29 gennaio 2009

fuori stagione massima

Di solito la stagione delle conserve e delle altre boiate fatte artigianalmente è quella autunnale. Ma noi in quanto snob ci distinguiamo anche per questa stravaganza, che consiste nel fare le cose come e quando ci pare. D'altronde solo 2 psicopatici potevano partorire l'idea di fare una salsa con i peperoncini habanero, dev'essere una inconfessata vocazione all'autolesionismo che sarebbe bene far indagare da un serio psichiatra. Preparata con 20 habanero, dieci olive grosse, capperi, aglio, basilico, alla prova d'assaggio si è rivelata un tizzone d'inferno; tutti i sapori degli altri ingredienti miseramente volatilizzati dal fuoco degli habanero, se non li avessi usati il risultato sarebbe stato identico, ne son convinta. Non saprei che farne, ma ho sperimentato subito che è ottima per la sinusite perchè scioglie anche il catarro più incrostato: basta inalarne un atomo di aroma per radere al suolo qualunque cosa ostruisca le vie respiratorie. Credo che funzioni anche in caso di helicobacter pilori, risparmiando sugli antibiotici. La signora thailandese presso cui mi procuro gli habanero comincia a guardarmi con sospetto, ma per il momento mi pare sia convinta che ne faccia una miscela misteriosa per la mia dieta; non le è sfuggito neanche uno dei 19 kg persi in meno di un anno. Umanamente non può credere che gente normale si cibi di questa roba con regolarità senza trasformarsi in torce umane, non le riesce proprio. Come darle torto.



Una cosa più normale è stata fare il limoncello e la crema di limoncello, con i limoni raccolti alle falde del vesuvio. Mi viene sempre il sospetto che questi liquori, fatti mettendo in infusione le scorze dei limoni nell'alcool puro, si trasformino in letali concentrati di pesticidi, anche quando ti viene garantito che sono biologici e non trattati per la lunga conservazione. Ma tanto sono astemia, quindi non ne ingerirò grosse dosi; così astemia che ne abbiamo fatto 4 bottiglie: 2 di limoncello e 2 di crema. In arrivo la crema di cioccolato e quella di caffé.



Ma la cosa più normale di tutte non poteva che venire dall'esterno, come queste mandorle di Francavilla Fontana (BR). Semplici e senza tanti fronzoli, sono mandorle tostate ricoperte di zucchero (e vaniglia, direi). Una chicca. Per gentile concessione di un generoso.

28 gennaio 2009

il suggestivo lago di tret (ma chi l'ha visto)


Proprio così lo classifica una guida: suggestivo. Condividerei il giudizio, se solo avessi potuto vederlo, il lago, che invece se ne sta placidamente sepolto sotto almeno 2 metri di neve. Però lo si intuisce, almeno, che fortuna. Il sentiero (512) è stato battuto decentemente fino al presunto lago e per arrivarci basta un'ora; per raggiungere il macaion invece bisogna aprirsi un varco o aspettare che qualche volenteroso lo faccia per noi. Confidiamo nel prossimo.

25 gennaio 2009

val campelle, malga primaluna (magari)


Mai che si trovi una bella orda di barbari ciaspolatori che ti spianano il tragitto al momento opportuno. Il sentiero che dalla val campelle porta alla malga primaluna è come lo aveva descritto l'addetto dell'ufficio turistico di Borgo: ampio e soleggiato. Peccato che fosse anche praticamente impercorribile, almeno per i non possessori di racchette da neve. Escursione miseramente abortita alla malga cenon causa sfinimento.

19 gennaio 2009

una comparsa di google earth

Che effetto fa aprire google earth, cercare la propria spiaggia preferita e ritrovarsi proprio lì, immortalati dalla fotocamera di un turista che ha poi donato la foto alla comunità di google earth??? fa ridere, fa; soprattutto se pensi che per giustificare quella tua lunga assenza (che coincideva con le vacanze al mare) hai raccontato balle al vicinato o ai parenti che ti volevano a casa, dicendo ai primi che no, vai a Roma a fare un corso di aggiornamento, e ai parenti che no, quest'anno niente ferie al mare, al massimo ti rassegni a fare le solite escursioni da caprone di montagna. E se ficcassero il naso anche loro proprio lì, in quella spiaggia, e ti riconoscessero, che figurone ultragalattico ci fai, e soprattutto dove potrai andarti a nascondere sapendo che c'è sempre il rischio che qualche turista ti fotografi e ti spedisca ad abbellire il repertorio fotografico di google earth??? va bè, non sono poi così riconoscibilissima, anche perchè son stata fotografata di spalle, col beato cul all'aria, china sugli scogli a importunare come è mio solito le mie colonie preferite di granchietti e paguri, però lo so che c'è gente capace di riconoscermi anche da quel lato fisico. Assai più facile riconoscere l'uomo di casa, bianco anche dopo un mese di sole rovente, e l'accampamento composto da 2 ombrelloni, di cui sempre uno mezzo sconquassato dal maestrale, una borsa frigo, teli variopinti e sandali tutto intorno a mo' di confine: il solito caos casalingo versione spiaggia. Però che non si possa più impunemente mentire sui cacchi propri non è cosa da pianeta civile: grazie, ignoto turista, per avermi evocato anche questa serena riflessione.

Esemplare di granchietto catturato quel giorno sugli scogli; notare l'espressione felice e lusingata. FOTO POSTATA ALLA FACCIA DEL CLIMA INVERNALE LA' FUORI.

17 gennaio 2009

val calamento: musiera

Dalla località Musiera in val Calamento si dipanano un bel po' di tracciati che si arrampicano sul monte Salubio o sul monte Cistè, tutti abbastanza semplici e ideali per fare una passeggiata sulla neve senza troppo impegno. La temperatura polare, sommata a quella subita anche durante le escursioni dei giorni scorsi, mi ha messa in condizioni fisiche tali da non apprezzare come dovuto la passeggiata; tra l'altro questa è una zona non generosamente battuta dal sole e l'unico modo per mantenersi caldi è quello di zompare senza inutili soste. Il gentilissimo impiegato dell'ufficio turistico di Borgo Valsugana ci aveva avvisato e lo aveva sottolineato “solo bosco, niente sole”, suggerendoci un altro percorso più luminoso in val Campelle. Ma noi furbi, la volpe ci fa 2 baffi e la barba pure. E io mezza terrona, ancora illusa di aver accumulato tanto sole in fanciullezza da ritenere di poterne vivere di rendita anche in situazioni simili, son stata sistemata. Prossima tappa, val Campelle. Aspettando giugno.

16 gennaio 2009

buona polentastrasse a tutti



L'hanno scritto loro, i fieri consumatori di polenta della valsugana, veri patrioti pieni di heimatgefuehl.

13 gennaio 2009

val calamento: malga cagnon di sotto

L'inversione termica è quel fenomeno climatico in base al quale le temperature sono più rigide in valle che in quota, permettendo così anche ai non geneticamente adeguati come me di fare escursioni in montagna in inverno senza fare la fine di un oetzi qualsiasi. Con -11° in valle e soli -4° in montagna posso farcela anch'io. Dalla malga valtrighetta partono alcuni sentieri che portano ancora sulla catena del lagorai, questa benedetta zona di inesauribili sentieri che la percorrono in lungo e in largo a tutte le quote e in tutte le direzioni. La meta odierna era la malga cagnon di sotto, brillantemente raggiunta in tempi ragionevolissimi e senza batter ciglio, anche perchè il ciglio, come tutto il resto del pelo, era congelato. Paesaggio indescrivibile, infatti mi astengo.


























12 gennaio 2009

passeggiata per la val cavelonte

Non era mica facile escogitare una bella escursione in pienissima stagione sciistica e senza rischiare di trovarsi corna a corna con una valanga. Dopo un lungo studio delle mappe e la consultazione di vari siti locali dedicati alla montagna, la scelta è caduta sulla val cavelonte, laterale della val di fiemme. L'occasione era buona anche per testare i guantoni antigelo accattati per questa stagione; con un sistema circolatorio pari a quello di un rettile ho dovuto cercare qualcosa di adeguato che mi preservasse dalle temperature polari: test superato, acquisto soddisfacente, gli euro spesi li valgono tutti fino all'ultimo.
La brutta razza degli sciatori ha da sempre la pessima usanza di non accontentarsi delle apposite piste a essa dedicate e di infilarsi a tradimento in qualsiasi sentiero con una pur minima pendenza; da lì si lancia nelle sue discese, totalmente indifferente all'eventualità che lungo il sentiero transitino anche pacifici escursionisti, impossessandosi di fatto di qualsiasi metro quadro di montagna (agli escursionisti sani di mente, tra l'altro, è vietatissimo calpestare il sacro suolo delle piste). Le copiose nevicate delle settimane scorse hanno causato il tracollo di una impressionante quantità di alberi, e se questa non è stata una bella visione mi sono consolata pensando che almeno con tutti quei tronchi messi di traverso lungo i sentieri era pressochè impossibile trovarsi davanti uno scialpinista padrone-assoluto-della-montagna. Errorissimo: uno c'era. Ma doveva essere abbastanza scaltro nelle frenate, perchè al ritorno temevamo di incappare in una tragedia umana e invece non abbiamo trovato sagome impresse sui tronchi, palle di neve con annesso sciatore o tracce di sangue. Deve aver volato. Alto.
La vista sulle cime del lagorai non annoia mai, soprattutto con neve abbondante e sole splendente.

8 gennaio 2009

les petites choses de Lilien

A Sorrento le feste son trascorse ma nei vicoli del centro perennemente illuminati e pieni di merce variopinta la pacchia pare non finire mai. É un gran bel bazar dove si trovano ristorantini tipici, botteghe di spezie, bancarelle di frutta e verdure, liquorerie, guanti, borse, foulard, biancheria per la casa, quadri, candele, abbigliamento, oggettistica da souvenir e non. Io ci ho trovato Lilien, una bella donna francese che parla un poco di italiano e quel poco con accento napoletano; impossibile non simpatizzare. Vende sciarpe e maglieria varia e qualche volta vende anche cosucce fatte con le sue belle mani come questa sciarpa di lana consistente che ho accattato al volo. L'agguerritissimo 1% ligure in me, responsabile di tutta la mia taccagneria, nulla ha potuto davanti a codesto oggettino affatto superfluo; se lo sognano le cosidette grandi firme che vendono a prezzi da pirla delle dozzinali boiate buone per buzzurri patentati.