17 settembre 2009

crema d'aglio

Gli amici che mi merito al rientro dalle loro vacanze mi hanno inondato la dispensa di regali commestibili. Tutti prodotti davvero naturali, raccattati e raccolti dai loro orti famigliari: angurie, meloni, fichi, pesche, erbe aromatiche, peperoni, melanzane, una marea di pomodori, addirittura patate, cipolle, peperoncini normali (a me!!!), olio, formaggi e salami fatti in casa; e poi lui, il temibile aglio. Temibilissimo, perché io posso metabolizzare un intero habanero, ma l'aglio no; se poi è abbinato al pesce buonanotte. Se mi volete male servitemi un filetto di sgombro (o peggio, trota) con un granello di aglio, e io continuerò a ruttarlo schifosamente per 3 giorni consecutivi, garantisco io e pure l'husband.
Buttarlo non se ne parla proprio; detesto sprecare i generi alimentari di qualsiasi tipo, lo considero un crimine contro l'umanità. Piuttosto lo rigiro a qualcuno oppure mi invento un riciclo qualsiasi. Già, ma che si può fare con tanto aglio? Il mio diabolico neurone non ci ha messo molto a suggerirmi la crema; e perché no?
Il procedimento è grosso modo lo stesso usato per la salsa di peperoncini. Sempre guanti alla mano, ho pulito gli spicchi e li ho scottati in acqua, aceto e 1 cucchiaio di zucchero per 5 minuti e più. Poi, una volta asciugati, con il benedetto miniprimer li ho frullati insieme ad un bel bicchierino di olio extra, e ho infilato il composto in piccoli vasetti sterilizzati. Anche questi, una volta riempiti e chiusi ermeticamente, li ho fatti bollire a bagnomaria per 20 minuti. Non ho usato altri ingredienti, tantomeno sale.
Utilizzi: boh? a parte i dolci direi che potrebbe andare con tutto: salse, bruschette, risotti, 2 spaghi con habanero, polpettoni, verdure, pesci di tutte le specie. Grazie alla sbollentata in acqua e aceto non dovrebbe neanche attentare troppo ai rapporti sociali, almeno spero. Tra qualche giorno faccio la prova assaggio, e magari anche quella digestiva. Non so perché, ma ho la sensazione che funzionerà. Burp.

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