia, ancora sulla pianta.


Appena raccolto


Sezionato


Raccolto e mangiato nel giro di un'ora è una bella soddisfazione .

21 ottobre 2009

incontro con Silvano Fuso


Alla presenza di pochi ma buoni, Silvano Fuso, docente di chimica e socio effettivo CICAP, ci ha raccontato quelli che lui ritiene essere i maggiori nemici della scienza; personaggi in carne ed ossa, non entità oscure, che fanno riferimento a 3 precise aree culturali: intellettuali di area filosofica, religiosi vicini al fondamentalismo, ambientalisti di area estrema. Senza assolutamente criminalizzare in toto queste 3 categorie, ha spiegato attraverso vari esempi chi e perchè ritiene la scienza un pericolo e non un fattore liberalizzante e democratizzante per la nostra società.
Tra gli intelletuali (oltre a certi filosofi e certi sociologi) vanno annoverati anche i comuni cittadini, solitamente di estrazione sociale medio - alta, che prediligono i cosidetti “prodotti biologici” e le “medicine naturali”, lasciando trapelare un certo rimpianto per i bei tempi antichi che ha molto a che fare con il romanticismo e assai poco con la realtà. Innanzitutto non è detto che un prodotto sia genuino solo perchè naturale: in natura esistono potenti veleni e sostanze, che benchè innocue, combinate tra loro o a dosi massicce possono comunque creare composti nocivi per la salute. La scienza ha contribuito non poco alla sicurezza alimentare. Non solo, ma grazie al suo progredire, l'età media si è allungata, la mortalità è diminuita, ed è stata un importante fattore di emancipazione per i lavoratori e per le donne in particolare. Senza elettrodomestici e farmaci “femminili” (tipo la pillola anticoncezionale) le donne delle società moderne vivrebbero probabilmente come le donne dei paesi tecnologicamente meno avanzati, costrette a sfornare figli fino alla menopausa, costrette a lavorare dall'alba al tramonto per svolgere quei lavori che noi fortunate facciamo fare a lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, aspirapolvere, frigoriferi, detergenti ecc ecc.
Sulle religioni ci sarebbe da aprire non un dibattito da una sera, ma un convegno perenne. Le religioni, da sempre avevano il compito di spiegare cose apparentemente magiche. Il potere del sapere era quasi una loro esclusiva. Ovvio che la scienza, rendendo di dominio pubblico spiegazioni di fenomeni che nulla avevano di magico o divino, sia stata e sia tuttora il bersaglio principale del potere religioso. Un po' come i maschi di una certa mentalità, che si accaniscono contro le donne perchè non sanno reinventarsi un ruolo sociale dopo l'emancipazione femminile.
Per quanto riguarda l'ambientalismo, Silvano Fuso ha precisato che l'ecologia è figlia diretta della scienza, ed è una cosa sacrosanta e doverosa. Diverso il discorso su certi allarmi ambientalisti lanciati senza conoscenze specifiche. Il dibattito sugli ogm ne è un esempio. A tal proposito il patologo Giorgio Dobrilla, presente in sala, ha ricordato che è nella natura il modificamento genetico e che senza di esso non ci sarebbe evoluzione. Quindi è scorretto dire a priori che gli ogm sono nocivi per la salute, o si dovrebbe avere l'onestà di dire che tutto quello che mangiamo (essendo stato selezionato indirettamente dalla natura stessa e dall'uomo direttamente da tempi prescientifici) è potenzialmente pericoloso per la salute. I veri allarmi in campo di sicurezza alimentare e salute (tabacco, mico tossine, inquinamento) stranamente non vengono ripresi dai crociati anti ogm
Su un solo punto non mi ha convinta, e cioè sul fatto che gli scienziati debbano avere come limite, oltre al codice penale ovviamente, la loro etica e coscienza. Etica e coscienza sono in via d'estinzione, e il codice penale viene stiracchiato e ritagliato su misura dello psicopatico di turno capitato al potere.

13 ottobre 2009

convegno del CICAP 2009 - Abano Terme

Col Cicap c'è sempre da imparare, e non solo di scienza, metodo scientifico e tecnologie. E così i 3 giorni ad Abano Terme mi son serviti non solo ad ampliare un pochino le mie scarne conoscenze scientifiche ma anche a ritrovare con grande soddisfazione un'Italia varia fatta di persone di ogni età e provenienza, tranquillissime, ben disposte al dialogo, pronte a chiacchierare di tutto, e non diffidenti (cosa sempre graditissima). Gli argomenti trattati in 3 giorni di convegno son stati tanti:
- inganni e illusioni della mente (con Sergio Della Sala, Luciano Arcuri, Peter Kramer)
- vampiri, streghe, diavoli e licantropi (vari relatori)
- ufo (con un formidabile mattatore come Marco Morocutti)
- cerchi nel grano
- la riproducibilità della sindone (insieme a Luigi Garlaschelli)
- teorie del complotto (con Lorenzo Montali, Paolo Attivissimo e altri),
- la matematica applicata ai giochi logici e matematici (insieme a Mariano Tomatis) - condizionamenti e trappole mentali (con Gianni Sarcone e Marie Jo Waeber)
- scienza ed educazione, ovvero come comunicare e suscitare curiosità (tra i vari relatori Beatrice Mautino e Stefano Bagnasco, Lorenzo Caligaris, Silvano Fuso e altri).
Ho apprezzato tanto anche la chiacchierata con Piero Angela e quella col mitico Silvan, piacevoli e distensivi. E mi son tolta lo sfizio di stringere mani a personaggi che stimo da parecchio tempo, come lo stesso Piero Angela, per esempio.
Fuori dal teatro Pietro d'Abano che ospitava il convegno ho trovato un'umanità altrettanto disponibile e cortese, dai baristi alle persone comuni alle quali inevitabilmente si chiedevano informazioni varie. Ho trovato anche un albergo ottimo a prezzi accessibili e un ristorantino affatto caro con dei buoni piatti (i ravioli ai funghi con crema di zucca erano buoni e abbondanti).
Difficile il rientro a Trento. Meno male che ad accogliermi ho trovato almeno il sole.