29 settembre 2008

val Campelle - passo val cion

Approfittando della giornata del FAI c'è uscito un giro a castel Thun, luogo che da sempre contavamo di vedere. C'era una bella vetrina di oggettistica nel cortile all'interno delle mura: alabarde, mazze ferrate e spadini, ma anche cannoni in miniatura e pistole d'epoca che ricordavano tanto il famoso spingardone impugnato da zio paperone per scacciare bassotti, esattori, creditori e nipotastri esosi. Tutto a modico prezzo. Non è ancora terminato il restauro delle stanze, per cui soltanto gli esterni sono visitabili. Per vedere tutto bisognerà aspettare ancora almeno 3 anni (così ci han detto).

mazze per famiglie

Oggi, invece, escursione al passo val cion (2076m), partendo dal ponte conseria (1490m) in val campelle. Veramente la meta agognata era il lago di Lagorai (2270m), ma davanti all'ultimo ostacolo (300 m di dislivello dal passo val cion alla forcella di lagorai, circa un'ora e 30 secondo il segnavia) abbiamo preferito tornare indietro, non per stanchezza ma per questoni di orario: siamo partiti troppo tardi stamattina. Poi che l'imborghesimento non nuoce alla salute. Comunque la si guardi, la catena del Lagorai è per me la zona montuosa più bella del Trentino, selvaggia abbastanza (pochi rifugi, solo tante malghe), molto panoramica e ricca di boschi e di laghi. Da programmare un pit stop al ristorante-rifugio Crucolo, in val campelle: prometteva tante cose buone tipiche della zona (canederli, strangolapreti, zuppa di porcini ecc, ecc. gnammi) a prezzi incredibilmente bassi. Ci sarebbe da subodorare un imbroglio se non fosse che fonti insospettabili ce l'hanno consigliato. Da provare.

cima d'asta


cima stellune


lagorai da psso 5 croci


27 settembre 2008

SULLE REGOLE di Gherardo Colombo

Incontro con GHERARDO COLOMBO.

Gherardo Colombo è un gran signore di cui si è perso lo stampino, che nonostante la stanchezza dovuta ad altri 2 precedenti dibattiti, ci ha impartito per ben 2 ore una rigenerante lezione di civiltà.
L'incontro è stato bellissimo perchè Colombo non si è limitato ad enunciare dall'alto le sue teorie ma ha cercato di coinvolgere il più possibile il pubblico facendoci domande continue per costringerci a ragionare da soli, mettendo anche a nudo le nostre ipocrisie, piccole e grandi, e il nostro dire “si, si” convinto al rispetto delle regole, salvo poi fare esattamente il contrario alla prima occasione da noi ritenuta eccezionale. Impresa ardua.

Era dai tempi delle lezioni di filosofia col grande Andrea de Giorgi che non assistevo ad un tentativo così ben riuscito di scuotimento delle menti intorpidite. Più che una sonora lezione di civiltà una seduta psicoanalitica. E fatta in perfetta lingua italiana senza nemmeno una volgarità, che è una cosa che apprezzo sempre più raramente. Con la sua cultura a 360 gradi, i suoi modi da grande signore, la sua capacità di coinvolgimento, la sua voglia di fare ancora, la sua tenacia, la sua perseveranza, la sua profonda onestà, la sua umiltà, mi ha fatto vergognare di tutte le mie lamentele e dei momenti di apatia civile, ma mi ha fatto anche dimenticare per ben 2 ore della bruttura di una parte consistente del genere umano, di cui faccio parte anch'io senz'altro.

Tutto il suo discorso è partito da un enunciato fondamentale: le persone non sono strumenti ma sono un valore e sono titolari di diritti e doveri. È impossibile che la giustizia funzioni se non cambia il rapporto tra cittadino e regole, e se il cittadino non è educato al perchè delle regole; la bontà di una regola la si evince dalla sua utilità nell'evitare i conflitti. La legalità è l'osservanza delle regole, ma questa osservanza non dev'essere cieca: quando la legge confligge con la dignità e il valore dell'essere umano allora bisogna disapplicarla.
Fino alla seconda guerra mondiale l'ordinamento giuridico di gran parte degli stati era un ordinamento che regolava e legittimava una società di tipo verticale, costituita da soggetti superiori e soggetti inferiori, dove diritti e doveri erano distribuiti in modo diseguale. La giustizia stessa era discriminante perchè era espressione di questi modelli statali che sancivano il concetto di disuguaglianza e su questo si basavano. Il potere stesso si basava sull'accettazione del principio di diseguaglianza: c'erano soggetti adeguati e soggetti non adeguati, per legge. Dopo le guerre mondiali, Auschwitz e i milioni di morti, la bomba atomica e le minacce di distruzione globale, alcuni uomini illuminati si spaventano seriamente e decidono che per disinnescare questi conflitti sempre più rovinosi per la stessa specie umana si deve mettere al centro di tutto la persona, tutte le persone, con la loro dignità e il loro valore. Si decide di estendere i diritti a vaste aree della popolazione che prima ne erano escluse perchè si capisce che l'umanità progredisce solo se tutti i singoli componenti possono progredire.
Comincia a diffondersi in sostanza il modello dello stato di diritto. Le società occidentali, soprattutto quelle più colpite dalle guerre, cambiano da società verticali (con forti diseguaglianze) a società orizzontali (pari diritti, doveri e opportunità per tutti), perchè si è capito che l'alternativa è la guerra continua, e con la potenzialità distruttiva della tecnologia moderna è una cosa che la specie umana non può più permettersi. Questo è il perchè delle regole: un antidoto all'autodistruzione.

Ma rispettare le regole è difficile perchè secoli di cultura della prevaricazione hanno educato profondamente all'idea che gli uomini non sono tutti uguali ma si suddividono in superiori e inferiori. È un'abitudine.Le persone che hanno sempre goduto di status di esseri superiori non vogliono rinunciare ai propri privilegi, e questa mentalità non riguarda solo i nobili, che di privilegi ne avevano di grossi, riguarda anche i poco abbienti, che di privilegi ne hanno di poco conto. È un bisogno di sicurezza quello che impedisce di rinunciare ai propri privilegi, la paura di soccombere davanti all'ignoto, e questa paura nasce dal mancato riconoscimento del nostro limite temporale, dal mettere la morte nell'ordine naturale delle cose. Non si ha la capacità di ragionare nel lungo termine, di vedere lontano e oltre noi stessi.

Le regole sancite dai nuovi ordinamenti degli stati di diritto prevedono una serie di diritti che in definitiva rendono l'uomo più libero di scegliere per se stesso; ma scegliere in libertà significa anche assumersi delle responsabilità. Così molti uomini hanno paura della libertà perchè manca loro il coraggio o la cultura per essere davvero indipendenti e responsabili del loro destino. Da' la libertà all'uomo debole e lui si legherà e te la riporterà.

Quello che non mi convince del tutto nel ragionamento di Colombo è l'idea che una società organizzata orizzontalmente sia meno incline ai conflitti rispetto ad una società organizzata verticalmente. Penso invece che l'istinto della prevaricazione, dello sfruttamento, di voler dominare gli altri, sia insito nella natura umana, è un istinto biologico che ci portiamo dietro da quando vivevamo ancora sugli alberi. In una società organizzata orizzontalmente questo istinto esploderà comunque e innescherà conflitti, e forse è anche giusto così, la selezione naturale ha portato avanti sempre i più forti, non i più deboli.
Quello che bisognerebbe far capire ai trogloditi moderni è che una società organizzata verticalmente bisogna evitarla non perchè non sia giusta ma perchè sul lungo termine non è conveniente per nessuno. Poi ci sarebbe da spiegare ai trogloditi moderni che il concetto di selezione naturale è stato sostituito da quello che oggi si chiama darwinismo sociale, che è il modello sociale tipico della società americana o di quella giapponese: a sopravvivere non è più il più adeguato fisicamente e geneticamente, ma il più adeguato economicamente. Si è sostituita l'importanza del patrimonio genetico con l'importanza del patrimonio economico, ma mentre sul patrimonio genetico non si può barare (ognuno ha quello che ha e non lo può cambiare in nessun modo), sul patrimonio economico si può barare, eccome. Difficile stabilire se all'entità del portafoglio corrisponde un patrimonio genetico portatore di caratteri vincenti in natura, come la resistenza alle malattie, la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, l'intelligenza, la forza fisica ecc ecc.

È stato fatto l'esempio degli Stati Uniti, società organizzata verticalmente in base al censo, dove il rispetto delle regole è più radicato che in italia, tanto per dirne una. Ma io non sono così persuasa che negli Stati Uniti non ci sia violenza latente nelle persone e voglia di infrangere le regole: mi pare che ci sia un bel numero di persone chiuse in galera, molte in attesa di pena di morte.Colombo dice che per venire fuori da una pericolosa deriva autoritaria che rischia di caratterizzare di nuovo le società democratiche moderne bisogna schiarirsi le idee e ricominciare ad approfondire questioni come i diritti umani, che non sono più scontati come erroneamente si pensa, ma necessitano di tutela costante. Come un organo che se non viene utilizzato si atrofizza, così i diritti vanno usati e ribaditi altrimenti muoiono. I nostri diritti implicano (soprattutto) anche il dovere di rispettare i diritti degli altri, per una sorta di autodifesa comune del diritto comune alla dignità e al rispetto.
Occorre riappropriarsi della propria coscienza, organizzarsi e partecipare sempre alla vita pubblica per evitare che siano sempre troppi altri a decidere della nostra vita. Farsi sentire e lavorare nel quotidiano, nell'ambito delle piccole comunità, e cominciare a cambiare prima di tutto noi stessi, liberarsi dell'ipocrisia e cercare di vivere con coerenza. Davvero però.

23 settembre 2008

cucina orientale

-->Per fare una sorpresa a chi non teme i sapori forti e esotici ho rispolverato questa ricetta che mi insegnò una carissima amica, ora (purtroppo per me) rientrata al suo paese. Ricordo che la preparò davanti ai miei occhi in un batter d'occhio, e me la servì con un contorno di riso bianco cotto a vapore come solo i giapponesi sanno fare. Tagliò a tocchetti un misto di carne di pollo e maiale e lo mise a marinare con salsa di soia e forse mirin. Nel frattempo affettò una mezza melanzana e un peperone verde, da parte mise la fecola di patate e il curry. Poi infarinò la carne marinata con la fecola e la mise in una padella con olio ben caldo, aggiungendo successivamente i dadini di melanzana e peperone verde. Una volta cotto condì il tutto con una generosa spolverata di curry saporito, e il pranzo era pronto: una chicca. Non ricordo se usò qualche altro ingrediente particolare del suo paese, ma credo di si, ogni tanto mi presentava qualcosa di misterioso e impronunciabile. La mia versione non potrà mai competere nemmeno lontanamente con la sua, ma tutto sommato non è malaccio. Ho cercato di alleggerirla per adattarla alle mie esigenze dietetiche, e durante il periodo di magra è stato uno di quei piatti di consolazione di cui non mi sono mai privata.
La sera precedente taglio la melanzana a cubetti e la metto sotto sale con un peso sopra affinchè perda l'acqua amara durante tutta la notte. Il mattino seguente posso proseguire: taglio la carne e la metto a marinare con la salsa di soia; ci metto anche un bel po' di curry, mi piace esagerare. Intanto friggo melanzana e peperone verde con la friggitrice, asciugo tutto bene con carta assorbente e lo metto da parte dopo averlo condito con una bella dose di curry. Poi infarino la carne con la fecola, o con farina di semola, e friggo anche questa con la friggitrice: in 5 minuti è cotta, croccante e soprattutto asciutta; non è facile fare un fritto asciutto con la fecola perchè per sua natura tende ad assorbire olio.
Una volta preparai questa ricetta a casa di amici che non possedevano una friggitrice, ne uscì una sbobba unta e bisunta dalla quale persino il cane aspiratutto si tenne alla larga. Un 'indecenza. Dopodichè regalammo loro una friggitrice per evitare eventuali blocchi epatici.
Dopo aver cotto tutti gli ingredienti mescolo tutto insieme in un recipiente, carne e verdure, e mi do alla pazza ingordigia. Non preparo il riso a vapore, primo perchè non ne sono tanto capace, secondo perchè di solito preparo questa prelibatezza come piatto unico. La versione di oggi prevede 2 varianti sul tema, l'aggiunta di cipolla e dell'ultimo arrivato in casa: l'habanero.

22 settembre 2008

ooopsss...la mafia anca ci, ostrega!

Risale alla vigilia dello scorso ferragosto un vivace battibecco tra noi e un esemplare di postino fulminato.
- "Belli miei, qui ci sta la mafia esattamente come giù" ci disse sconsolato.
- "Ma va là, tu sei terrone esattamente come noi, dovresti sapere bene cosa è la mafia" fu la controrisposta .
- "E io vi dico che qui c'è mafia esattamente come giù, si nota di meno perchè non ti sparano, però ti bucano le ruote, ti tagliano i meli, ti incendiano le ville......l'unico motivo per cui non è visibile è che la provincia dispone di così tanti soldi che può distribuirli ad amici e compari e dopo, con quel che resta, può anche permettersi di fare le cose che deve fare per la gente. Ma se i soldi fossero di meno si vedrebbe esattamente come si vede giù, ve lo dico io...
- " Ma che dici, dai, diciamo che se non stanno attenti diventeranno esattamente come il meridione d'italia, ma mafia è una parola un po' grossa..."
- " E io vi dico che la mafia c'è, forse in città si nota di meno, ma c'è, se non appartieni al loro giro ti fanno fuori".
Martedì 16 settembre, accuse di corruzione, truffa e turbativa d'asta per 5 imprenditori locali (arrestati), 10 persone indagate tra cui un politico di destra e uno di sinistra (è la par condicio). Oggi, dopo aver sperimentato il benessere delle patrie galere, cominciano le prime confessioni. La solita spartizione di appalti pubblici solo tra gli amici e fuori dalle balle gli estranei, l'unica differenza col resto d'italia pare che sia il dialetto usato per contrattare. Il contenuto delle telefonate intercettate è da manuale.
Il postino ci farà nerissimi la prossima volta che ci incontreremo, che fare per attutire l'impatto?? avessi la faccia tosta dei berluscones non ci metterei molto a dire "guarda che mi hai fraintesa, non ho mai detto quello che ho detto" e via così fino allo sfinimento del postino. Funziona sempre, però piuttosto che ridurmi a quel livello meglio affrontarlo a testa bassa e stramaledire la mia insanabile fresconeria, magari invece di massacrarmi a suon di sfottò proverà pietà per una povera fessa.
La lega alleata coi partiti xenofobi di estrema destra intanto vola nei sondaggi, e tra un mese qua si vota: non c'è aria di voler cambiare in meglio, di voler amministrare meglio, di voler distribuire meglio i soldi pubblici, c'è aria da resa dei conti e di vendetta, e noi come al solito se avremo qualche briciola sarà solo grazie a questa guerra tra bande. Perchè i partiti che stanno all'opposizione non vogliono mai realmente cambiare, ma unicamente sostituirsi a quel sistema che solo a parole vogliono abbattere. E' successo a livello nazionale, secondo logica e statistica succederà anche in questa landa che di speciale ha sempre di meno.
Fin qui le cattive notizie.
La buona notizia, invece, è che non è più vero che i nordici ce l'hanno a morte coi sudici: gli vogliono così bene che pur di metterli a loro agio adottano e fanno proprie tutte quelle virtù tanto deplorate in passato, così da farli finalmente sentire a casa. The miracle of money.

21 settembre 2008

a proposito di diete

Il peso ideale non è quello consigliato dalle bilance elettroniche in farmacia: per sapere qual'è realmente il peso ideale è sempre cosa buona e giusta rivolgersi ad un medico competente che lo valuterà considerando altezza, età, massa grassa, massa magra, massa ossea, metabolismo, alimentazione, attività fisica, eventuali malattie ed eventuali assunzioni di farmaci. Naturalmente me ne sono fregata del peso ideale consigliatomi dall'esperta (troppo alto) e senza arrivare a quello suggeritomi dalla bilancia sono arrivata a quello che io ritengo debba essere il giusto peso per me. Cioè quello che mi consente di navigare abbondantemente in una 44, come ho sempre fatto prima del grande big bang.
A futura memoria mia, meglio mettere per iscritto alcune regole fondamentali per riuscire a dimagrire, anche perchè, pesandomi settimanalmente, stento tuttora anch'io a credere di essere calata così tanto in così poco tempo.
Una volta appurato che non ci siano disordini metabolici:
1) diminuire le dosi di condimenti grassi (olio, burro, maionese, ma anche salse speciali tipo pesto al basilico, ai funghi, e tutti quei prodotti industriali in cui la parte grassa la fa da padrone). Si possono sostituire con aceto balsamico, salsa di soia, erbe aromatiche e spezie. Per imparare ad avere orrore dei formaggi sarebbe buono vedere come vengono preparati.
2) diminuire l'apporto di carboidrati (farinacei /amidi) e ricordarsi sempre di assumerne una sola porzione a pasto. Se si mangia pasta o riso non continuare il pranzo con patate di contorno e pane. O l'uno o l'altro.
3) cominciare il pasto con una porzione di verdura cotta o cruda aiuta a mitigare la sensazione di fame bestiale. Oppure leggere la stampa: c'è sempre qualche notizia nauseabonda che riguarda le contraffazioni e le frodi dell'industria alimentare. Potrebbe darsi che vi venga all'improvviso la voglia matta di mangiare sano e leggero e soltanto cibi preparati con le vostre sante mani.
4) considerare come pasto principale il pranzo, tenendosi leggeri la sera. E' più facile metabolizzare un pranzo che una cena.
5) gambe in spalla e zompare regolarmente. E' una baggianata inventata per farci spendere soldi quella che ci vuole far credere che sia indispensabile "andare in palestra". Non è necessario, mentre lo è muoversi di più durante l'arco dell'intera giornata e non confinare l'attività fisica al solo rito settimanale in palestra. Chi può cerchi sempre di fare una passeggiata a piedi o in bicicletta dopo pranzo e dopo cena: non c'è niente di meglio per stimolare il metabolismo. Buttarsi subito davanti a tv o computer è il modo migliore per lievitare.
6) variare gli alimenti il più possibile. Non è vero che stando a dieta si mangi di meno, è vero invece che si può mangiare di più. Spesso si ingrassa anche perchè si mangiano sempre e solo le stesse cose. Quante volte si preparano 100 grammi di pasta perchè "tanto mangio solo quello, posso abbondare" ?. Errorissimo. La mia dieta non è stata deprimente perchè mi sono ingegnata nel cucinare tutto il cucinabile nei modi più disparati, anche andando a spiare le culture degli altri paesi. Non è mica una brutta idea. Credo di non aver mai mangiato tante cose così diverse come quando son stata a dieta.
7) cercare l'aspetto divertente vale per tutte le situazioni stressanti, figurarsi per la dieta dimagrante. L'autoironia aiuta a non drammatizzare e a non prendersi troppo sul serio.
8) spesso durante una dieta dimagrante saltano fuori delle infami patologie, tipo la bulimia o la fame convulsiva diretta solo verso certi alimenti (tipico il caso di chi si strozza coi dolci di nascosto). Invece di avvilirsi come un verme parlarne subito col medico, tanto non serve far finta di nulla.
9) coinvolgere familiari e/o amici può essere motivante per chi è a dieta e istruttivo per loro. Non è detto che si debba rinunciare a organizzare pranzi o evitare inviti come la peste nera, si può benissimo prendersi un giorno di pausa e intanto confrontarsi e consigliarsi sui metodi di preparazione dei vari piatti. Ne escono delle belle.
10) compilare quotidianamente un diario in cui annotare TUTTO quello che si è ingurgitato durante il giorno. Se non ci si è ancora completamente abbrutiti ci si dovrebbe vergognare assai e dalla vergogna potrebbe scaturire un rigurgito di dignità che non fa mai male.
11) se, nonostante tutto, la dieta diventa penosa o, peggio, inutile, consultare uno stregone specializzato nel prendere per il culo la gente: dopo che vi avrà rubato tanti bei soldoni per niente vi verrà la depressione con conseguente blocco dello stomaco. Allora, forse, i chili potrebbero cominciare a sparire da soli per autoconsunzione.

Questi sono grosso modo i corretti abbinamenti per preparare un pranzo completo di primo, secondo e contorno (carboidrati + proteine + fibre e vitamine). La frutta è meglio riservarla per gli spuntini.

● PASTA → LEGUMI O UOVA + INSALATA

● ZUPPE/MINESTRE ( CEREALI + LEGUMI ) → PESCE + INSALATA

● RISO → LEGUMI O PESCE + INSALATA

● COUSCOUS + VERDURA → FORMAGGIO + INSALATA

● PATATE → CARNE + INSALATA

20 settembre 2008

Habanero de Roma

La cosa migliore per preservare la propria salute mentale al rientro da una gran bella vacanza è trovare qualcosa di piacevole anche lì dove ci tocca di vivere. Prima di tutto ricontattare i pochi ma buoni, con cui consolarsi. E' stato così che una coppia di simpatici americani mi ha comunicato la loro improvvisa partenza per Roma; con grande goduria ho ritirato fuori tutte la mappe e le guide in mio possesso e le ho elargite a piene mani, e già che c'ero mi sono lustrata gli occhi riguardando le 320 foto che mi son portata a casa. Loro non lo sanno, ma invece di ringraziarmi dovrebbero pretendere i miei, di ringraziamenti, per avermi dato l'occasione di ripensare a quella che è la città che più adoro da sempre, anche nonostante l'inquilino del campidoglio.
Da Roma, oltre alle foto, mi son portata dietro anche un bel mucchietto di Habanero, i mitici peperoncini messicocubani ai primi posti nella classifica di piccantezza: pane per i miei denti. A Campo de' Fiori, su una bancarella variopinta di frutta e verdura, i nostri occhi si sono incrociati e ne è scaturita un'attrazione fatale nata dalla consapevolezza che eravamo stati creati l'uno per l'altra. Insensibile alle battute allusive di bassa lega del venditore , che fino all'ultimo ha cercato di metterci in guardia contro le proprietà infernali dell'acquisto, ne ho voluto un bel sacchettino. Ma che esagerato pusillanime, mi son detta. Alla prima degustazione devo essermi trasformata in una fiamma ossidrica vivente: corroborante esperienza, tant'è che ci ho preso gusto e lo sto infilando dapertutto (salse, verdure, pesce, frittate). Roba da maneggiare con cura, ma che dico, con curissima, anzi, meglio munirsi di guanti di lattice.
Ora ha riaperto il negozio di prodotti siciliani, che solo pochi anni fa mi aveva beata portando i peperoncini tondi, da fare ripieni, e quelli "piccantissimi" da farci una bella salsina da spalmare ovunque. Ci farò colazione, con quelli.

12 settembre 2008

CAPUT MUNDI

Che sberla incommensurabile rientrare nella riserva dopo i giorni passati a Roma; e mentre speravo in un rientro soft, fatto attraversando gradualmente l'italia come tante camere di decompressione per riabituarmi gradualmente all'aria schizopadana, ho avuto invece uno shock quando ho scoperto con orrore di dover viaggiare in vagone con un padano doc. Che angoscia.
Il simpatico troglodita (ovviamente in giacca e cravatta e dall'aspetto “perbene”) si è faticosamente trattenuto dal mostrarsi apertamente sino alla stazione di Bologna; dopo di che è tracimato come un fiume in piena: ha cominciato ad esprimersi col suo interlocutore nel modo che gli è più congeniale, e cioè a suon di “merda, coglione, cazzo, figlio di puttana” e tutta un'altra serie di combinazioni volgari da voltastomaco anche per me. Man mano che sentiva aria di casa ha cominciato a degenerare a vista d'occhio, tanto da farmi pensare che di lì a poco avrebbe cominciato a grattarsi voluttuosamente lo scroto e a scaccolarsi attaccando i suoi reperti organici sotto i tavolini.
Impossibile immaginare come si comporterà un elemento di tale estrazione tra le 4 mura domestiche. Da Bologna in poi le possibilità erano 2: o lo si impiccava fuori dal finestrino facendo una lunga corda coi lacci delle scarpe raccattati tra gli altri viaggiatori, o ci si tappava le orecchie, come ha signorilmente fatto un viaggiatore seduto di fronte a noi.
Alla prima buzzurrata esternata solennemente dal troglodita, ho pensato alla proprietaria del B&B in cui abbiamo alloggiato, alla sua cordialità, alla sua disponibilità, alla sostanziosa colazione che ci portava ogni mattina in camera; una donna che lavora e, udite udite, non ha perso nemmeno un atomo della sua femminilità. In zona padana, invece, basta che una sollevi il fondoschiena dal materasso che subito si sente in diritto di sbraitare “lavoro iooo!! porco dioooo!!”.
Alla seconda buzzurrata ho pensato al sorvegliante della chiesa di S.Pietro in vincoli; vedendomi ferma sulla soglia e per nulla intenzionata ad entrare (indossavo un vestito scollato), mi ha guardata con compassione e mi ha detto “se avesse un foulard per coprirsi le spalle la lascerei entrare, ma adesso io vado a fumarmi una sigaretta, lei entri e si guardi il Mosè”. Naturalmente non è andato a fumarsi la sigaretta, è rimasto all'entrata della chiesa a sorvegliare, ma io ho potuto ammirare il Mosè.
Alla terza buzzurrata ho pensato al pranzo “Dar Buttero” in Trastevere, alla parmigiana di melanzane, ai bucatini all'amatriciana, agli affettati misti e alla naturalità dei romani sempre pronti a darti informazioni e indicazioni.
Alla quarta buzzurrata ho pensato al pane e alle pizze mangiate da “la Renella”, sempre in Trastevere, buone buone buone, e poi ho pensato che finchè in questa landa di padania si ostineranno a fare pizze secche e salate e pane da strozzarsi non ci si deve poi stupire se gli viene il carattere da carogne.
Alla quinta buzzurrata ho pensato ai vicoli del centro, pieni di ristoranti e localini per tutti i gusti e per tutte le tasche, alla sana indifferenza degli avventori, alla gente che parlava della propria vita e non di quello che aveva visto o sentito in tv.
Alla sesta buzzurrata ho pensato al cielo di Roma, agli spazi aperti, alla monumentalità dei suoi palazzi, ai colori di Villa Borghese, alla sua storia.
Alla settima buzzurrata ho pensato che tutto sommato non sarebbe mica male dividere l'italia in 2 stati separati dal filo spinato; se sotto la mafia ci tocca stare, almeno che sia sotto il sole.
Si si, son sempre molto contenta di essere nella riserva a sud dell'Austria, soprattutto quando preparo le valigie per un viaggio.