30 ottobre 2008

habanero a trento (via Africa)

E poi che gli immigrati non sono un tesoro. Proprio quando ho finito le scorte di habanero de Roma ho trovato tanti altri cari demoni nel negozio di prodotti asiatici di via Romagnosi, gestito da una bella e cortesissima coppia mista: lui trentino, lei thailandese. E si che lo frequento da almeno 2 anni, però questa bella panoramica di habanero mi era sempre sfuggita, fino ad oggi. Mi è stato detto che questi arrivano dall'Africa, e per me vanno benonissimo. C'è di tutto da tutto il sud sud-est del mondo: diversi tipi di riso (per sushi e per altre preparazioni), pasta, salsa di soia classica, iposodica e dolce, zenzero, curry e spezie a iosa, rafano, verdure fresche ed essiccate, e altri innumerevoli prodotti per sbizzarrirsi in cucina e ampliare il proprio panorama gastronomico, nonchè il proprio girovita.

plumcake di banane con noci


L'idea del plumcake di banane alle noci viene invece dagli Stati Uniti e io ho avuto la fortuna di apprezzarne uno fatto proprio da un'americana. Quello fatto da me è abbastanza simile nel gusto, cambia la qualità delle noci e ovviamente l'aspetto: il suo era bello a vedersi e ottimo a mangiarsi, il mio è tremendo a vedersi e decente a mangiarsi. 2 banane mature 140 g zucchero 2 uova 180 g farina 50 g burro 90 g noci tritate lievito per dolci Mescolare il burro ammorbidito con lo zucchero e le uova; aggiungere le banane schiacciate, la farina setacciata con il lievito e le noci. Si può aggiungere del cioccolato fondente. Cuoce 50/60 min a 180° .

29 ottobre 2008

Datemi una malga, por favòr

Per svolgere la mansione di assistente bibliotecario categoria C ( con uno stipendio annuo attorno ai 21.000 € ) madre provincia di Trento chiede assai. Queste sono le materie d'esame :
  • biblioteconomia con particolare riferimento ai servizi, all'organizzazione, gestione, funzionamento della biblioteca di ente locale e al funzionamento delle reti di cooperazione tra biblioteche; bibliografia.
  • principi e tecniche di gestione delle raccolte bibliografiche.
  • comunicazione e promozione dei servizi della biblioteca e della lettura.
  • ideazione, progettazione e gestione di iniziative culturali.
  • conservazione dei beni librari.
  • normativa sull'ordinamento ed il funzionamento delle biblioteche con particolare riferimento alla legislazione provinciale e al regolamento della biblioteca comunale ( circa 220 pagg. di norme e disposizioni, a voler minimizzare ); norme di tutela della privacy e del diritto d'autore.
  • storia e letteratura contemporanea.nozioni di storia locale.
  • editoria italiana contemporanea per adulti e ragazzi.
  • nozioni di archivistica.
  • nozioni di diritto costituzionale e amministrativo con particolare riferimento al procedimento amministrativo.
  • nozioni sull'ordinamento dei comuni nella regione.
  • nozioni sul rapporto di lavoro dei dipendenti dei comuni della regione.
Il tutto spalmato su una miriade di testi scritti in un linguaggio speciale e comprensibile a chiunque, si, chiunque non abbia fatto altro nella vita che sfasciarsi la testa su questi argomenti. Che fai, ti leggi un saggio sulla psicologia? Un trattato di economia? UN SEMPLICE ROMANZO? Ma va là, gnorante, leggiti il Manuale del Catalogatore o la Guida alla Biblioteconomia, vedrai che carrierone ti attende. E per farti una solida cultura generale leggiti l'Ordinamento dei Comuni del Trentino-Alto Adige, la Storia del Trentino o il suo Statuto. Tse, gnorante.
Ci sono ben 3 esami da superare di cui il primo consiste in una prova scritta che può essere un tema di cultura generale o inerente al mondo della biblioteca + vari quesiti a risposta multipla. Il ssecondo consiste in una prova pratica di catalogazione di pubblicazioni monografiche a stampa. Chi dovesse miracolosamente sopravvivere a codesto eccidio potrà accedere all'ultimo esame, la prova orale, dove il sadico di turno provvederà ad atomizzare l'aspirante candidato a suon di domande allucinanti che avranno come tema tutte le materie sopra elencate. Mi chiedo che patrimonio culturale debba avere un assistente bibliotecario di categoria A; e un bibliotecario vero e proprio invece, cosa dovrà saper fare?? tradurre dall'aramaico antico al trentino moderno?? Non c'è altro da aggiungere, se non un' umile considerazione fatta da una povera tapina frescona: ma non era meglio fare un bando di concorso riservato ai soli laureati in materia?? e visto che la provincia dispone di ingenti risorse economiche, non sarebbe meglio fare prima dei corsi specifici per bibliotecari e affini, e poi fare un concorso pubblico?
A dire il vero un corso sta per partire a giorni: Corso di formazione di base per bibliotecari, organizzato dall'AIB del Trentino Alto Adige con i favolosi contributi della provincia di Bolzano. Il corso durerà 240 ore, inizierà alla fine di ottobre e terminerà nel maggio 2009.
Destinatari? persone già in servizio presso biblioteche in qualità di bibliotecari o assistenti di biblioteca che non hanno ancora ricevuto un'adeguata formazione professionale, per i quali vale l'obbligo di frequentare almeno l'80% delle ore previste ”.
Finalità? Il corso intende fornire le conoscenze di base e le competenze necessarie sia all'attuazione delle procedure biblioteconomiche (acquisizione, catalogazione, reference, prestito ...) sia alla gestione e al monitoraggio dei servizi di biblioteca, con particolare attenzione all'uso delle nuove tecnologie informatiche e digitali, nonché il quadro di riferimento legislativo e organizzativo del Sistema Bibliotecario Altoatesino ”.
Con quale faccia pretendono che un semplice diplomato abbia cotanto bagaglio nozionistico quando neppure chi già lavora in biblioteca lo possiede, tanto da dover frequentare un corso per acquisire competenza? Misteri della psichiatria moderna. Ecco cosa avrei dovuto fare: la psichiatra; lavoro ce ne sarebbe a iosa.
Dopo essermi frantumata i neuroni su ben 7 libri, ma che dico libri, testi universitari, e dopo essermi fulminata irreparabilmente le sinapsi cercando di penetrare gli arcani misteri relativi alla Santa Catalogazione, al codice ISBD(M), alle RICA, alla CDD, alla soggettazione ecc. ecc. ho però capito finalmente quello che voglio fare davvero da grande: GRATTARMI DA MANE A SERA. Oppure seppellirmi in una bella malga di alta quota, circondata da mandrie di bovini: quelli veri, però.

19 ottobre 2008

I Falconieri del Re

I Falconieri del Re, giunti da Siena a Sopramonte per la festa dei giorni delle Rimanie, hanno dato un piccolo assaggio di quello che son capaci di fare con i rapaci semi addomesticati. Nella piccola piazza si sono esibiti in un breve ma affascinante spettacolo che ha visto protagonisti una poiana, un falco e un barbagianni che si sono cimentati in voli alti e radenti da invidia verde.

GUFO REALE INDIANO


GUFO REALE INDIANO


POIANA


FALCONI INCAPUCCIATI


14 ottobre 2008

piovono castagne...

Mentre vagavo raminga per boschi in cerca di un cumulo di neve in cui infilare il cranio in fumo mi sono imbattuta in tanti trovatelli sperduti.



Alcuni mi sono caduti tra le braccia direttamente dalle fronde, e io li ho subito accolti nel capiente zainetto. Alla fine ne ho raccattato 1,350 kg in meno di 3/4 d'ora. Presto li metterò al caldo, sperando che non siano abitati.

7 ottobre 2008

convegno del CICAP "eppur si crede"

Non ho potuto partecipare al convegno organizzato dal Cicap a Padova il 4/5 ottobre (che occasione persa, sigh), ma mi hanno mandato un succinto resoconto di quello che è stato focalizzato durante i dibattiti. Sul sito di Paolo Attivissimo presto saranno disponibili anche i video della conferenza; vale la pena ascoltare cosa hanno da dirci. Tra l'altro concordo al mille per mille con lui: quando si ha a che fare con gente ottusa per troppo tempo, non c'è niente di meglio per restaurarsi i neuroni che incontrarsi con persone sane di mente, ragionevoli, equilibrate e colte. Magari potessi vivere circondata da gente così 24 ore su 24.

All'alba del XXI secolo, tra missioni nello spazio, straordinarie nuove scoperte scientifiche e progressi della medicina, non solo sopravvivono ma prosperano credenze irrazionali e superstizioni degne del medioevo. Come sempre guaritori promettono cure miracolose, astrologi affermano di potere prevedere il futuro osservando le stelle e sensitivi sostengono di potere risolvere qualunque problema di amore, salute o lavoro attraverso filtri e riti magici. Ma al vecchio bagaglio di credenze magiche si sono aggiunte negli anni numerose nuove pseudoscienze, molto più subdole perchè credute (o spacciate) per vere anche da legittimi scienziati. E' il caso, per esempio, di chi vorrebbe trasformare suggestioni di tipo religioso in dogmi scientifici, come cercano di fare i moderni "creazionisti", acerrimi negatori di Darwin e dell'evoluzione delle specie. Oppure come chi sostiene che molecole d'acqua pura, prive di qualunque altra sostanza attiva, sarebbero in realtà potenti medicine grazie a misteriose proprietà "magiche" tutte da dimostrare, come avviene con l'omeopatia. O, ancora, c'è chi immagina spiegazioni pseudoscienfitiche per i cosiddetti cerchi nel grano o chi ipotizza complotti globali per avvelenare il mondo intero attraverso le scie degli aeroplani.
Per discutere di questo e altro ancora, il CICAP ha organizzato a Padova, il 4 e 5 ottobre, un Convegno intitolato "Eppur si crede... superstizioni e credenze all'alba del XXI secolo". All'incontro hanno partecipato alcuni tra i più noti scienziati e studiosi che in questi anni si sono occupati di scienza, pseudoscienza e credenze irrazionali. Sono intervenuti, tra gli altri, l'astrofisico Steno Ferluga, l'ordinario di Psicologia del mezzi di comunicazione di massa Luciano Arcuri, i chimici Luigi Garlaschelli e Simone Angioni, la biologa Beatrice Mautino, il patologo Giorgio Dobrilla, l'ingegnere Francesco Grassi, lo studioso di bufale e leggende Paolo Attivissimo e il Segretario del CICAP Massimo Polidoro.
Per allietare la serata, inoltre, è stata allestita una conferenza-spettacolo dal titolo "Magia? Illusioni del paranormale". La conferenza ha presentato il punto di vista del CICAP riguardo alle indagini sui fenomeni misteriosi, con sorprendenti dimostrazioni "dal vivo" di facoltà apparentemente paranormali, a cura di Marco Morocutti del CICAP e il prestigiatore Nicolas D'Amore.
Infine, un intervento straordinario di Piero Angela.
"Una cosa che mi stupisce sempre è che un’iniziativa così bella e così pulita come il CICAP non attragga più persone" ha detto Piero Angela al Convegno che ha registrato il tutto esaurito. E’ un dato oggettivo, infatti, che a fronte delle tante iniziative intraprese dal Comitato (l’indagine, la sperimentazione e la verifica su misteri e fatti insoliti, la pubblicazione di riviste e libri, l’organizzazione di conferenze e convegni, la presenza su Internet, gli interventi sui media, la consulenza a giornalisti e a tutti coloro che ci interpellano...) il numero di persone che si impegna, anche solo sottoscrivendo un abbonamento alla rivista Scienza & Paranormale, non sia sensibilmente cresciuto negli anni. "Oggi, venendo qui, il tassista mi ha chiesto: “Ma i fondi chi ve li dà?”» ha continuato Angela. " "Nessuno", gli ho risposto. Non prendiamo un euro né dalle istituzioni, né da privati, né da sponsor. Ci paghiamo tutto di tasca nostra. Persino la sede, a Padova, ce la siamo comprata raccogliendo sottoscrizioni tra i soci. Siamo andati avanti anni per mettere insieme i soldi necessari: 50 euro qui, 100 là, 10 dall’altra parte... E alla fine ce l’abbiamo fatta. Io credo che questo spirito di partecipazione e di condivisione di obiettivi comuni che anima i soci del CICAP sia qualcosa di bellissimo. Ed è per questo che vorrei che al CICAP aderissero molte più persone. Diventare soci del CICAP è qualcosa di molto gratificante. Per noi, certo, perché significa che il nostro lavoro viene apprezzato, ma soprattutto per chi diventa socio. Perché è una cosa pulita e bella, dove non si entra per fare carriera o per diventare ricchi, ma si ha la certezza di fare qualcosa di utile tanto per gli altri quanto per sé stessi. Trovo che il CICAP sia una vera e propria scuola intellettuale, una palestra insostituibile per il cervello. Non ho difficoltà ad ammettere che spesso ho imparato molto di più sulla scienza occupandomi di pseudoscienza, piuttosto che di ricerca scientifica vera e propria. Perché qui si vede l’altra faccia della scienza e improvvisamente si illumina il paesaggio. Si capisce l’importanza dei controlli, la necessità delle verifiche, di avere un metodo e di avere quel sano scetticismo che è quello che ci tutela e che ci impedisce di cadere nelle trappole".
In occasione del ventennale del CICAP, il prossimo anno, il Comitato intraprenderà una serie di iniziative volte, oltre che a fare il punto su questi 20 anni di lavoro, anche a capire come rinnovarci e attrezzarci per affrontare il futuro. Lo stesso Convegno di Padova è servito per riflettere sul fatto che in questi anni il panorama della disinformazione è enormemente cambiato e si è fatto, se possibile, ancora più insidioso e difficile da controbattere. Se un tempo erano gli Uri Geller, i medium o gli astrologi a tenere banco, oggi la pseudoscienza agisce in modo molto più subdolo. Il CICAP continua naturalmente a occuparsi di tutte queste cose, ma si trova anche ad affrontare, per esempio, i problemi e i rischi per la salute che derivano dalla diffusione di forme di pseudo terapie mediche la cui efficacia non è mai stata dimostrata. Nonostante questa mancanza di prove, per sole ragioni economiche questi prodotti sono presentati, tanto sui giornali quanto nelle stesse farmacie, come rimedi assolutamente validi ed efficaci. Altrettanto, se non più preoccupanti, sono le teorie della cospirazione che negli ultimi tempi stanno fiorendo in tutto il mondo. Teorie che si basano unicamente su una deformazione dei fatti e su una ignoranza voluta o deliberata delle più elementari leggi scientifiche, ma che possono avere effetti deleteri su scelte politiche o sociali che riguardano tutti noi.
Da qui a ottobre 2009, quando il CICAP festeggerà i suoi primi 20 anni in un Convegno davvero speciale, dunque, saranno intraprese una serie di iniziative volte anche a rinnovare e a rinforzare il Comitato. Tra queste, un'importante Conferenza organizzativa, che si terrà in primavera a Torino, dove tutti i soci saranno chiamati a condividere idee, proposte e progetti per il futuro del CICAP.
"Il mio appello a tutti, dunque, è di unirvi a noi" conclude Angela. "C’è bisogno anche di voi che leggete ora queste parole. Se verrete nel CICAP troverete tanti amici con cui confrontarvi, con cui impegnarvi insieme e con cui condividere battaglie e soddisfazioni. Ma soprattutto vi arricchirete moltissimo dal punto di vista morale. Quando ci troveremo al Convegno del ventennale, tra un anno, io mi auguro davvero che il numero dei soci sia sensibilmente cresciuto.
Perché la funzione che esercita il CICAP, una funzione di verifica delle notizie, di corretta informazione, di denuncia di truffe e imbrogli e di tutela dei più deboli, è troppo importante per essere trascurata".

Per aderire ora al CICAP: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=180021