23 agosto 2009

rifugio lago corvo e laghi

La terza volta son riuscita ad arrivarci partendo da piazzola di rabbi invece che dalla malga bordolona di sotto. Dalla località cavallar (a circa 1500 m di altitudine) al rifugio son scarsi 1000 metri di dislivello, ma il paesaggio è tutta un' altra cosa rispetto all'ambiente da bolgia infernale che si attraversa partendo dalla malga bordolona di sotto.
Sentieri 108 e 145

malga Caldesa, 1835m


per rinfrancar lo spirito: visuale durate l'ascesa sulla Vegaia

Sicuramente è molto più ripido, perchè si parte da una quota inferiore, e i momenti di tregua sono pochini. Il numero di sentiero è il 108, dice che ci vogliono 3 ore per arrivare su; non ne dubito, partiamo alle 7.05 e sorprendentemente arriviamo al rifugio alle 9.15, solo 2 ore e 10', che è 'sta roba? La verità è che partendo presto non si soffre il caldo e la fatica si sente meno; e poi il percorso è talmente ripido in certi punti che o si va avanti velocemente o si rischia di franare ignominiosamente a valle, non è che ci siano molte alternative: o si è caproni dentro o meglio lasciar stare.

ultimo tratto del sentiero, la pendenza....

I laghi son sempre lì, il rifugio anche, i gestori più o meno gli stessi, la cortesia immutata, i prezzi più bassi rispetto ad altri rifugi (forse per compensare l'infame fatica che si fa per arrivarci). Ne vale sempre la pena.

il rifugio lago corvo


il primo dei laghi


il secondo laghetto





il terzo lago


Con grande piacere abbiamo incontrato il buon Luciano, vero alpinista d'altri tempi in tutto e per tutto. Ci siamo conosciuti circa 9 anni fa al lago delle malghette: mentre arrancavamo lungo un sentiero questo bellissimo signore di 70 anni rallentò il suo passo per camminare insieme a noi, e tra una descrizione di piante e un racconto di montagna riuscì a portarci sulle rive di altri 3 laghetti con la sola forza della sua cordialità e signorilità. L'abbiamo incontrato un'altra volta pochi anni dopo al rifugio larcher al cevedale, stessa cordialità e lucidità; conciso il suo giudizio sulla guerra che arrivò a consumarsi fin sul ghiacciaio del cevedale: “pazzi”. Poi sparito. Ogni tanto ci si chiedeva che fine avesse fatto, finchè oggi non l'abbiamo rivisto al rifugio lago corvo, con quasi 80 anni sulle spalle ma con la stessa immutabile cordialità e lucidità, fisico da far schiattare un trentenne, capello da montanaro e pipa in bocca: chissà quanti medici ha seppellito, mi son chiesta. Questo vero signore che passa dal dialetto trentino alla lingua italiana, e poi alla lingua tedesca, con una naturalezza che io che ho studiato lingue mi sogno, è una delle persone più affascinanti che mi sia mai capitato di incontrare, una delle poche che mi fanno vergognare delle mie lamentele a tempo perso.

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