1 aprile 2008

ancora lungo i 60 km della vigolana

10 giorni fa nevicava in val di fiemme, oggi temperature intorno ai 20°, roba da fulminarsi i neuroni e gli ormoni. Non è un buon andazzo per nessuno, la montagna soffre per gli sbalzi termici repentini, gli animali sono storditi, mentre gli umani sono già abbondantemente fuori di melone da parecchio. Io faccio finta di niente e vado a spasso per monti e boschi, seguo un tratto del "percorso dei sensi" attrezzato con pannelli informativi dotati di essenze floreali, o di dispositivi sonori che riproducono i versi dei più comuni animali che popolano queste zone, o ancora muniti di rocce o corteccie per insegnare al viandante la diversità, le sfumature, gli aromi della natura.


Ma un pannello che mi mettesse in guardia contro quei luridi insetti no, non l'hanno messo. Eppure la "processionaria" è diventato uno dei tanti elementi che caratterizzano i boschi. Trattasi di quel repellente bruco che forma dei batuffoli simili allo zucchero filato sui rami esterni dei pini e/o degli abeti, si nutre degli aghi disseccandoli letteralmente, poi, com'è tipico dei parassiti più odiosi, una volta che ha provocato la morte dello sfortunato albero va in cerca di un'altra mangiatoia. Dilemma: può un'amante della natura ridursi a calpestare a più non posso diverse code di "processionarie" incontrate casualmente lungo il cammino? Si si che può! L'indole di Idefix (il cagnetto di Obelix che non sopporta veder morire un albero) si è impadronita di me e son diventata un angelo sterminatore, e dopo gli iniziali dubbi dovuti al mio senso etico ci ho preso gusto tanto da volerci ricamare su questa specie di necrologio: tiè alla processionaria! Soprattutto adesso che mi hanno informata che 'sti luridi bruchi non solo provocano la morte degli alberi che infestano, ma son pericolosi anche per l'uomo, perchè anche solo il contatto accidentale con i peli che li ricoprono può scatenare reazioni allergiche.