29 novembre 2008

non tutta la neve vien per nuocere

La neve per la città è come il trucco per una carampana: nasconde tante cose noiose, la fa sembrare nuova e incuriosisce.




La neve per la città è come un repellente: tiene lontani i perdigiorno che vengono solo per congestionare il traffico e la lascia finalmente vivibile ai suoi effettivi residenti.




25 novembre 2008

val cia, rifugio refavaie

Ricorda vagamente la val di Genova, con qualche vantaggio in più però: è meno fredda e non è frequentata, complice la lontananza da ghiacciai e da strade maestre.
Una manna per occhi e orecchie. Moltissime tracce di animali, tanto da sospettare fortemente che interi branchi di cervi, caprioli e colonie di lepri ci stessero spiando imboscati da qualche parte, ma nessuno che si sia mostrato a muso aperto. Da ritornarci.













19 novembre 2008

passeggiata che fai, quadrupede che trovi

Il trentino è un posto da cani, e non è un' offesa. Nella vivibile Trento è raro incontrare qualcuno che non abbia il suo accompagnatore peloso accanto, e anche la più malferma delle vecchine ne possiede uno, solitamente tignoso (leggi yorkshire), a volte penoso (leggi carlino), spesso normale (leggi meticcio).
Ma è nelle valli che si incontrano gli esemplari più belli, e in alta montagna spesso se ne incontrano di maestosi, particolarissimi per indole perchè visibilmente amati ma lasciati molto liberi. Così liberi che ho perso il conto dei cani incontrati durante qualche escursione che hanno liberamente scelto di mollare momentaneamente la loro zona per accompagnarci lungo un tratto del percorso.

Come questo san bernardo vistosamente pigro, materializzazione vivente del Nebbia di Heidi, che ci ha sniffati per bene appena scesi dall'auto, e poi ci ha scortato per un pezzo del sentiero che dal passo vallès porta al lago di cavìa.
Mi son chiesta sempre come mai tanta fiducia e socievolezza; adesso ho capito che non è nè l'una nè l'altra, semplicemente hanno voglia di farsi un giro in compagnia e lo fanno, quando e con chi vogliono loro, ma scordati che ti obbediscano o che ti diano confidenza.
Poi torni a casa e leggere sui giornali di tutti sti politicanti, gentucola, pseudogiornalisti, pseudointellettuali, pseudocapitalisti che farfugliano di libertà mentre ostentano il guinzaglio sperando di farsi accalappiare dal potente di turno per mettersi a servizio, ti fa venire dubbi cosmici su quale sia la razza superiore sul pianeta.

5 novembre 2008

lezioni di modernità e normalità

Mentre noi ancora blateriamo di immigrati, di extracomunitari, di classi separate, di comunisti, di cazzate enormi, gli americani ci danno una sonora lezione di savoir vivre mandando alla White House Barack Obama. Che invidia mi fanno.
Intelligente, colto, giovane finalmente, e pure bello, se non avessi visto e sentito con i miei sensi immagini e discorso non avrei potuto crederlo. Così, d'ora in avanti, quando il mondo intero penserà agli Stati Uniti avrà in mente la bella faccia di Obama; mentre quando penserà all'Italia avrà in mente la faccia liftata (e ciononostante incartapecorita) del dinosauro che ci portiamo dietro di elezione in elezione, da troppo tempo a questa parte.
Stravotato e adorato come un totem da un popolo stravecchio di mentalità, anacronistico oggi più che mai, che ogni volta che lo vedo e sento mi viene lo schifo; datemi un sacchetto per vomito, formato extra.