30 agosto 2008

val borzago: rifugio "ongari" carè alto

1200 metri di dislivello spalmati su 3 ore di camminata, tutti in salita non sempre ripida, ma costante e soprattutto interminabile. Si parte dalla località pian della sega (?!) e subito si comincia a salire. Dopo circa 2 ore si comincia a intravedere il rifugio, ma è solo un miraggio, ci vuole ancora un'ora di torture prima di approdarvi.
Il rifugio è carino, i proprietari gentili, il cagnone che ci ha accolto un bel tipo. Direi che con quest'ultima ascensione ho concluso la stagione delle pene. Programma di domani: escursione dal letto al divano + arrampicata al frigorifero e deviazione per la dispensa; frittatona di cipolle, birra e rutto libero (alla Fantozzi) ; telefoni spenti e tv e computer accesi, possibilmente contemporaneamente.
Partenza dal parcheggio a pian della sega (1260m): h 6.40
Arrivo al carè alto (2460m): h. 9.40
Dislivello: 1200m
Ammortizzatori (ginocchia): da restaurare
Tipologia: escursione lunga e faticosa; fatta una volta, fatta per sempre.

Stria


no comments it's better


29 agosto 2008

rifugio e lago antermoia

Di tutte le escursioni fatte questa è quella che ho sudato di più e di cui non serbavo un buon ricordo. E non è che ricordavo male, è proprio tremebonda. Il sentiero che da Mazzin porta al rifugio Antermoia è ripido, faticoso a salirsi e pericoloso a scendere (è franoso), soprattutto il primo tratto che porta alla località camerloi; in questo primo pezzo del lungo tragitto si giocano circa 900 dei 1150 metri di dislivello, e son da fare in fretta, altrimenti non se ne esce più.
Proprio su questo sentiero ci ha lasciato l'anima un povero escursionista non più di 2 settimane fa. Il segreto per non morire di stenti è partire all'alba, in modo da non trovarsi nel bel mezzo della faticosa salita con una temperatura che, pur se non eccessivamente alta, può provocare infarto. Gran finale al rientro con ruzzolone stile Will Coyote; comunque è bello.
Partenza dal parcheggio di Mazzin (1340m circa): h 6.45.
Arrivo al rifugio antermoia (2490m): h 9.35 ; per il lago ancora 2 minuti.
Dislivello: 1150m.
Incontri significativi: una colonia di marmotte al camerloi. Probabilmente prima delle 9 del mattino hanno i riflessi lenti e si muovono solo col pilota automatico perchè, molto educatamente, non ci hanno fischiato e si son lasciate fotografare manco fossero modelle.
Un gruppo di giovanissimi ragazzini, tra cui un bambino piccolo, che con l'accompagnatore zompavano spensierati da una roccia all'altra, dopo essere scesi dal passo di antermoia (2770m) : bella forza, mica portavano zaini pesanti, loro.
Tipologia: escursione massacrante, da non fare più di una volta ogni 3 anni. Lo consiglierei solo a qualcuno che mi stesse davvero sulle balle.

Sassolungo e Sassopiatto


lago antermoia


28 agosto 2008

laghi moregna, delle trote e brutto

Una telefonata all'APT di Predazzo per chiedere informazioni sulla sterrata per la valmaggiore (“andate, andate tranquilli” ci è stato detto), poi non si sa cosa sia successo tra domenica scorsa e oggi, comunque la strada è stata aperta al traffico privato. Meglio non indagare e cogliere l'occasione per fare una di quelle passeggiate che son sempre rimaste in sospeso causa maltempo: il giro che dalla malga valmaggiore, nel Lagorai, porta ai laghi moregna, delle trote e brutto, fino alla forcella coldosè.

Partenza dalla malga valmaggiore (1620m) h 7.30
Arrivo al lago moregna (2081m) h 8.30
per il lago delle trote (2100m) calcolare altri 30 minuti circa dal lago moregna
per il lago brutto (2200m) calcolare altri 30 minuti circa dal lago moregna
per forcella coldosè (2180m) circa 45 minuti dal lago moregna
Dislivello totale 550m circa
Tipologia: escursione semplice, non faticosa, molto panoramica.

lago delle trote


lago brutto


lago moregna


27 agosto 2008

lago iuribrutto

Il lago fa un po' onore al nome che porta: non mi è piaciuto.  L'unico evento degno di essere ricordato è l'incontro con 3 cervi (proprio cervi, non caprioli) lungo la strada per il passo vallès. Non è comunissimo incontrarli, contrariamente a quanto si crede.
Partenza dal parcheggio malga valazza (1900m circa): h 7.40
Arrivo al lago juribrutto (2200m): h 8.50
Dislivello: 300m
Tipologia: passeggiata non faticosa ma da depennare; brutto il percorso e bruttino il lago, mi aspettavo di meglio, vista la zona.

25 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 9° giornata con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro

L'ITALIA A PIEDI
incontro con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio lauro, disturbati dalla Banda Osiris.

Un Claudio Sabelli Fioretti stracciato dal pomeriggio trascorso con Marco Travaglio a Gallio (VI), ha concluso ieri sera l'edizione di "Lavaronestate 2008 il lago, un libro". Insieme a Giorgio Lauro e alla Banda Osiris ci ha parlato del suo ultimo libro “a piedi”, la cronaca del loro percorso a piedi lungo l'italia che li ha portati a percorrere 659 km, da Lavarone a Vetralla (VT). Come di ogni viaggio che si rispetti non è mancata la proiezione di diapositive con commenti e descrizioni. La Banda Osiris ha suonato e cantato (benissimo) e fatto cabaret (divertente), per nulla demenziale o scontata; non siamo stati trattati come un pubblico mediocre di bocca buona e questo è tutto merito di Sabelli, credo. Saluti conclusivi con la promessa di rifare tutto l'anno prossimo.

24 agosto 2008

malga bocche e lago

Mai organizzare un'escursione senza informarsi preventivamente sulla transitabilità delle strade forestali. Si rischia di alzarsi all'alba, arrivare quasi alla meta e accorgersi che la strada è chiusa al traffico da un'ordinanza comunale sconosciuta. Così è stato per la valmaggiore, che eravamo soliti percorrere fino all'omonima malga per poi zompare fino ai laghi moregna, delle trote e brutto (i nomi non li ho inventati io, i laghetti li hanno chiamati proprio così, forse dopo qualche abbondante libagione).
Per fortuna la val di Fiemme offre tante alternative e quella di oggi è stata niente male.
Non capita spesso di fare 750m di dislivello in 2 ore e non sentirli affatto, nonostante la parca cena di ieri sera (sigh) e le 5 ore di sonno. Quelli del Pian del Redont, per esempio, li ho strabestemmiati centimetro dopo centimetro. E' la variabile umana, assolutamente improgrammabile e imprevedibile. Prima neve sulle cime, venti siderali in quota.
Partenza dal parcheggio del paneveggio (1500m circa): h 7.45 temperatura 2° sempre peggio.
Arrivo alla malga bocche (1950m circa): h 8.45. per arrivare al lago bocche (2250m circa) calcolare un'altra oretta scarsa.
Dislivello: 750m circa.
Tipologia: ottima come allenamento, piacevole per paesaggio e bella visuale sulle pale di s.Martino e sul Lagorai.

lago bocche

23 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 8° giornata con Marco Travaglio

L'ITALIA COL BAVAGLIO
incontro con Marco Travaglio

La prima cosa che ha detto Sabelli appena entrato in sala è stata: “non ho parole”. Era ipergremita già dalle 16.15 , ma alle 17 faceva paura; stravolte tutte le regole sulla sicurezza nei luoghi pubblici, gente allegramente appollaiata ovunque, in terra, sui davanzali, sulla pedana e nessuno che si lamentava. L'età media scesa sensibilmente rispetto ai precedenti incontri, la maggior parte dei partecipanti erano giovani vivaci e attivi. Una goduria per gli occhi e per quei pochi neuroni sopravvissuti che mi son restati.
Ma gli incontri con Marco Travaglio sono sempre così, dovrei esserci abituata.

22 agosto 2008

Val Breguzzo: rifugio trivena e pian del redont


Ci sono tanti accessi al parco adamello brenta, tante vallette laterali che permettono di vedere le stesse vette da un'angolazione diversa. Magari anche con una luce diversa che dipende non solo dalle condizioni meteo ma proprio dalla conformazione della montagna in quella specifica zona, dalla prevalenza o meno di larici o abeti che possono dare un bosco più chiaro o più scuro.
Insomma, non è vero che la montagna è sempre uguale, dipende dalla voglia che si ha di scoprire o vedere qualcosa di nuovo, senza pregiudizi.
Io, per esempio, avevo la paranoia dell'incontro con l'orso, e invece ci siamo trovati a essere molestati pesantemente da una coppia di equini semiselvatici che ci hanno costretto a trovare rifugio su una roccia al Pian del Redont.

Per nulla intimiditi dalle bastonate in mezzo agli occhi, l'unico modo per farli retrocedere era quello di emettere suoni gutturali preistorici; noi non ne capivamo il significato, loro sicuramente si.
Ci siamo salvati solo perchè la femmina, presa da improvviso estro, ha sollecitato lo stallone ad un amplesso biblico, e noi abbiamo approfittato di quel tenero momento per scendere dalla roccia come ladri e fuggire a razzo col didietro in mano prima che se ne accorgessero. Non abbiamo neanche avvisato gli altri escursionisti che si sono avventurati nella stessa zona del pericolo a cui andavano incontro. Ah, la solidarietà tra montanari...
Partenza dal parcheggio di ponte pianone (1230m): h 7.20 temperatura 10°.
Arrivo al rifugio trivena (1630m): h 8.20 arrivo al pian del redont (1995m) : h 9.15.
Dislivello: 750m circa.
Tipologia: escursione più impegnativa del previsto per il dislivello ma non faticosa.

19 agosto 2008

laghi di s.giuliano e garzonè

Partendo dal parcheggio di malga campo invece che da malga diaga si risparmia quasi un'ora di ascesa e 300 m circa di dislivello. Ma soprattutto si risparmia l'attraversata del primo tratto di bosco umido e buio infestato di mega zanze ferocissime, e non è poco.
Pizze di vacca in quantità industriali, avvilente.
Partenza dal parcheggio di malga campo (1700m circa): h 7.15 temperarura 10°
Arrivo ai laghi (1930m circa): h 9 temperatura 12°
Dislivello: 200m circa
Tipologia: escursione facile, panoramica, da fare come allenamento per escursioni più impegnative.

18 agosto 2008

giro dei 5 laghi


Previsioni meteotrentino: tempo sereno molto soleggiato. Non si è notato. Comunque dal 12 luglio al 24 agosto il comune di pinzolo ha introdotto una novità: non si può più arrivare in auto alla malga ritorto (e da lì cominciare il giro dei 5 laghi col sentiero 277), bisogna fermarsi in località patascoss, a valle della funivia “5 laghi”.
Il sentiero alternativo proposto dall'assessore comunale al turismo altro non è se non il tracciato della pista da sci, quindi ripido, quindi pietroso, quindi palloso. Lo chiamano 232 e tocca sorbirselo fino a quell'obbrobrio che è il rifugio Pancùgolo.

17 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 7° giornata con Giulio Cavalli

ITALIA, MILANO, LINATE
incontro con Giulio Cavalli

Un altro incontro all'insegna della spensieratezza.
Non è possibile riassumere il lungo e ininterrotto monologo di ieri del giovane attore teatrale Cavalli su ciò che accadde la mattina dell'8 ottobre del 2001 a Linate. Posso solo dire che quello che pareva fosse l'unico incontro anomalo di questa edizione di Lavaronestate è stato invece perfettamente in linea con quelli che l'hanno preceduto.
Perchè i dettagli di quell'incidente che ha causato 118 morti (peraltro abbastanza svelati dalla stampa, niente di occulto) sono un ottimo esempio per spiegare come la corruzione, di cui nessuno in italia si spaventa, provoca più disastri dell'immigrazione clandestina.
I dirigenti dei vari enti che erano preposti alla sicurezza aeroportuale non erano altro che esponenti di partiti politici trombati alle varie elezioni amministrative nazionali e locali, e messi a occupare poltrone importanti non per competenza ma per tessera.
E quando occupi un posto non per merito, ma per amicizie, non puoi essere altro che un cialtrone capace solo di cattiva gestione e la cattiva gestione poi la paghiamo tutti, direttamente come nel caso di Linate, o indirettamente con aumenti della spesa pubblica e quindi più tasse.
E' sempre a causa della corruzione che abbiamo docenti universitari più ignoranti delle capre (e di conseguenza studenti meno preparati e competitivi), imprese che lavorano coi piedi (con opere scadenti, tipo la strada in calabria costruita sui rifiuti che è sprofondata al primo nubifragio), medici assassini (vedi i casi a milano, torino o la sanità in sicilia), pubbliche amministrazioni incapaci che ci rendono il vivere quotidiano più costoso e pesante.
Non ci vuole molto a capire il nesso tra corruzione e arretratezza economica e sociale e chi non lo capisce o è irrimediabilmente lobotomizzato, o fa parte o aspira a diventare parte della categoria dei cialtroni.
Direi che la maggior parte di italiani ha già scelto da tempo da che parte stare.

15 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 6° giornata con Massimo Cirri, Filippo Solibello, Giampaolo Visetti

L'ITALIA POSSIBILE E L'ITALIA IMPOSSIBILE
incontro con Massimo Cirri, Filippo Solibello, Giampaolo Visetti.

Ci si aspettava che questo fosse l'incontro più spensierato, dal momento che i conversatori erano Massimo Cirri e Filippo Solibello; hanno presentato il loro libro “Nostra eccellenza”, non solo un modo per raccontare le storie positive d'italia e di italiani perbene, ma anche per renderle appetibili tanto quanto le storie negative. Ma subito sono stati frenati da Giampaolo Visetti, giornalista di “repubblica” e autore di inchieste sul degrado in italia, il quale, bravissimo tra l'altro, ci ha fatto riflettere sul fatto che “Nostra eccellenza” tutto sommato non è proprio un inno alla positività ma un libro che parla di una delle doti migliori dell'italiano, che è l'arte di arrangiarsi in mancanza di uno stato efficente e di amministrazioni locali serie.

14 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 5° giornata con Gianantonio Stella

IL NAUFRAGIO DELL'ITALIA
incontro con Gian Antonio Stella

Nonostante l'orario dell'incontro sia stato cambiato quasi all'ultimo momento la gente è arrivata puntuale e numerosa all'appuntamento con Gian Antonio Stella, uno dei (tanti) vicedirettori del corsera, famoso non tanto per gli articoli ma per i libri-inchiesta che scrive. I suoi lettori devono essere persone di un certo livello perchè non sono mancati nè applausi nè critiche; un dibattito vivace, come si addice al personaggio.
L'ultimo suo libro è “la deriva. Perchè l'italia rischia il naufragio ”.

12 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 4° giornata con Giuseppe Ayala

L'ITALIA DI FALCONE E BORSELLINO
incontro con Giuseppe Ayala

E' venuto per presentare il suo libro “chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino”. Ha detto che si tratta di un libro autobiografico, e in effetti per oltre 2 ore non ha fatto altro che parlare di sé, di quanto era bravo e di quanto era invidiato.
C'è stata una sproporzione vistosa tra il numero di volte in cui ha pronunciato la parola “io” e il numero di volte in cui ha nominato Falcone o Borsellino.
Non ha avuto problemi nel dire che tutto sommato è stato raccomandato all'inizio della sua carriera da nientepopòdimeno che Gaetano Costa, morto assassinato dalla mafia nel 1981.
Tra le varie baggianate che ha sparato c'è quella sulla (presunta) sconfitta delle brigate rosse da parte di uno “stato forte”.

11 agosto 2008

LAVARONESTATE , IL LAGO, UN LIBRO. 3° giornata con Agnese Moro e Mino Martinazzoli

L'ITALIA DI ALDO MORO
incontro con Agnese Moro e Mino Martinazzoli

Il bello degli incontri con autore organizzati da Sabelli Fioretti è che non sai mai che andazzo può prendere il discorso perchè nulla è prevedibile o scontato, e questa è una gran bella dote e significa che l'omino, anche se l'età anagrafica è alta, è assai più giovane mentalmente di tanti giornalisti che se la tirano da moderni.
Ieri mi aspettavo un Davigo secchione capace di parlare solo di leggi, codici e codicilli; ne è venuto fuori invece un grande intrattenitore capace di parlare anche di ben altro, incredibile.
Oggi 3° incontro con Agnese Moro (figlia di Aldo Moro) e Mino Martinazzoli, ex qualcosa della vecchia DC.
Chi temeva una serata triste concentrata sulla fine drammatica del padre, sul chi, come, perchè e quando, ha dovuto cambiare impostazione mentale, perchè questa rubiconda signora tutto è, tranne che una donna triste e ossessionata dal fantasma del padre. L'occasione era per parlare proprio di un libro su suo padre.
Con leggerezza ha raccontato i suoi ricordi personali dell'uomo Moro, con serietà ha cercato di rispondere a quanti hanno tentato di inchiodarla (in buona fede ovviamente) al ruolo di povera vittima, con ironia e prontezza di neuroni ha risposto a chi tentava di carpirle qualcosa sull'attuale situazione politica.
La vera sorpresa però è stato Mino Martinazzoli, davvero uomo d'altri tempi. Mi ha fatto pensare che anche il peggio della passata generazione di politici fosse comunque più decente del “meglio” (si fa per dire) dell'attuale classe politica.
Sentendo parlare un Martinazzoli e sentendo parlare un qualsiasi politico che impesta la scena italiana odierna ci si accorge dell'involuzione culturale dell'attuale classe dirigente (per non parlare poi dell'involuzione linguistica).
E non ho mai pensato che Martinazzoli fosse una cima. Sicuramente però conosce la lingua italiana e la sa usare, e ha cultura storica, politica e letteraria. Roba da comunisti culattoni, direbbero i trogloditi in giacca e cravatta.

rifugio lago corvo e laghi

Il sentiero che dalla malga bordolona porta al rifugio lago corvo è traumatizzante per il corpo e per lo spirito. Il dislivello non è tanto ma il sentiero è lungo, faticoso e accidentato; come 5 anni fa la segnaletica e la manutenzione sono quasi pessime e per giunta è disseminato di pizze di vacca fresche e stagionate a tutte le quote. Non è un granchè come amenità, il paesaggio è da bolgia infernale, zero alberi, tante rocce scoscese ricettacolo di vipere, insomma, uno strazio.
Il rifugio invece è molto carino, esternamente e internamente, e anche il paesaggio circostante, corollato di belle cime e di laghetti. Le mediocri condizioni meteo non mi hanno permesso il consueto servizio fotografico.


Partenza dal parcheggio della malga bordolona di sotto (1800m circa): h 6.35 temperatura 7°.
Arrivo al rifugio (2400m circa): h 9.20 temperatura presunta 10° circa
Dislivello: 600 m circa
Ammortizzatori (ginocchia): rassegnati.
Incontri significativi: IL RIFUGIO (non sembra vero di esserci arrivati); un cucciolo di marmotta; il vino rosso trincato alla malga bordolona sulla via del ritorno.
Tipologia: escursione oscenamente massacrante; per tornare eventualmente al rifugio meglio il sentiero da Piazzola di Rabbi.

10 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 2° giornata con Piercamillo Davigo

L'ITALIA DEI CORROTTI
incontro con Piercamillo Davigo

Il giudice serioso e pignolo Davigo ha tenuto egregiamente la scena e quanto a battute spiritose non era secondo nè a Cirri, nè a Solibello, nè a Sabelli. Un bel siparietto, gestito con ironia, per parlare della corruzione in italia.
La corruzione è un reato che stranamente non procura allarme sociale quanto l'immigrazione clandestina, eppure produce pessimi effetti nella vita quotidiana dei cittadini di un paese. La pagano tutti con servizi pubblici scadenti perchè a vincere gli appalti pubblici non sono le imprese più capaci e tecnologicamente avanti ma solo chi paga la tangente più alta o ha le amicizie giuste; il mercato è falsato, non c'è meritocrazia e concorrenza.

9 agosto 2008

LAVARONESTATE, IL LAGO, UN LIBRO 1° giornata con Roberto Scarpinato

L'ITALIA DELLA MAFIA
incontro con Roberto scarpinato

Dopo la scarpinata non potevo che andare a seguire il dibattito pubblico con Roberto Scarpinato a Lavarone. Uomo e magistrato antimafia di sbalorditiva cultura storica, linguistica, filosofica e umanistica, ha inaugurato la nuova edizione di Lavaronestate2008 il lago, un libro.
Ha presentato il suo libro “Il ritorno del principe” scritto insieme a Saverio Lodato, uno dei giornalisti italiani più corazzati in materia di mafia. Ho avuto la mesta impressione che una parte del pubblico, forse la maggioranza, abbia tradotto il “principe” come un riferimento all'attuale (sigh) presidente del consiglio; credo invece che con quel sostantivo Scarpinato intendesse riferirsi ai milioni di prepotenti e arroganti che infestano il bel paese.
Non a caso ha citato “Il principe” di Niccolò Machiavelli, (Cesare Borgia, noto assassino), e l'elogio nauseabondo che ne faceva Machiavelli ai suoi tempi, per sottolineare la continuità storica che lega i principi di oggi (che sono tanti) e lo stuolo di giornalisti e/o intellettuali che ne tessono le lodi anche quando seminano obbrobri. Questo è sempre stata la peculiarità italiana.

rifugio mandron - lago scuro

Secondo fine settimana di agosto, turisti e villeggianti sono arrivati a sciami ronzanti a infestare le località turistiche. I sentieri di montagna non fanno eccezione, quelli della val di genova figuriamoci.
Una discreta quota di escursionisti incontrati oggi appartiene alla categoria degli arroganti e presuntuosi, quelli che sui sentieri di alta quota ti guardano con aria da competitore psicotico e sembra che pensino “se c'è arrivata questa quassù figurati cosa posso fare io”.
Sono quelli che poi, solitamente, scendono dalle alte quote in elicottero con le orecchie basse e vanno a intasare i pronto soccorso a valle.
Per fortuna la maggioranza è costituita da persone normali e pure divertenti, che sanno calcolare benissimo i propri limiti e non devono dimostrare niente a nessuno.

lago scuro (2668m)

Partenza dal parcheggio h 6.45 temperatura 6°.
Arrivo al rifugio h 9.00 temperatura 8° (signora mia non ci sono più le mezze stagioni); calcolare circa ¾ d'ora in più se si vuole arrivare al lago scuro.
Dislivello: 800 m circa.
Incontri significativi: un ermellino che ci ballonzolava davanti agli occhi come un invasato, la torta alle noci mangiata al rifugio (yum yum).
Ammortizzatori: semi-partiti.
Mal di testa: da brevettare.
Tipologia: escursione abbastanza faticosa nonostante la bassa temperatura e il dislivello non impossibile. Il primo tratto ripido sembra non finire mai. Segni della prima guerra mondiale che è arrivata fin quassù: il cimitero vicino al centro studi glaciologico, qualche reticolato, una lapide sperduta dedicata ad un kaiserschuetzen. La panoramica dei ghiacciai è preoccupante, ma non gliene frega nulla a nessuno, tranne i climatologi seri o i montanari anziani. Comunque ne vale la pena.

4 agosto 2008

rifugio larcher - lago delle marmotte

Con mio grande scuorno non c'era il cagnone pelosone biancone con gli occhi neri neri neri; fu il primo cane da rifugio a meravigliarmi per la sua aria aristocratica, anche se aveva un pessimo carattere. Il più bel samoiedo che abbia mai visto.
Pensavo di arricchire il mio album fotografico canino e invece son tornata con la coda tra le zampe.
Però non è possibile lasciare che un cane così si estingua senza assicurarsi che abbia generato tanti bei batuffoli uguali a lui, almeno lo si clona.


lago delle marmotte

Partenza dal parcheggio: h 7.20
Arrivo al rifugio: h 8.50 (con un'altra mezz'ora scarsa si arriva al lago delle marmotte a quota 2700)
Dislivello: 600 m circa
Tipologia: escursione facile poco impegnativa
Incontri significativi: un sospetto di marmotta tra le rocce sottostanti il rifugio, uno scoiattolino che zompava a turbo con una pigna più grande di lui, e, non meno divertente, un coniglietto selvatico che all'alba di oggi attraversava beato la strada che costeggia il fiume.

3 agosto 2008

LAVARONESTATE 2008, IL LAGO, UN LIBRO

Anche quest'anno quel gran genio di Sabelli Fioretti ci ha organizzato un agosto da ridere, insieme a Massimo Cirri e Filippo Solibello di Caterpillar. Gli ultimi 2 anni ci hanno dato una sonora dose di antidepressivo con la loro positività, quest'anno faranno altrettanto. Non vedo l'ora di assistere all'incredibile accoppiata con Piercamillo Davigo, non riesco a immaginare cosa ne verrà fuori. Per tutto il mese di agosto arrancherò fin qui.